Torno nei miei caruggi, in quei vicoli che sono il cuore pulsante della mia Genova.
E vi porto in una piazza ampia e spaziosa, una piazza inondata di luce e di calore nelle sere di estate.
Uno degli accessi a Piazza Lavagna è Vico dei Corrieri, ancora una volta un toponimo che deriva da un antico mestiere, a Genova i corrieri esistevano già nel XV secolo e la posta viaggiava tra Genova e Milano.
Lo storico Amedeo Pescio racconta un aneddoto piuttosto gustoso e riferisce che Francesco Sforza era solito apporre sulla sua corrispondenza la seguente eloquentissima nota: presto, presto, presto, volando dì e notte, a pena della forca!
E chissà che fretta avevano i corrieri, viste le premesse!
L’ombra gioca in quella parte di Genova, così accade qui, quando si entra dai Macelli di Soziglia.
Ma poi ci si volta indietro e la via si illumina di quei colori così tipici della città vecchia.
E davanti a voi Piazza Lavagna, con i tavolini, gli ombrelloni per ripararsi dal sole, un angolo di pace nel centro della città.
La piazza deve il suo nome alla famiglia Lavagna, uno dei suoi rappresentanti, Filippo, fu il primo a dedicarsi all’arte della tipografia nel lontano 1469, molti altri suoi parenti si dedicarono poi a questa attività.
E’ bella e ariosa Piazza Lavagna, qui una volta c’erano un paio di negozi di oggetti antichi e vecchi, potevate trovarmi spesso lì, a gironzolare tra i vecchi piatti e le porcellane della nonna.
Hanno queste tinte calde le case di Piazza Lavagna.
E spiccano anche in una giornata autunnale, quando nuvole lattiginose ricoprono il cielo.
Gli alberi, le biciclette, la tranquillità.
Su un portale la sacra immagine di Maria, con lei il piccolo Gesù e San Giovannino.
Ed è nelle giornate terse che maggiormente si apprezza la bellezza semplice di questa piazza, i palazzi non hanno sontuose decorazioni ma portano in dote l’incanto del colore.
E spiccano i panni scuri sull’ocra e sul rosa, questa è pura poesia, così è per me che amo ognuna di queste pietre antiche.
Le foglie d’ottobre, una tenda color smeraldo, la facciata mattone contro l’azzurro, questi sono i colori di Piazza Lavagna.
E non fermatevi qui, no.
Genova degli spazi aperti è al centro dell’intrico di caruggi, è stretta tra quei vicoli angusti che sempre regalano qualche stupore.
E oltre la piazza, da un lato ancora continua Vico dei Corrieri, ed è luce e ombra.
Sul lato opposto trovate la curva sinuosa di Vico Lavagna.
Vico e Piazza che portano lo stesso nome, anche questo accade spesso, è proprio tipico dei miei caruggi.
Uno sguardo indietro, verso questo scorcio, qui dove tutto parla, ogni muro racconta una storia, ogni finestra socchiusa ha un passato, ogni gradino consunto da centinaia di passi ha una vita.
Fermatevi proprio lì, alle spalle della Piazza, dove Vico dei Corrieri confluisce in Vico Lavagna.
Fermatevi e alzate lo sguardo verso l’altro, Genova è verticale, Genova è sopra di voi.
Guardatela così Genova, Genova è vertigine, sempre.
E ancora oltre, verso l’infinito.
E’ lassù la mappa di questi caruggi, è in quelle geometrie di azzurro.
Vertigine di luce e di cielo, sopra i colori di piazza Lavagna.















Verissimo Genova è verticale e vertiginosa… ho sempre avuto il vizio di girare con il naso per aria… ma da quando leggo i tuoi post sta diventando proprio un’abitudine 🙂
Grazie di avermelo scritto cara Miss Meletta, è proprio la maniera migliore di guardare Genova.
Un abbraccio a te!
Che impudente questo Sforza! Mi piace però questo collegamento tra Milano e Genova nel tuo post 🙂
Ps. Ma quelle belle case antiche con i muri che si scrostano non vengono restaurate? È un peccato vederle così sciupate! Bacioni
Hai ragione, le case antiche andrebbero sempre restaurate.
L’aneddoto su Sforza mi ha fatto molto ridere, non posso evitare di immaginare l’espressione del povero corriere 🙂
Bacioni Viv, buona giornata!
Bravissima!!!
Mi piacerebbe fare un giro nei vicoli con te….
Gabriella
Grazie Gabriella, se vuoi ti ci porto per caruggi, eh? Molto volentieri!
Un abbraccio!
Che bella questa tua definizione di “Genova verticale”!
Ed è piacevole questo tuo post che interrompe la quiete delle montagne verdi per ricordarci che Genova è sempre nel tuo cuore!
Un abbraccio Susanna
Sempre, cara Susanna!
Un bacio grande a te amica mia!
Con le mura delle case circonstanti, Piazza Lavagna è davvero ben protetta 🙂
Un saluto Miss, al prossimo Tour
E’ proprio una bella piazza, grazie a te caro!
È come se fossero tante città diverse tutte in una. Baci, Miss.
E’ proprio così, grazie caro Chagall, un abbraccio a te!
Non era una prerogativa dello Sforza, quelle frasi erano usate da moltissime persone, all’epoca la posta era trasportata da cavalieri e i percorsi erano lunghissimi, veniva trasportata anche corrispondenza di stato, e molte volte pur di carpire i segreti i cavallieri venivano uccisi.
Ricordo che da qualche parte ho delle lettere in cui si vedeva disegnato un cappio, proprio per ricordare al cavaliere il rischio che correva.
Era il periodo in cui i Tasso ( Quello della Gerusalemme Liberata) gestivano la posta con grande professionalità, i Tasso sono i primi veri organizzatori del trasporto postale.
Complimenti per l’articolo sulla bella piazza.
Eugenio
Eugenio, tu sei sempre unico, riesci sempre a scrivere qualche particolarità!
Lettere con disegnato un cappio? Uh, vorrei vederle!
Grazie delle tue belle parole, un abbraccio grande.
Che bella l’immagine della mappa nei ritagli di cielo… molto calviniana.
Buon pome.
Anche a te Tiptoe, felice che ti sia piaciuta la piccola mappa! Grazie!
Ho come il sospetto che con quei sistemi la posta arrivava puntuale e sempre..
Bellissimo post, Miss! A presto!
Penso proprio di sì 😉
A prestissimo cara, grazie!
Belle immagini, bella città, bello il tuo amore per lei
Grazie carissima!
questi palazzi sembrano quasi i tasti dei piccoli pianoforti per bambini. Sai, quelli colorati, un colore per ogni nota.
Che paragone bellissimo 🙂
This is a favorite place for lunch, but now I will watch for the ghosts of knights that were killed carrying their important letters in which could draw a noose around them! Whew! I always enjoy your posts about these areas of the city with layers of history and names reflecting their past!
Thank you dear, this city is so full of lovely misteries!
Have a nice day, see you soon!
Forse non tutti sanno che… Piazza Lavagna risale al XIX. Fu voluta dal Barabino che fece demolire alcuni palazzi. Se ci si fa caso infatti la forma della piazza è estremamente atipica rispetto a quelle del nostro centro storico (Pensiamo alle vicine Campetto e Piazza Soziglia): Piazza Lavagna è giusto giusto larga come l’edificio che la divide da Via dei Macelli! 😉
P.s. sto recuperando i post che mi sono persa!
E infatti è proprio particolare, una piazza che mi piace moltissimo!
Baci cara, grazie 🙂
Abito in uno dei palazzi della piazza da dieci anni. Dalle finestre della sala e della camera da letto guardo e ascolto i bimbi giocare, rincorrersi e disegnare coi gessi colorati per terra mentre le mamme e i papà bevono una birra o mangiano un boccone (ormai è talmente affollata di sera che bisogna prenotare il tavolo per l’aperitivo!).
Nei primi anni 2000 la piazza era ancora metà parcheggio per auto e furgoni e metà mercatino delle pulci, e mèta dei tossici la sera e la notte. E’ incredibile la trasformazione (in meglio) che ha vissuto questo posto, naturalmente in perfetto stile mugugnogenovese c’è qualche zombie che rimpiange i bei tempi del silenzio (un ago in una vena non fa rumore…). Vorrei non dover andare mai più via da lì…
Grazie per il suo articolo, fatto di foto e parole che mi hanno emozionato.
Grazie a te, onore mio ricevere un commento come il tuo.
Piazza Lavagna è davvero bella e sono felice anch’io che sia rinata a nuova vita.
Buona giornata a te!
Miss, da quel che i tuoi colorati post propongono in continuazione, salta all’occhio che a Zena un caruggio o una piazzetta brutta non li trovi neanche pagando… se le lavangne non fossero state nere, forse a scuola ci sarei andato più volentieri…
Piazza Lavagna è meravigliosa, un tempo qui c’erano bellissimi negozi di robivecchi, andavo sempre a sbirciare tra piatti, tazzine e cose varie!
Grazie Sergio, un abbraccio!
Ho scoperto questa piazza da poco tempo, e per caso: passato e ripassato infinite volte tra la Maddalena e i Macelli, una volta girando lo sguardo in vico Lavagna ho visto che la luce del sole trovava insolitamente spazio… mi sono addentrato e mi si è aperta davanti questa meraviglia! Tutta la zona tra la Maddalena e S. Siro e tra Strada nuova e Campetto è meravigliosa, sembra di entrare in un’altra dimensione…
A me, da giovane “besagnino” i vicoli hanno sempre fatto un po’ paura per via della mala fama che avevano soprattutto tra noi che venivamo dalla campagna… Poi finalmente passata la paura è iniziata la scoperta! C’è da dire che rispetto a 15/20 anni fa la situazione è sicuramente migliorata… E speriamo migliori ancora, Zena lo merita davvero!
Grazie Miss!
Hai ragione Ricky, questa piazza è un incanto!
Cara Miss Fletcher, nel 1995 comprammo la mansarda del palazzo tra via Corrieri e vico Lavagna che era ancora un rudere inabitato da molto… solo piccioni. Quel tetto, che fu rifatto allora con poca maestria, era per forma e per struttura come la chiglia di una nave… un galeone genovese, s’intende!
Rossana, chissà che meraviglia! Devo cercare di individuarlo dall’altro, dev’essere spettacolare.
Grazie, benevenuta su queste pagine.