Corso Firenze, un fatto increscioso di diversi anni fa

Questo è un fatto increscioso che capitò diversi anni fa, nel lontano 1925, ne fu protagonista una giovane donna di nome Maria.
Lei era una ventenne, alta, bionda, longilinea, non le mancava una certa grazia.
E insomma, oltre a tutto ciò la signorina aveva anche buone referenze, era già stata a servizio per ben due anni e grazie a questo trovò un buon lavoro come domestica presso la casa di uno stimato professionista, l’avvocato Francesco che abitava in Circonvallazione a Monte, ad essere precisi in Corso Firenze.
E così Maria con il suo buon carattere e la sua affabilità si conquistò l’incondizionata fiducia dei padroni di casa, ben presto si affezionarono a lei.
E infine giunse quel giorno d’autunno nel quale si verificò il fattaccio narrato dai giornali dell’epoca, io ho letto questa notizia su Il Lavoro.
E dunque, forse il clima era mite, l’avvocato e la sua signora se  ne uscirono per il passeggio lungo i corsi del quartiere, se ne saranno andati in Spianata, immagino.

Spianata Castelletto

Cartolina appartenente alla Collezione di Stefano Finauri

E in casa rimasero la cuoca, un’altra domestica e i bambini della coppia.
E Maria, naturalmente.
La ragazza si mosse con circospezione, senza dare nell’occhio ed evitando di suscitare curiosità piano piano aprì la porta della stanza.
E forse ci sarà stato uno di quei pesanti armadi di legno scuro, mia nonna ne aveva uno proprio così.
Maria spalancò le ante e con le sue dita sottili svelta sfilò da una gruccia un abito di seta nera prezioso ed impalpabile, poi prese ancora un altro vestito di seta, questa volta bianco e candido.
Prelevò anche altri oggetti tra i quali un servizio d’argentone, mise ai polsi alcuni braccialetti d’oro, quindi indossò una mantella di raso nero e posò sul suo capo un fastoso cappellino all’ultima moda.
E così vestita, con addosso gli abiti della sua padrona, si dileguò dall’appartamento di Corso Firenze, lasciando in quella stanza la sua consunta valigia con dentro il suo vecchio cappotto.
E naturalmente l’avvocato e la sua consorte rimasero attoniti e stupefatti, c’è da comprenderli!
Non so dirvi se poi Maria sia stata rintracciata e punita per il suo deprecabile misfatto certamente dettato da frivola vanità.
I giornali diedero una dettagliata descrizione di lei, non mancando di rimarcare un suo difetto fisico che poteva renderla facilmente riconoscibile.
Io l’ho immaginata mentre lascia quella casa e si avvia verso il suo destino, vestita di tutto punto come usavano fare le signore di quella buona società alla quale Maria avrebbe voluto appartenere.

Corso Firenze

Cartolina appartenente alla Collezione di Stefano Finauri

30 pensieri riguardo “Corso Firenze, un fatto increscioso di diversi anni fa

  1. Inizialmente pensai a una bravata, un po’ come da bambine si prova un abito della mamma mettendosi anche le scarpe con i tacchi. Invece poi scopri che Maria se n’è andata di casa per sempre non solo per assaporare una passeggiata diversa. Chissà come continuò la sua vita, forse mentendo sulle sue origini incontrò un uomo distinto che le fece girare la testa sposandola. Poi a sua volta prese al suo servizio una domestica e chissà forse le fece avere vestiti eleganti assieme a qualche gioiello per una o più passeggiate lungo il corso per appianare i suoi sensi di colpa.

    1. E davvero, chissà che destino ha avuto questa ragazza, questi fatterelli di cronaca suscitano sempre la mia curiosità e ispirano tante diverse divagazioni.
      Grazie Londarmonica, buona giornata.

  2. scrive come maupassant,dipinge come signac; altra scuola quella di derain
    così a scuola avrei voluto…….

  3. Ma perché io solidarizzo sempre con i colpevoli? In fondo la signora ne avrà avuti tanti di vestiti! Uno più, uno meno… o due meno…
    Una curiosità: ma quel era il difetto fisico?
    Ciao Miss e continua a raccontarci le storie del passato 🙂

  4. Ecco la tua anima di detective che riappare: ma ci lasci senza dare risposte a tante naturali piccole curiosità che sapientemente hai saputo suscitare! Birbantella! 😉

  5. Temo che sarà stata costretta a venderli per sbarcare il lunario, un abito non fa la ricchezza ma un furto fa di te un ladro 😉 quando ci sentiamo mi racconti del difetto fisico perché qui gatta ci cova… Bacioni!

    1. Certo, chissà, magari poi l’hanno acciuffata, sarebbe interessante scoprirlo! Sì, poi ti dirò che difetto aveva, non è nulla di troppo strano, ma certo la rendeva piuttosto riconoscibile.Bacioni a te cara, grazie!

  6. Che storia intrigante, riesci sempre a scovare qualcosa di particolare e a narrarlo toccando le giuste corde emotive! Anche a me solletica l’idea di quale futuro possa aver avuto questa ragazza, tracciare scenari differenti: e mi chiedo anche se ( quasi sicuramente sì!) se ne parlò in casa dei miei bisnonni, che vivevano a San Nicola, dove ancora ho abitato io fino a 20 anni. Mia nonna allora era quindicenne: chissà cosa avrà pensato dell’impresa…

    1. Davvero, anch’io mi sono domandata se mia nonna l’ha conosciuta, chi lo sa? Sembra un evento abbastanza strampalato per essere oggetto di chiacchiere di quartiere.
      Buona serata cara Patrizia, grazie.

  7. anche io sto con Maria. Maria che iniziò a lavorare così giovane. Maria bionda e longilinea e, sicuramente , piena di sogni. maria domestica in una ” casa bene”, come si diceva una volta…..Maria che mangia in cucina e che lavora più ore dell’orologio, sicuramente. Maria che desidera, per una volta, indossare un abito bello, avere dei gioielli ed una veletta sul viso. Maria per la quale mi piacerebbe pensare ad un lieto fine, ma non ci riesco. Perchè Maria era ingenua e fiduciosa,sicuramente.
    Grazie, amica mia, che mi hai permesso di volare con la fantasia e di vedere queste meravigliose fotografie, di questa corso Firenze che percorro mille volte al giorno, che ho percorso, in tanti anni, non so dirti quante volte, di una Spianata dove i miei bimbi giocavano da piccoli…..Un abbraccio Emanuela
    PS…..ogni volta mi accorgo di quanto sono grafomane……scusa!

    1. Chissà se era davvero ingenua, il suo gesto dimostra una certa scaltrezza, anche un po’ sventata se vogliamo.
      Io spero che la signora non abbia più pensato ai suoi vestiti perduti e che Maria abbia avuto un destino fortunato, possiamo provare almeno s sperarlo?
      Grazie a te Emanuela, i tuoi commenti sono bellissimi!

  8. Io penso che l’hanno trovata, all’epoca, le domestiche nelle case signorili erano tutte provenienti dalle campagne, e non entravano a servizio se non erano accompagnate e raccomandate da qualcuno della famiglia, pertanto non credo sia andata molto lontano.
    Seguendo i giornali oppure guardando i documenti del commissario di zona dovrebbe trovarsi il fascicolo.
    L’unica cosa certa è che in ogni modo sarà finita male, finiti i pochi soldi tratti dai gioielli, le sarà stato difficile lavorare oppure tornare a casa.
    All’epoca il sistema politico esigeva ordine e puniva severamente casi di questo tipo.
    Non darei a Maria nessun attenuante, aveva un ottimo lavoro, e i sui padroni gli avevano dato la piena fiducia, e a mio giudizio non ci sono motivi per ripagare i propri datori di lavoro in questo modo.
    Eugenio

    1. Eugenio, come sempre sei unico! Osservazioni più che giuste le tue e oltretutto per essere quei tempi tempi forse il suo non era neanche un lavoro particolamente duro rispetto ad altri. Dici che davvero da qualche parte potrebbe esserci il suo fascicolo? Se mi metti queste puli nell’orecchio mi vien voglia di cercarlo!
      Abbracci grandi Eugenio, grazie!

  9. consiglierei di dare un’occhiata alla libreria di palazzo spinola ,libri gialli di carta pecora: su uno c’era la scritta “foglie di gelso” che erano quelle offerte alle famiglie del feudo;domanda:chi le teneva addosso,e dove ,insieme a chi,e per ottenere cosa ,cosa da consegnare a chi?

  10. Non so se è il modo in cui tu l’hai descritta, ma mi pare di capirla la piccola Maria. Forse se n’è pentita per il resto della vita. Certo in un mondo come quello,dove le referenze erano d’obbligo, doveva essere la prima volta

    1. Lo credo anch’io, sai? Penso che la vita sia stata poi dura per lei, però mi lascio un margine di speranza, non riesco a fare a meno di sperare in un lieto fine per tutti!

  11. Miss, anch’io suppongo che abbia fatto una brutta fine… per farla “franca” avrebbe dovuto essere di rango sociale più elevato… e mi pare che pure oggi funzioni così!

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