Porta degli Archi: una storia antica

Fu un tempo un elemento importante della storia della Superba, la Porta degli Archi era anche detta Porta di Santo Stefano ed era collocata nel centro di Genova.
Era situata in quella zona della città che sul finire dell’Ottocento mutò radicalmente aspetto, l’antica porta si trovava infatti in un punto strategico, alla confluenza tra strade che non esistono più: Via Giulia e Via della Consolazione.
Via della Consolazione corrispondeva al tracciato dell’attuale parte bassa di Via XX Settembre e terminava come Via San Vincenzo in  Piazza Frugoni.
Oltre questa piazza ora non più esistente sorgeva la Porta degli Archi e qui la vedete in una bella cartolina di Pier Giorgio Gagna che ringrazio per il cortese prestito, in questa immagine sotto ritratti i lavori che muteranno il profilo della città.

La porta venne rimossa per lasciar posto al Ponte Monumentale e trovò una nuova vita e una nuova collocazione, venne infatti sistemata nell’attuale Via Banderali.

E quindi potremmo dire che in certo senso è ancora vissuta e veduta dai genovesi, scendendo da Carignano ci si passa sotto.

Simbolo di tempi lontani nei quali fu difesa e baluardo della Superba, fu parte della cinta muraria del 1536.

Certo, la memoria del passato a volte si appanna e sembra quasi svanire, dovremmo invece saper ricordare la nostra storia ed essere capaci di valorizzare al meglio ciò che è stato preservato.

La porta si erge maestosa in una posizione a mio parere abbastanza congrua per la sua grandezza.

Nella sua parte superiore sono visibili dei fregi purtroppo consunti, credo che una pulizia e un restauro la renderebbero ancora più magnificente.

Accanto alla porta c’è una targa sulla quale sono incise parole in memoria della sua storia, purtroppo il testo è oscurato dalla sporcizia e quindi lo riporto qui, con la speranza che torni ad essere presto leggibile.
La targa è stato affissa perché tutti i passanti conoscano le vicende di questa porta e così dovrebbe essere ancora oggi.

QUESTA PORTA
DISEGNATA DA GIO BATTA OLGIATO
DECORAVA IL VARCO ORIENTALE DELLE MURA CITTADINE
DEL 1536
FU DEMOLITA PER SOSTITUIRVI IL PONTE MONUMENTALE
E QUI RICOMPOSTA
PER DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA MUNICIPALE
10 GIUGNO 1896

A vegliare la porta e il cammino dei genovesi è la figura di Santo Stefano che è ospitata nella nicchia.

La bella statua è opera del valente artista Taddeo Carlone.

Quando passate in Via Banderali alzate lo sguardo verso queste antiche pietre che hanno veduto il passato di Genova e provate ad immaginare di essere in un altro tempo.

State percorrendo Via della Consolazione, davanti a voi c’è la Porta degli Archi, ancora pochi metri e finalmente sarete in Via Giulia.
Siete uomini dell’Ottocento, presto vedrete sorgere una nuova città e forse quando camminerete per la prima volta in Via XX Settembre vi sentirete disorientati.
La città cambia sotto i vostri occhi, si rinnova e muta, mentre il tempo scorre e fugge via velocemente.
Pochi passi, un viaggio dell’immaginazione, sotto la Porta degli Archi.

Cartolina di proprietà di Pier Giorgio Gagna

20 pensieri riguardo “Porta degli Archi: una storia antica

  1. Bella,uno dei tanti angoli di Genova che non ho mai visto.Grazie miss e buona primavera!

  2. Bellissima quell’ultima cartolina! Davvero affascinante vederla nel suo contesto originario e tu riesci sempre a ricostruire al meglio tutti i pezzi del puzzle.
    Ps. Oggi tutto ok con le notifiche 😉

    1. Grazie Viv, ci provo anche se non è sempre facile, le cartoline antiche restituisco il panorama che a parole è difficile descrivere.
      Grazie cara, un bacio grande!

  3. ci fai scoprire un sacco di cose sulla storia della nostra città, peccato che l’incuria e l’abbandono non valorizzino questi elementi storici.Altre città d’Europa se avessero il nostro patrimonio storico ne andrebbero più che fiere! Dovremmo imparare a salvaguardare di più le nostre città, la nostra cultura storica.

    Buona giornata (:-))

  4. Bellissimo ricordo! Ho fatto le scuola medie al Doria e la porta era a pochi metri dalla scaletta che portava al portone di ingresso. Ho una domanda che riguarda la sua collocazione originaria: sul lato di via Giulia la porta dove immetteva? ho trovato una foto che mostra la fine via Giulia su cui troneggiava un palazzo con 2 fornici piuttosto alti. Il palazzo sorgeva accanto alla salita che portava a Santo Stefano e sembrerebbe quindi che l’ingresso a Genova passasse attraverso questo edificio. Cosa molto strana, ma non impossibile: si hanno altre testimonianze in tal senso?

    1. Benvenuto Luca, non conoscevo la foto di cui parli, me l’ha mostrata un amico collezionista, veramente notevole, ci sono sempre cose da scoprire in questa città.

  5. Ma dico Dear Miss,come si può tutto questo?
    Non si fa niente per tenere viva la memoria?Un tonfo al cuore!
    Per fortuna ci fai rivivere questa storia! Grazie Dear

  6. Da come avrai visto Dear miss Fletcher in questi tuoi post è centrata tutta la mia ricerca!E son convinto che sotto ai piedi dei genovesi vi è ancora pulsante una vita che non esiste più ai nostri occhi.Per vivere ancora questi scorci di realtà non mi è difficile:basta avere um pò di fantasia e immaginazione e spirito di ricerca e tutto riaffiora.Il tuo blog è un mosaico,pezzo per pezzo sto abbozzando qualcosa anch’io.

    Quando avrò internet funzionante a casa anch’io voglio scrivere a modo mio la città come,secondo gli scritti che possiedo, era Genova proprio qui nel cuore della ricerca.Mi ambiento assai bene,e grazie ai tuoi post sto spostando alcune parti del mosaico che avevo sbagliato a collocare. Che bello! Grazie a te my Dear Miss

    1. Mauro, grazie, che belle cose mi scrivi, pezzo dopo pezzo il puzzle della città con le sue storie prende vita e diviene reale.
      Che emozione, vero? Grazie caro!

  7. Nel mio sogiorno genovese del marzo 2024,spingendomi verso questo quartiere,compresi bene la realtà dei fatti,che la Porta D’Archi lì non esisteva più.Ma si sono orientato al passato,e precisamente a una lettera della M.Elisa Vassallo che negli anni dal 1890 ca scrisse alla Superiora Generale,il testo narra più o meno questo:”visto le ristretezze,non possiamo andare avanti con la fabrica,e poi il Genio Militare non ci da il permesso di alzare il muro.”E la casetta era proprio lì.Allora il Palazzo a due fornici alti che si anteponeva alla Porta D’Archi era Il Genio Militare.Ho studiato per arrivare fin qui,mi piace assai questa ricerca.Perdonami sempre la mia emozionante audacia. Buona giornata my Dear

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