Santo Stefano d’Aveto: un giorno alla Trattoria Maggiorasca

È un giorno lontano del 1928 a Santo Stefano d’Aveto, ridente località dell’entroterra ligure.
E si resta in posa per la fotografia: una signora sfoggia un sorriso luminoso, le ragazze portano il fazzoletto in testa, un giovanotto se ne sta lì a braccia incrociate e sorride gioviale.

Forse si festeggia qualche evento particolare, è innegabile che si notino certe particolari raffinatezze nello stile, la più piccina della compagnia ha una bella vestina chiara e un grande fiocco sulla testa.

E che dire poi dell’elegantone con il farfallino? Si intuisce proprio che è un tipo dai modi disinvolti e sicuri.

Nella quiete della Val d’Aveto, circondati dal verde dei prati.

È un giorno speciale, è un giorno da ricordare per tutti loro.

Sull’edificio davanti al quale venne scattata questa fotografia spicca una grande insegna: Trattoria Maggiorasca, nome che deriva dalla vetta che domina la località.

E così, durante la scorsa estate, in occasione di una gita a Santo Stefano d’Aveto ho portato con me la fotografia che ho l’onore di custodire.
E gironzolando per le strade di questo magnifico paesino mi sono messa a chiedere informazioni alla gente del posto, questa per me è una delle cose più divertenti che ci siano!

Immaginatemi in cerca della Trattoria Maggiorasca, di quelle scalette e di quello spicchio di mondo.
E forse quel giorno il pranzo fu particolarmente piacevole, per la gioia dei commensali vennero portate a tavola i deliziosi salumi, i gustosi formaggi del posto e molte altre specialità servite con cura alla celebre Trattoria Maggiorasca di Santo Stefano d’Aveto.

È stata una gentile signora a portarmi proprio nel luogo in cui si trovava la favolosa trattoria.
Ecco le scalette e quello spicchio di mondo ormai mutato.

Tra il fresco degli alberi, nella cornice dei monti.

Come ritornare.
Di nuovo, ancora una volta.
Dopo tutti questi anni: ritornare alla Trattoria Maggiorasca di Santo Stefano d’Aveto.

6 pensieri riguardo “Santo Stefano d’Aveto: un giorno alla Trattoria Maggiorasca

  1. Nonostante non siano tutti eleganti in modo convenzionale, si vede, come scrivi anche tu, che sono abbigliati con cura. Magari era un pranzo per festeggiare qualche evento o chissà… chissà cosa avrebbero pensato se avessero potuto immaginare che, quasi un secolo dopo, sarebbero finiti sulle pagine di un blog. Baci!

    1. Sì, infatti, anche secondo me doveva essere qualche occasione particolare.
      Il posto non lo avrei mai riconosciuto ma per fortuna la signora di Santo Stefano conosceva il suo paese alla perfezione.
      Un bacione cara, buona giornata a te!

  2. come mai, Miss, su dieci donne presenti, ben otto portano un foulard o fazzoletto annodato alla stessa maniera, a protezione dei capelli? (nel gruppo sembrerebbe esserci anche un prete)…

  3. Come ti comprendo Dear Miss perchè sono anch’io così.Mi pare di scorgere la figura dell’Arciprete,forse era il giorno della inaugurazione della trattoria,o una prima comunione,o un battesimo,oppure il canonico è passato per di lì e ha posato per una foto ricordo,ma dopo mi sa anche qualche degustazione.Che bella Miss l’ultima foto,come sempre passato e presente si sovrappongono a vicenda.Le cose semplici fatte senza interesse durano nel tempo. Grazie Miss Fletcher Mauro

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