Non sono tutte uguali le ringhiere.
Ognuna è una storia, una strada e un cammino.
Certe ringhiere, a Genova, confuse tra blu, turchese e vento.
Ringhiere.
Un saliscendi, perfettamente parallelo alla linea dell’orizzonte.
Ringhiere, finestre sul mio mondo.
E mettiti seduta per terra.
Guarda le case, i tetti, i corsi, la mia Genova.
Questa ringhiera di Corso Firenze a volte gioca con la luce.
E sono ombre che si riflettono a terra e intanto la strada scende giù, pare quasi incontrare il mare.
Cornici, la città al di là della ringhiera.
In autunno poi alcune inferriate si vestono di foglie rosse, diventano balconi e affacci spettacolari.
Certe ringhiere sono quiete attese, pause e silenzi.
E altre sono abbracci, parole e vicinanza.
Alcune ringhiere paiono quasi scivolare via, si confondono nel chiarore della sera e tu non puoi far altro che seguirle.
Io e te, pedala, giù dalla discesa.
Ci fermiamo qui?
Sì, dai.
Poi scendiamo giù nei caruggi.
Io e te e certe ringhiere.
E poi ancora vicoli, vasi di fiori e biciclette.
E là, sulla Riviera di Levante, trovi ringhiere perfette per fermarti davanti al mare.
Santa Margherita Ligure
E altre ancora narrano di profumi del Mediterraneo, di pesci guizzanti e di piante assetate di luce.
Vernazza
Ringhiere, sui terrazzi dei caruggi, tra ardesia e cielo.
Corri.
Corri, respira profondamente.
Aria, aria, aria.
Fermati, c’è una panchina.
E una ringhiera, ancora.
E poi certe ringhiere si snodano sopra gli scogli, tra te e l’infinito c’è soltanto un bagliore d’argento.
Certe ringhiere sono linee nette come pensieri innocenti.
Non sai nemmeno spiegarlo, sai solo che davanti a certe ringhiere devi fermarti e lasciare andare lo sguardo.
Oltre, lontano, al di là della ringhiera.















