Percorrendo Salita San Leonardo ci si trova immersi in un’atmosfera dal sapore antico.
Questa ripida mattonata che da Via Santa Chiara scende fino in Via Fieschi si svela come uno splendido e silenzioso mistero, a due passi da qui c’è la trafficata Piazza Dante eppure la nostra creuza conserva tuttora la sua beltà.
Sulla creuza si trova un antico passaggio che conduce a Via dei Sansone.
E inizia da qui la scoperta di un luogo ancora più nascosto e sconosciuto.
Lassù una vetusta edicola ospita una statuina della Madonna di fattura recente, tutto l’insieme necessiterebbe di un restauro e sono certa che riacquisirebbe una rinnovata bellezza.
Da qui si giungeva all’antico Convento di San Leonardo e questa è così la ragione delle tracce di questa antica devozione.
Alcune finestre di Via dei Sansone ospitano vasetti e piantine.
Alla ringhiera, in cerca di luce e sole.
Ci guardiamo indietro e ancora proseguiamo.
Terminata la salita ci si ritrova in uno spazio sul quale si affacciano eleganti edifici e tutto attorno c’è ancora questa quiete inaspettata.
Un grande limone è prodigo dei suoi frutti.
E un maestoso kumquat così si staglia nel suo giardinetto.
Una facciata è poi una splendida illusione di finestre dipinte.
E in questo luogo che è del nostro tempo ma sembra un po’ distante, in qualche modo, ecco ancora una traccia più antica.
Un muro, un archivolto.
Mi incammino e vado fino in fondo, c’è sempre una magia incantata nei luoghi che conservano, in qualche maniera, la loro perduta identità.
Qui c’è anche la targa antica di questa via che prende il suo nome da una famiglia savonese di lontane origini e di parte ghibellina che si distinsero in varie maniere nella città della Torretta.
Percorrendo le strade non conosciute c’è sempre qualche insondabile incanto che resiste alla nostra distrazione.
Un muro, un archivolto, un tempo che non è più.
Una silenziosa e celata bellezza da conservare e riscoprire, in Via dei Sansone.
















