Piccole regole di sopravvivenza urbana

Opere d’arte che decorano le nostre strade, le strisce pedonali vengono ignorate dai più.
Eppure caspita, son ben visibili!
E malgrado l’automobilista medio tenda a trascurarne la presenza, vengono apposte sull’asfalto con scopi tutt’altro che estetici, la loro funzione sarebbe quella di consentire l’attraversamento ai pedoni.
Il concetto è piuttosto semplice: un bipede si presenta di fronte alle strisce e gli altri, quelli muniti di rombanti motori sormontati sotto scintillanti carrozzerie, si fermano, permettendo così all’umano di raggiungere la propria agognata meta.
Ecco, così dovrebbe andare.
Dovrebbe, appunto.
Sulle inveterate consuetudini dei Niki Lauda nostrani ci sarebbe da scrivere un’enciclopedia in dodici volumi, aggiornabile di volta in volta con varie amenità.
Le strisce pedonali, per parte loro, sono spesso palcoscenico di situazioni al limite del tragicomico.
Spesso purtroppo finisce in tragedia e su questo davvero c’è poco da dire, se non che l’incuria e la mancanza di rispetto delle più banali regole del viver civile andrebbero punite con pene draconiane.
In altre circostanze, invece, sembra di vivere in un film.
Osservateli bene gli automobilisti.
Tra quelli che si fermano, più o meno diligentemente, alcuni vi guarderanno con una certa aria di sufficienza, come dire, ti sto facendo un gran favore a fermarmi, vedi di darti una mossa.
Altri, invece, a premere il pedale del freno non ci pensano neanche: decelerano.
Il misero pedone comincia pertanto a porsi amletici interrogativi senza risposta.
Che faccio, vado? Aspetto? I due si osservano, occhi negli occhi per un istante, l’umano decide di sfidare la fortuna, e tenta di attraversare la strada.
Il caso vuole, ahimé, che l’altra corsia sia invece impegnata da un altro asso del volante, che sgommando prosegue bellamente per il suo cammino.
Il pedone esita, indietreggia, si ferma, avanza, tentenna,  inscenando così un simpatico minuetto a centro strada, al quale partecipano altri titubanti utenti.
Alcuni automobilisti, invece, hanno verso le strisce pedonali lo stesso atteggiamento del toro nella corrida.
A testa bassa puntano l’obiettivo con lo scopo di centrarlo, ne sono certa.
Alla sola vista di un umano in procinto di attraversare la strada, questi incauti piloti diventano delle belve, gli si iniettano gli occhi di sangue e a voi, miserandi utenti della strada che tentate solo di arrivare alla fine della giornata, riservano occhiatacce che hanno un chiaro sottotitolo: ma tu proprio adesso devi attraversare? Ma levati dai piedi!
Ne consegue un fuggi fuggi trafelato e spesso una sequela di irripetibili improperi da ambo le parti.
Che vita difficile!
Esiste poi la più temibile delle categorie, ovvero quegli individui che escludono a priori l’esistenza del prossimo, tanto sono concentrati su loro stessi: quelli che guidano telefonando.
Ecco, questi sono talmente presi nelle loro faccende, che proprio non vi calcolano, sappiatelo.
Eh, no! Hanno da fare, caspita! Parlano con la moglie, con l’amante di turno, con il collega, roteano gli occhi in qualunque direzione tranne che nella vostra!
Quindi attenti, se vedete qualcuno da solo al posto di guida e vi accorgete che sta predicando con assoluta convinzione su qualcosa che certamente muterà le sorti del mondo, state fermi.
Non azzardatevi a muovere un passo, rischiate grosso!
E men che meno fidatevi di quegli altri geni, i motociclisti che se ne vanno in giro con il telefonino infilato nel casco, per carità!
Fate conto che stia transitando un carrarmato senza freni, ecco, restate immobili sul marciapiede!
Che fatica vivere, eh?
E poi c’è da sottolineare che non in tutte le parti del mondo le cose vanno in questo modo, eh no!
In terra d’Albione i pedestrians godono del rispetto comune, lo sapete tutti.
E’ sufficiente fermarsi sul marciapiede in prossimità delle strisce pedonali, senza neanche posare il piede sull’asfalto, perché chiunque si fermi.
Macchine, camion, autobus, carrozze a cavalli, davvero chiunque.
Certo, se vi siete banalmente fermati perché sovrapensiero per i fatti vostri, eh, insomma non la prendono tanto bene!
Tuttavia, se non intendete divenire permanentemente sudditi di Sua Maestà, guardatevi bene di abituarvi a tale consuetudine.
Una volta rimpatriati, infatti, rischierete molteplici volte la vita, prima che il vostro istinto di autoconservazione si metta in moto facendovi alzare la guardia nei pressi di un attraversamento pedonale.
Eh, però, malgrado la loro grandeur, i cugini francesi su questo tema sono in grado di darci del filo da torcere!
Avete mai provato ad attraversare gli Champs Elysees, ad esempio?
Il semaforo che regola il transito dei pedoni ha una durata corrispondente a un nanosecondo, durante il quale dovreste essere capaci di raggiungere l’isola posta al centro della carreggiata. Occorre comunque un certo dinamismo e allora ecco frotte di giapponesi lanciarsi all’arrembaggio e accanto a loro manager in doppio petto che si esibiscono in scatti degni di Carl Lewis.
Eh, i francesi!
Li avete mai visti sfrecciare come schegge in Place della Concorde?
Avete mai visto come affrontano la rotonda dell’Etoile?
Mi ritrovai in quella piazza, una volta, a bordo di un taxi. Il tassista guidando a tutta birra, riuscì ad agghiacciarmi uscendosene con questa gioiosa esclamazione: si tenga forte, signorina, ora ci buttiamo nel traffico dell’Etoile!
Come, ci buttiamo? Non si potrebbe inserirsi cautamente in rotatoria osservando tutte le dovute precedenze ed evitando di schiantarci da qualche parte?
Arrivavano macchine da tutte le direzioni e in effetti ancora non so come abbiamo fatto ad infilarci là in mezzo, ma questa è un’altra storia, un giorno vi racconterò i tassisti della mia vita, che esperienze!
In tutto ciò un pensiero può essere di conforto: se riuscirete uscire incolumi dal traffico parigino, avrete superato uno degli esami più difficili, certo è una buona scuola.
Tornerete a casa, vi presenterete al solito attraversamento che ogni giorno affrontate e troverete il gradasso di turno che fa del suo meglio per complicare la vostra vita e magari riuscirete a gestire la situazione con maggior sicurezza.
Succede dovunque, ogni giorno.
Avanti, fatevi coraggio, guardate a sinistra, poi a destra e che il cielo vi aiuti!

30 pensieri riguardo “Piccole regole di sopravvivenza urbana

  1. Da pedone, devo dire che l’attravesrsamento che più odio a Genova è quello di corte Lambruschini, quello sotto il tubone verde… anche se c’è il semaforo non basta! Per tacere dell’attraversamento di Portello, quello secondario, faccia a mare, sulla sinistra: troppi automobilisti non rispettano il rosso per la svolta a sinistra.
    Da automobilista coscienziosa devo dire che ho il terrore del pedone che si lancia fuori strisce senza guardare… delle volte vorrei avere i raggi x per vedere oltre le auto posteggiate!
    E in ambedue i casi ho pensieri poco carini per chi parcheggia ostruendo la visuale dagli attraversamenti, creando rischi nuovi.

    1. L’attraversamento sotto il bruco è letale, hai ragione.
      E in effetti, come tu dici, anche i pedoni ci mettono del loro…gente che si lancia in mezzo alla strada, senza senso!
      Che fatica…

  2. Vero, Miss! Gli automobilisti dovrebbero ricordarsi che non nascono con le ruote! Comunque in Inghilterra è vero che gli autisti sono più rispettosi ma non vale per i tassisti! E guai se non sei ESATTAMENTE sulle strisce non c’è pietà per nessuno. Occhio al centimetro! 🙂

  3. da motociclista il pedone che si lancia guardando il lato sbagliato è terribilie…
    in ogni caso mea culpa per le volte che non mi sono fermata…

  4. Proprio come avviene in Gran Bretagna eh Miss Fletcher? Lì davvero il pedone è sacro e rispettato anche a notevole distanza.
    Un bacetto domenicale Susanna

  5. Buonasera carissima…perdonami se sono latitante, ma sto lavorando per Formigine….
    Ho letto quello che hai scritto, è tutto verissimo! Mi hai fatto molto sorridere ed ho provato un malinconico senso di rassegnazione…
    Ti abbraccio e buona serata, *Maristella*.

  6. è sempre un piacere leggere le tue riflessioni cara! e confermo in pieno la situazione traffico da paura per i poveri pedoni a parigi! bacio e buon inizio settimana!

  7. Eh, tu conta che io Macerata la chiamo “la città con le strisce pedonali sulle curve”. Cioè, io ogni giorno rischio la vita perché gli automobilisti escono dalle curve tutti sparati e tac, ci sono le strisce e loro puntualmente inchiodano (quando sono attenti e, appunto, non parlano al telefono).
    Ps. comunque la cosa del telefono nel casco mi è proprio nuova, non ci posso credere 😀

  8. Io vivo praticamente sulla strada più trafficata della mia zona. Per carità, niente a che vedere con il traffico cittadino. Ma adesso hanno messo lo spauracchio dei pedoni: il semaforo intelligente a chiamata pedonale. Questa meraviglia della tecnologia scatta sul rosso non appena un auto supera il limite di velocità. Ma scatta sul rosso anche quando il pedone preme il magico pulsante di chiamata. E a questo punto il pedone la vita la rischia per davvero: lui passa tranquillo con il verde ma il camioncino o il SUV in avvicinamento non rallentano nemmeno, pensando che si tratti del “solito” rosso per la velocità. E rischiano davvero di “stirare” il malcapitato.
    Abbiamo chiesto al comune di toglierlo, la falsa sicurezza del “verde” è più pericolosa che se non ci fosse il semaforo.

    Un’altro momento in cui i pochi pedoni rimasti rischiano grosso è quando all’attraversamento normale, l’automobilista che sopraggiunge si ferma, ma quello dietro no, mette la freccia (ma più spesso neanche quella) e si lancia in sorpasso.
    Lì si che si rischia…

    E confermo: all’estero sono molto più disciplinati. In Romania, dove mi capita spesso di andare per lavoro, il traffico è molto più caotico che in Italia, nonostante le auto siano molte meno, ma quando c’è un pedone che vuole attraversare si fermano. Sempre.

    1. Igor, in quanto a rispetto del pedone abbiamo solo da imparare!
      Il semaforo intelligente mi sconcerta, non ne avevo mai sentito parlare…sarà anche intelligente, non si discute, certo che se per attraversare la strada bisogna affidarsi al buon cuore e alla prontezza degli automobilisti siamo daccapo, direi.
      Non se ne esce…che fatica!

      1. purtroppo qui in zona sono molto diffusi.
        dovrebbero servire per rallentare gli automobilisti troppo veloci, ma alla fine hanno scarso effetto e molta pericolosità.
        ultimamente li stanno abbinando agli autovelox, allora si, che ne vedremo delle belle!

  9. il fatto è che le città sono nate a misura d’uomo, cavallo o mulo. Per adattarle alla circolazione delle auto sono diventate sempre più brutte e pericolose. E si continua a pensare così, prima le auto e poi gli uomini. Eppure, non si dovrebbero fare tanti pensieri: gli uomini dovrebbero avere sempre la precedenza e le auto passare sulle strisce.

  10. Oh Miss, mi hai di nuovo fatta morire! Per carità, parole sante le tue! Tutte! Ma ho riso come una matta. Ti ho immaginata svariate volte, sia in procinto si attraversare, sia seduta dietro a un tassì. 🙂 E ormai, che un pò ti conosco….so che per queste cose t’i—–i come una iena! Sei troppo forte Miss. Bacioni!

  11. Aaaaaahhhhhhh !!!!!! Alzi la mano chi non è stato almeno una volta nella vita uno dei sopracitati pedoni ma anche uno dei sopracitati automobilisti!
    Pensa Miss, che mentre stavo leggendo il post e prima che tu introducessi la viabilità parigina, io immaginavo la tua descrizione come una pellicola francese anni settanta!
    Certo che in quanto a semafori che durano un nanosecondo anche Genova non si risparmia !!!! : )

    1. In effetti non posso darti tutti i torti, soprattutto dove ci sono gli attraversamenti in due tempi…e si rimane a centro strada in fiduciosa attesa.
      Se poi piove non ne parliamo!

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