Estate, libertà.
Penso a una scogliera, ricordo perfettamente la disposizione di quelle pietre, malgrado non le calpesti da tanto tempo.
So che ce n’è una particolarmente scoscesa, e un’altra liscia e piatta, sulla quale è bello sdraiarsi per prendere il sole.
E poi, in un tratto, gli scogli sono leggermente distanti tra loro e per passare da uno all’altro bisogna fare un salto. E sì, si deve stare attenti a non scivolare.
Da bambina, su quegli scogli, andavo a pesca di granchi.
Una lenza, un retino, un secchiello.
Davo la caccia ai granchi pelosi, quelli con le chele grandi, e sapevo esattamente dove andavano a rintanarsi, così ogni giorno andavo a cercarli e poi a sera li liberavo.
Sono diventata grande, ma non ho smesso di andare su quegli scogli.
Un’amica, due riviste, una radiolina, l’olio al profumo di cocco e la borsa di paglia.
E c’è uno scoglio, soltanto uno, dal quale si possono fare i tuffi.
E io mi ricordo bagnanti occasionali avventurarsi in punti improbabili per tuffarsi e ricordo le loro espressioni esitanti, quando si avvicinavano al mio scoglio.
Perché lì il mare crea uno strano effetto ottico, sotto si vedono le rocce che creano una sorta di gola, ma sembrano davvero vicine tra loro e si può avere l’impressione che si potrebbe urtarle.
Ma il mare è profondo e quelle rocce sono laggiù, lontane.
E c’è uno scoglio, soltanto uno, dal quale si possono fare i tuffi.
Ed è quello scoglio.
E quando le mani fendono la superficie dell’acqua, in quell’esatto istante è libertà.
Ed è schiuma e bollicine, l’acqua è vita e leggerezza.
Da quello scoglio.
E poi mentre risali sott’acqua vedi il cielo che si svela quando finalmente riemergi.
Una volta, ricordo, davanti a me vidi una medusa.
Una creatura fluttuante e aggraziata, color del latte con sfumature di rosa intenso.
Grande, urticante, una bellezza pericolosa, così vicina a me.
Ma lo sapete anche voi, il mare è libertà, così è stato per me, sempre.
E lei si muoveva lenta, lasciandosi trasportare dalla corrente, come natura vuole.
Io no, io alla corrente ci sono andata contro, in direzione ostinata e contraria, per dirla con le parole di Fabrizio.
Ed è così anche la vita, se ci pensate.
Bisogna calibrare bene le distanze, prima di tuffarsi.
E saper schivare le situazioni urticanti, in qualche caso.
E quando si è laggiù, nel mare, saper assaporare la libertà.
Ho fatto centinaia di tuffi da quello scoglio.
Quando c’era mare mosso mi mettevo seduta lì vicino, su una pietra piatta, che era collocata un po’ più in basso, tra molte altre, in una posizione protetta.
Ascoltavo il rimbombo dell’acqua che si insinuava tra le rocce per perdersi e dissolversi in schiuma.
E aspettavo, aspettavo l’onda.
L’onda che travolge e che ti copre la gambe, che ti fa sentire la potenza del mare.
Non c’è nulla di più forte, rigenerante e vitale di un’onda che si abbatte sugli scogli.
Non ero una sirena, un pesce, un granchio, una stella marina o una conchiglia.
No, non lo ero.
Ma in quelle tante volte che sono rimasta lì, su quello scoglio, a farmi sommergere dall’acqua ho capito che non occorre essere una sirena, un pesce, un granchio, una stella marina o una conchiglia.
E ci sono molte maniere di appartenere al mare.
E c’è uno scoglio, soltanto uno, dal quale si possono fare i tuffi.

Bellissimo come sempre! Le parole che usi alla fine dicono tutto, dello scoglio e della vita!
Grazie carissima, ti mando un abbraccio grande.
Creare emozioni con immagini di parole è poesia.
Grazie Moka. Sai, questa è la mia indole nostalgica, ormai voi che mi leggete la conoscete.
Bellissimo! Bravissima! Il tuo scoglio, l’unico da cui si possono fare i tuffi, è un posto splendido per imparare a bagnarsi e a correre rischi calcolati. Un bacione!
Grazie, amica mia, sapevo che avresti capito.
Un bacino.
Bello….saluti da un nuovo lettore 😉
Grazie, benvenuto sul mio blog e sui miei scogli!
E adesso ho capito perchè io e te siamo in realtà sorelle. Non ho altre parole da aggiungere Miss, solo queste e un bacio.
Quando ci si capisce al volo non è mai un caso, è vero? Grazie di esserci e di essere come sei.
Un bacino, cara sorellina.
Io e gli scogli ci amiamo e ci odiamo allo stesso tempo.
Discorso diverso per le alte scogliere…
Io amo quegli scogli in particolare, ma il mare che travolge le scogliere è sempre coinvolgente.
Devo passarci, da quello scoglio, e tuffarmi nel tuo mare…
Sempre che non sia già occupato
In tal caso aspetto, sullo scoglio vicino
Un saluto Miss
Beh, mi sembra un’ottima idea!
Un abbraccio!
Che bello tuffarsi dagli scogli! peccato che io non sappia nuotare bene… 🙂
E’ bello nuotare, fare i tuffi ancor di più!
DOPO UN POST COSI’ BELLO E NOSTALGICO,NON CAPISCO PROPRIO PERCHE’ TU AL MARE NON CI VADA PIU’,NE’ QUI NE’ ALTROVE!!!!!!DA COME SCRIVI SEMBRA CHE SENZA ANDARE AL MARE TU NON POSSA STARE!!!! :-))
Lontana dal mare non saprei starci, ma la spiaggia intesa come folla, gente, ressa non ha mai fatto per me, non è posto per me.
Mi piace sempre guardare il mare, sentirne l’odore, anche in luoghi come il Porto Antico, in inverno.
E poi, esiste solo uno scoglio dal quale fare i tuffi, Vale.
Il fascino del pericolo. E anche da me ad Ostia c’erano e ci sono questi scogli. Più che i granchi noi si prendeva le “patelle”e le grida degli adulti che ci ammonivano a stare attenti, su quelle superfici viscide e piene di alghe. E quante ferite sulle ginocchia e sulle gambe Miss. Ma vuoi mettere l’ebbrezza del rischio?
Bacini, sono tornata eh?
Susanna
Bentornata tesoro mio! Eh, il fascino infinito del mare, senza paragoni.
Un bacino!
Io non sono abituata agli scogli, ho sempre vissuto in posti dove c’era solo sabbia, sabbia fine e gialla, e mare prima basso basso e poi sempre più alto. Però mi affascinano, ogni volta che li vedo e ne sento parlare. Mi hai fatto venire voglia di tuffarmi da uno scoglio, questa estate voglio farlo.
E’ una bella esperienza, che ha proprio tutto il sapore della libertà.
Bacetti!
occhio, che ti copiano anche questo 🙂
Noooo…ho un amico carissimo che in questi casi mi aiuta.
Te lo presenterò, è uno parecchio in gamba.
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Per noi liguri gli scogli, il mare, i tuffi fanno parte della vita, a loro ci attacchiamo con tenacia per resistere alle intemperie, ma anche per apprezzare la bellezza della natura, dello spiro salino, del sole che abbaglia di montaliana memoria. Grazie del post che mi riporta alle estati della nostra gioventu’!
Cara amica mia, gli scogli per noi sono tutto questo.
Sono contenta che tu abbia letto questo post che parla di tante giornate di sole trascorse su quegli scogli, e mi sembra ieri, lo sai?
Ecco, mi sono commossa.
Ti abbraccio forte forte!
Sembra la descrizione degli scogli della mia amata Quinto, che porto sempre dentro il mio cuore.
Il mare resta sempre nel cuore, chi è nato vicino al mare credo che lo rimpianga sempre.
Miss mi fai commuovere…in questo tuo post mi rivedo io ragazzino che mi tuffavo con altri coetanei dallo scoglio di Capo S.Rocco( a descarrega de Priaruggia )…anche lì stesso punto stesso mare sotto con corridoio obbligato…se sbagliavi eri fritto…solo che a me la medusa sfiorata mi ha urticato il braccio destro(che bruciore) che ricordi sei fantastica Miss…ti mando un grande saluto e…commosso ma felice!!!👏 😊
Pino carissimo, siamo stati ragazzini simili, hai visto?
Quei tuffi in mare sono indimenticabili per me, era una gioia pura e vera.
Grazie amico, ti mando un grande abbraccio!
Miss, di sasso non è bello averci il cuore, ma gli scogli è indispensabile che lo siano (altrimenti, i tuffi verrebbero mosci)…
Ah quei tuffi… che ricordi bellissimi!