Cinici e sognatori

Who is a cynic? A man who knows the price of everything and the value of nothing.

Chi è un cinico? Un uomo che conosce il prezzo di ogni cosa e il valore di nessuna.
Perfetta, bilanciata e concisa la definizione di Oscar Wilde, sondare l’animo umano e comprenderne l’abisso è proprio del genio, rara rappresentanza del genere umano alla quale ascrivo senza dubbio lo scrittore irlandese.
Il prezzo di una cosa spesso non corrisponde al suo valore.
Questo un cinico lo sa, ma il sognatore?
Per il sognatore hanno valore le inezie, ciò che per alcuni è un nonnulla, qualcosa di evanescente al quale non si può attribuire un prezzo, sarebbe difficile stabilire il prezzo dei sogni, in effetti.
Chi è un cinico? A blackguard who sees things as they are, not as they should be.
E questo è Ambrose Bierce, uno che certo era parecchio arguto, e concordo con lui, il cinico è mascalzone che vede le cose come realmente sono e non come dovrebbero essere.
E’ realmente così, il cinico ha una coscienza perfetta del mondo che lo circonda, sebbene non ne conosca il valore, questo no.
Il cinico sa calibrare le distanze, trovare le parole giuste, fingersi ciò che non è, a volte.
Tutt’altra storia rispetto ai sognatori.
I sognatori stanno altrove, nell’indefinito, a volte neppure il sognatore sa dove si trovi, ci è arrivato per caso, vi è stato condotto dal flusso delle sue illusioni.
Perché un sogno trascina in una direzione ignota, verso una strada della quale non si intravede il confine.
Il viaggio del cinico, lui lo vorrebbe piano, programmato, scandite le tappe, i tempi, definito il percorso lungo il quale non sono contemplati troppi imprevisti.
Il condizionale è d’obbligo, direi, la vita poi prende derive improbabili a volte, accade anche ai cinici.
Ma il cammino del sognatore è differente, è naturalmente tortuoso e pieno di nebbia, incerto e insondabile.
Conoscerete anche voi dei sognatori, vero?
Provate a porre loro domande concrete, avrete domande evasive.
Non tanto perché non vogliano rispondervi, no, più che altro non sanno come farlo, credete a me.
E sanno che se ci provassero, difficilmente saprebbero spiegarsi.
E sono coloro che, consciamente o no, fanno proprie le parole che Shakespeare fa pronunciare a Prospero, in The Tempest:

We are such stuff
As dreams are made on, and our little life
Is rounded with a sleep.

Noi siamo fatti della materia
di cui son fatti i sogni; e  la nostra breve vita
è racchiusa nello spazio di un sogno

Lo spazio di un sogno.
Anche i cinici sognano e si abbandonano a certe illusioni, ma poi sanno maneggiarle senza affondarci dentro.
Ma vive meglio un cinico o un sognatore? Non so rispondervi.
D’istinto direi che i cinici si perdono alcuni aspetti del pensiero e del sentire, la meraviglia e la sorpresa, la capacità di entusiasmarsi e di calarsi in impensabili voli di fantasia.
D’altra parte al sognatore manca la concretezza, bisogna dirlo.
E forse il quotidiano del cinico ha meno scosse di quello del sognatore, proprio perché il cinico sa come difendersi.
E sa che la vita presenta dei trabocchetti nei quali è meglio non cadere.
Come Karl Kraus, celebre autore austriaco, il quale sosteneva:

Prima di dover subire la vita, bisognerebbe farsi narcotizzare.

Datemene atto, è una ragionamento che non fa un piega.
La vita, l’amore, la più difficile delle sfide.
E quali sarebbero le parole di un sognatore? Forse quelle di William Butler Yeats:

I have spread my dreams beneath your feet;
Tread softly because you tread on my dreams.

Ho steso i miei sogni sotto i tuoi piedi
Cammina leggera, perché cammini sopra i miei sogni.

Cammina leggera sopra i miei sogni. Credete che un cinico lo direbbe mai?
No, il cinico tornerebbe a usare le parole di Kraus e direbbe:

La donna non ama essere protetta se non da chi allo stesso tempo è un pericolo.

Non saprei dargli torto, tutto sommato.
Cinici e sognatori, quando si incontrano, a volte, per qualche oscura ragione, si comprendono, altre volte si guardano perplessi, le loro visioni del mondo sono totalmente differenti.
Ma accade, a sognatori e cinici, di trovarsi su un sentiero comune, dove si arriva con qualche mirabile dote che entrambi possono avere.
L’intelligenza, ad esempio.
E il senso dell’ironia, che aiuta chiunque.
E la consapevolezza che si è sulla stessa strada, in qualche maniera.
E che le parole di un grande poeta possono appartenere a chiunque, al cinico come al sognatore.

Life’s but a walking shadow, a poor player,
that struts and frets his hour upon the stage,
and then is heard no more; it is a tale
told by an idiot, full of sound and fury,
signifying nothing.

La vita non è altro che un’ombra che cammina, un povero attore
che si agita e pavoneggia la sua ora sul palcoscenico
e poi di lui non si udrà più nulla. È un racconto
narrato da un idiota, pieno di suoni e furore,
che non significa nulla.

 (William Shakespeare, Macbeth)

33 pensieri riguardo “Cinici e sognatori

  1. Io sono giunto alla conclusione che si è molto più felici come cinici.
    E questo è uno dei post più belli che hai scritto. E anche una delle cose più belle che abbia letto in rete ultimamente.

    1. A volte penso anch’io che i cinici siano più felici.
      E lo sai? Mia mamma era certa che tu saresti stato tra quelli che lo avrebbero apprezzato. Grazie di cuore Chagall, un abbraccio.

  2. grandioso shakespeare

    a volte un sognatore si finge cinico

    a volte un cinico si finge sognatore

    a volte si comincia in un modo e si finisce nell’altro

  3. Ho letto questo post senza riuscire a staccare gli occhi…mi è piaciuto molto! Quanto ai cinici…ce ne sono tanti e spesso non sanno neppure di esserlo!

  4. Per prima cosa, grazie per la traduzione in italiano ( 😀 )! Per seconda cosa, sono una sognatrice felice di essere una sognatrice. E questo tuo post è un sogno! Brava! Un bacione.

  5. bellissimo post. Mi muovo purtroppo nei mondi totalmente irreali dei sognatori..e amerei un po’ di sano cinismo. Che mi ridimensionasse. A reality check. Un abbraccio

  6. Tra cinismo e sogno scelgo un realismo indipendente. Non sono una sognatrice in senso stretto ma di cinismo nemmeno l’ombra 😉 un bacione cara Miss stasera hai superato te stessa!

  7. Sognatrice… senza scampo, ecco cosa sono. La concretezza, ciò che i sognatori dimenticano spesso. Scoprire mondi a fissare le sfumature di una goccia d’acqua al sole… ecco quello che i cinici perdono.

  8. i cinici in genere non ricevono il mio apprezzamento. E quelli che si nascondono dietro la patina di sognatore ancora meno: sono ii più pericolosi.

  9. Dimmi Miss,io cosa sono?Mi riconosco in entrambi:Sono diventata una cinica???Oddio,mi spaventa un po’ tutto questo!!!

  10. Da ragazzina ero molto cinica, per fortuna col tempo si cambia.
    Adesso credo di essere una sognatrice coi piedi per terra e la testa per aria 🙂
    Un bacione, Miss.

  11. E già cara Miss. Cinico o sognatore? Continuo a credere che sia meglio essere fiduciosi ed un tantino sognatori per dare senso alla nostra esistenza. Ma è innegabile che “le botte sui denti” sono tante e ci si sente anche disadattati a sognare soltanto.
    Una via di mezzo, di certo un equilibrio tra i due atteggiamenti non guasterebbe, come sempre.
    E ancora grazie per avermi fatto conoscere e leggere il Dizionario del diavolo di Bierce!
    Bacini (da sognatrice, eh?!)
    Susanna

  12. Tesoro, io sono una sognatrice.
    Tutte le volte che mi addormento immagino di prendere a mazzate il mio Principe.
    Poi lui mi bacia, mi sveglio e il sogno diventa realtà…
    Bacini, cara.

  13. Miss. stavo perdendomi questo stupendo post, ma rimedio subito… dunque: considerando che per sognare ad occhi aperti, non bisogna chiuderli, ma le palpebre ogni tanto occorre pur sbatterle, direi che chi non ha mai la testa fra le nuvole vive con i piedi per terra, ma non sa quello che perde…

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