E poi, d’improvviso, il desiderio di camminare tra gli alberi.
Nella pineta.
La pineta ad agosto, questa si trova sulla strada che da Ottone porta al Castello di Cariseto.
Curva dopo curva, tra i rami che si protendono verso la strada.
La pineta, a differenza di altri boschi, ti sovrasta ma non nasconde l’orizzonte e il cielo.
La pineta è una magia di incantati silenzi e di oscillazioni, la pineta è quieta calma.
La pineta è un’armonia verticale.
Ed è una sinfonia di alberi dove ti addentri con fiducia, è aria e azzurro che si intravede e aromi e profumi di bosco.
E in questa pineta correvano leggeri i daini, qui li ho incontrati la scorsa estate.
La pineta accompagna il tuo sguardo.
E poi a terra, il bosco generoso lascia cadere i suoi doni preziosi.
Quindi raccogli le pigne, le metti nelle tasche, nello zainetto e poi a casa le riporrai insieme alle altre, in un cesto di vimini, ricordi delle passeggiate nelle pinete.
Quelli che non raccolgono le pigne si perdono qualcosa, secondo me.
E il silenzio, quel silenzio della pineta, è costantemente rotto dagli allegri cinguettii degli uccelli, tra i tanti ho anche sentito un picchio.
Poi questi abitanti del bosco frusciano, svolazzano, si chiamano, bisticciano, discutono ma è difficile che si facciano vedere, se ne stanno sui rami alti.
Ecco, anche quelli che non ascoltano gli uccellini si perdono qualcosa, ne sono più che certa.
Quindi tu sei lì e cammini tra quegli alberi.
Con quella fiducia, sì.
E vai oltre, oltre, oltre.
La pineta è una delle musiche della natura, nulla è fuori posto.
Ti circonda è sopra di te, davanti a te, alle tue spalle.
E ti protegge.
Respira, respira, respira.
E’ aria limpida e pura, profumo fresco e rigenerante.
E poi guarda verso il cielo, verso le nuvole, verso quegli alberi, uno dei doni immensi della madre terra.











Certo che Genova offre proprio tutto… il mare lì davanti, la Città ingarbugliata dentro e la pineta alle sue spalle.
Buona settimana, Miss 🙂
PS: la parola pineta mi ha ricordato un raccontino tristissimo e delicatissimo di Elsa Morante, “Il gomitolo”, dai “Racconti dimenticati”, se ti capita…
Cara, me lo segno, ora mi hai incuriosita!
Un bacione Tiptoe, grazie!
Scemi noi che vediamo le pinete come serie di pini uguali gli uni agli altri.
E no, non sono pini tutti uguali, proprio no Simone.
Bellissima, corroborante passeggiata, cara Miss! Mi sento già meglio! <3
Felice che ti sia piaciuta Anna Maria, un bacione!
È impressionante come tu riesca a descrivere una pineta facendone qualcosa di assolutamente nuovo. Bravissima come sempre…più di sempre! 🙂
Grazie cara amica, ci andrei davvero volentieri a far due passi in questa pineta!
Un bacione!
Ho iniziato a leggere i tuoi post, cara Miss Fletcher, grazie a twitter. Poi ieri ho deciso di lasciare quel social, ma non di smettere di seguirti. Continuerò, perchè la serenità, la gioia e la dolcezza che trametti attraverso le parole e le immagini sono un piccolo dono che desidero regalarmi ogni giorno.
Grazie!
Grazie davvero Barbara, mi ha scritto parole bellissime! Mi dispiace che tu abbia lasciato twitter ma sono felice che tu abbia voglia di seguire i miei post, un abbraccio cara, buona serata!
Leggendo,riesco a sentire il profumo dei pini……Grazie Miss
A te Orietta, buona serata!
Raccoglievo le pigne, da bimba. Davanti alla casa della nonna, là nelle Marche, avevamo ( ed ancora ci sono) 3 giganteschi pini e, nel giardino dietro casa ( enorme, è praticamente un parco , curato in maniera incredibile dalla zia più pollice verde che esista) ce ne sono tantissimi :pensa che erano gli abeti di Natale della mamma e degli zii(….e la mamma ha quasi 83 anni!) Raccoglievo le pigne e sai per cosa le usavamo e le usiamo tutt’ora? Per accendere il fuoco nel camino.Prendono fuoco in un attimo e mandano un odore meraviglioso!
…ed ho trascorso giornate a raccogliere pinoli…ma chi poteva sapere quanto costano! Li mangiavamo per merenda! Emanuela, grata per tutto ciò che ci narri e ci regali
Ah, Emanuela, ci avrei giurato che tu eri una di quelle che raccoglie le pigne, ti ho riconosciuta 🙂
E’ la bellezza del bosco, tutti questi doni gratuiti e meravigliosi!
Grazie a te, ti mando un grande abbraccio!
quella foto lì, che punta in alto, verso le cime degli alberi, mi ricorda quelle che scatti fra i palazzi di Genova 🙂
Ah, finalmente qualcuno lo ha scritto, è verissimo caro Pani 🙂 Grazie!
Belle foto, pero’ mi sembra che si riferiscano alla pineta del passo del Bocco.
No, queste foto sono state scattate sulla strada che da Ottone porta a Cariseto e a Cerignale, esattamente prima del cartello che vedi in questo articolo che ti allego, appunto dedicato al Castello.
http://dearmissfletcher.wordpress.com/2014/09/01/il-castello-di-cariseto/.
Grazie e buona giornata a te!
Ecco, io aspetto le castagne, ma mi accontento della pineta 🙂
Ah le castagne, che bontà!
Miss, sembrano chiome coi trampoli…
Era una pineta incantevole!