Sorelle.
Una più grande e una più piccina.
Sorelle, pochi anni le separano.
Poi arriva la fine della scuola, inizia il tempo dolce delle vacanze e certe piccolette avventurose possono provare ad andare in bici senza rotelle.
E senza perdere l’equilibrio, dai!
Trattieni il fiato: uno, due, tre.
Pronti, via!
Sul lungomare, nelle strade senza traffico.
Vai piano, non correre e guarda dove vai.
Ridendo e crescendo.
Calzoncini corti, magliettina leggera, due treccine, i sandalini bianchi.
Estate.
E poi i i braccialetti di tutti i colori al polso.
E poi, mamma, ci compri il gelato?
Due sorelle.
Una più grande e una più piccina.
E tutto il tempo del gioco, delle emozioni e dei sorrisi sinceri.

che bello quando finiva la scuola… che nostalgia di quei lunghi mesi estivi. Dolcissime queste “sorelle”
Tempo di belle avventure, davvero!
Sicuramente è come ce lo hai raccontato. Ne sono certa. Non può essere che così!
Un grande abbraccio e buona giornata
Susanna
Anche a te cara, grazie!
Che freschezza e che boccata d’aria questo tuo sguardo 🙂
grazie
Grazie Marta, un bacione a te!
Miss, i conti tornano… bi-ciclette, bi-sorelle… al massimo, 3 o 4 anni di differenza…
Sì, con queste belle biciclette rosa e tutta la vita davanti!
Grazie Sergio, buon venerdì!
L’ultima campanella e le prime corse verso la libertà 😊 Profumo d’estate a ogni singolo 😉
Sì, davvero cara Viv!
Sono finite le scuole? Che bella storia nata da due biciclettine uguali 🙂
Grazie cara!
la gioia dell’infanzia, la spensieratezza di quei momenti che ciascuno di noi ricorda con nostalgia. Belle sensazioni in questo post. (:-))
Buon wek end (:-))
Grazie Max, buon weekend a te!
Questo articolo mi ha fatto venire il dejà vu del mio rito di inizio estate.quando si chiudeva la scuola,il pomeriggio stesso si andava con tutte le amiche della piazzetta dal ferramenta a comprare 2 -2,5 metri di corda di canapa del 5.poi montavamo la nuova corda sulle maniglie di legno conservate dall’anno precedente e si andava a bagnarle rigorosamente alla fontanella della piazza,di fronte alla via di san Francesco da Paola (chissà perché,forse era un gesto scaramantico o una sorta di benedizione)Solo dopo tutto questo ci scatenavamo in tornei infiniti di salto alla corda e ti assicuro che a settembre la parte centrale della corda era ridotta a un filo….
Che meraviglia Eliana, che ricordi bellissimi.
Giochi semplici ma ci divertivamo un mondo così, è vero?
Cento lire di corda e un gessetto per il pampano…mai un attimo di noia per tre mesi!eravamo fortunati,giocavamo per strada in città,impensabile ora
Veramente, la libertà della nostra infanzia è indimenticabile!
Grazie 🙂
A te!