Cinque cuori

Un solo istante: cinque cuori e cinque battiti.
Un solo istante e una sola musica per tutte loro.
Una madre, seduta così composta, forse sembra persino severa e invece osservandola con attenzione si coglie tutta la sua vera dolcezza.
Tiene una mano posata amorevolmente sulla spalla di una delle sue bimbe, ha questa espressione paziente e calma, forse ha dei pensieri, forse sono più di quelli che sappiamo immaginare eppure lei ha coraggio e forza.
Ed è in posa con le sue quattro figlie, non so dirvi se siano le sole, in quel loro tempo le famiglie erano sempre così numerose.
Lei è seduta tra loro quattro, la ragazzina più grande le assomiglia tanto, due delle altre bimbe paiono invece avere il viso più lungo, forse hanno ereditato i tratti del papà.
Occhi e capelli scuri, timidezze di un altro tempo, sono bimbe semplici e obbedienti, non sono per nulla capricciose o pretenziose.
E la vita magari non è sempre stata facile per loro ma ci sono i cuori che battono allo stesso ritmo e questo fa tutta la differenza, sempre.
La fotografia che ritrae questo gruppo di famiglia è del fotografo Ferraris di Camogli e così io ho immaginato tutte loro in una di quelle case alte davanti alle onde che si frangono sotto la chiesa nel magnifico borgo ligure.
E ho anche pensato che questo ritratto sia stato fatto per il capofamiglia: papà lavora lontano e la fotografia della moglie e delle sue ragazze gli deve essere molto cara.
Poi le vite degli altri sono sempre misteriose ed è davvero difficile indovinare sensazioni ed emozioni.
Sono fanciulle di un’altra epoca con la loro cara mamma: cinque cuori che battono all’unisono.

16 pensieri riguardo “Cinque cuori

  1. Gran bella foto: la ragazzina al centro è l’unica coi capelli disordinati e ha un’espressione da peperina. Forse era il “maschiaccio”delle quattro, non sopportava la lunga posa e la mamma la tratteneva un po’(ho un debole per le “maschiacce”essendolo stata anch’io).

  2. Miss, belle le famiglie numerose di una volta… chissà se quando il papà è tornato hanno provato a fare il maschio?…

    1. Sicuramente, Sergio, credo che il figlio maschio fosse considerato un patrimonio di famiglia, certo che qui avevano già una bella prole della quale occuparsi.

  3. Questo vecchio ritratto è molto emozionante e come spettatrice nelli loro occhi posso immaginare le loro vite e sentire batttere i loro cuori.

      1. È proprio vero che le fotografie ci parlano… ma quando esse sono accompagnate dalle tue parole diventano una storia bellissima. Grazie Miss.

  4. Che bella foto! Secondo me maschi non ce n’erano se no credo li avrebbe inclusi nella foto, solitamente erano i principi di casa specie se c’erano tante altre sorelle. Chissà…
    Comunque hanno tutte e cinque un bellissimo sguardo. Bacioni cara!

  5. Questa mamma ha proprio tutta l’ austerita’ richiesta per quel suo tempo… Cardine della famiglia, colei che accudiva e proteggeva tutti ad uno ad uno… Immagino la dolcezza del suo amore meno manifesta ma intrinseca nel suo operare quotidiano per loro … immagino
    le sue emozioni racchiuse nei suoi gesti… avra’ avuto speranze per il futuro di quelle fanciulle ma non pretese … Auguri a
    Tutte mamme!

  6. Bellissima immagine e coinvolgente, come sempre, la tua narrazione, cara Miss Fletcher
    Un abbraccio e auguri alla tua mamma
    Susanna

  7. istanti di delicata tenerezza che vanno oltre le impronte del tempo, per fermare emozioni che non conoscono il sapore delle stagioni.
    Buon inizio di settimana. 😉

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