Guido Gozzano: il mare d’innanzi

È un giorno di dicembre del 1907 e a Genova si trova un giovane poeta angustiato dalla cattiva salute.
Guido Gozzano ha appena 24 anni e soggiorna nella Superba dove cerca ristoro per i suoi polmoni malandati, di quelle sue ore genovesi ho già avuto modo di raccontarvi in questo post.
L’inquieto poeta dalla penna sagace e nostalgica scrive alcune sue impressioni alla scrittrice e poetessa Amalia Guglielminetti, le parole che leggerete sono tratte da una sua missiva inclusa nel volume “Lettere d’amore” di Guido Gozzano e Amalia Guglielminetti edito da Alter Ego.
E così troviamo Guido che a lei parla di sé e così le scrive da San Giuliano d’Albaro:

“Povera amica, ho il mare d’innanzi e Voi non ci siete più! Che cosa strana! Si saluta una creatura, si sale in treno, si va, si va, si discende, ci si guarda intorno: e la creatura non c’è più! … E ho riveduto il mare, il mare che sa consolare di tante cose, anche di questo nostro cattivo ultimo giorno… Ritornando qui, nel luogo stesso dove avevo ricevuto le vostre prime lettere, il mio spirito si è ricongiunto al tempo nel quale ancora Voi eravate per me “Amalia Guglielminetti”.”

Il mare è taumaturgico, miracoloso, vitale, nella sua potenza Guido pare ritrovare la sua stessa energia e l’afflato della sua esistenza.
E trova anche le parole per descrivere quella forza e le sue sono parole perfette ed evocative:

“Il mare è pur sempre il grande purificatore: io mi sento l’anima leggera e monda, nata da ieri! C’è un tepore, una gaiezza nell’aria! Tutto l’orizzonte che traspare dalla mia finestra non è che l’armonia di due fasce azzurre: una più cupa: il mare; una più chiara: il cielo…”

Ed il dono del conforto e di una sorta di equilibrio e Guido vi si aggrappa con sincera speranza sebbene la situazione nella quale si trova non sia proprio delle più confortevoli.
Scrive infatti ad Amalia che ancora gli manca la scrivania, la camera è squallida e ci sono tutti i bagagli in giro, anche il suo aspetto non è dei migliori, sostiene di essere spettinato e barbuto.
E nell’elencare tutte queste sfortunate circostanze Guido scrive più di una volta una frase:

“Ma c’è il mare fuori!”

E poi ci sono le piccole incombenze quotidiane come procurarsi l’acqua bollente per le inalazioni, riordinare i cassetti, farsi il caffè e tante altre piccole seccature.

“Ma c’è il mare fuori: e (sic) sono felice!”

E poi ci sono le parole per Amalia e per il loro tormentato legame.
I baci, i ricordi, gli addii, il sangue che pulsa nelle vene, le distanze, il mistero dei sentimenti e l’incapacità di comprendere persino se stessi.
E Amalia è lontana e anche Torino lontana.

“E quest’oggi ho il mare d’innanzi! Sono libero e sono felice. V’ho scritto giorni fa che in questa pace l’immagine vostra sarebbe risorta nella mia memoria.”

E l’aria salmastra si lascia respirare, intrisa di freschezza tumultuosa e il mare diviene per Guido presenza assoluta e imperiosa, il mare fa sentire a Guido tutte le tonalità delle sua voce, si svela con un volto ancora diverso e sa turbare, far riflettere ed emozionare, ancora.
In un giorno di dicembre del 1907, a Genova.

“Vado a vedere il mare prima di salutarvi. Il mare è furibondo: s’accartoccia sotto la mia finestra ribollendo con voce sorda… Non m’ha salutato e non mi lascia di salutarvi. Io penso, guardandolo ed ascoltandolo, a un giudice iroso che ci ammonisca entrambi. È così!”

10 pensieri riguardo “Guido Gozzano: il mare d’innanzi

  1. Il mare ha davvero qualcosa di magico che fa risuonare dentro di noi uno stato di benessere a cui non abbiamo sempre accesso. Perfetto per guarire il corpo e lo spirito. Saranno i suoni, saranno i profumi… fortunati quelli che, come Gozzano, possono dire “ma c’è il mare fuori…” bacioni e buona domenica!

    1. Sì, la lettera è quasi una dichiarazione d’amore al mare, mi ha colpito tra le tante.
      Il libro comunque è molto bello e restituisce certe inquietudini e la trama della loro storia.
      Un bacione a te Viv, grazie!

  2. Miss, il giudice iroso, cioè, “la fascia azzurra più cupa”, chi avrebbe ammonito di più per il fallimento, tra Amalia e Guido? no, perchè tra i due, il più da prendere con le pinze era decisamente lui…

  3. Che accenti! Non fa per me,nonostante il dolore mi devo far forza,non so fino a che punto,il prossimo possa percepire lo stato d’animo di una persona,preferirei stare zitto:il dolore è tutto mio.
    Magnifiche le foto Dear Miss,sono in sintonia con me,che un ulteriore grave lutto mi ha colpito,sconvolgendomi come quella schiuma che si vede nelle foto.
    Grazie my Dear Miss Fletcher.

  4. mi manca il mare, il suo odore, il suo potere calmante, e perfino la sabbia che si insinua fastidiosa nelle scarpe e sotto i denti.

    “E poi ci sono le piccole incombenze quotidiane come procurarsi l’acqua bollente per le inalazioni, riordinare i cassetti, farsi il caffè e tante altre piccole seccature.

    “Ma c’è il mare fuori: e (sic) sono felice!”

    cogliere il bello in uno dettaglio intorno a noi, spesso nella natura, è come fare un respiro a pieni polmoni, e spazzare via angosce e mancanze prima che ci tolgano l’aria.

    1. Oh Francesca, ciao, che bello ritrovarti e per di più in questo post dedicato a un poeta tanto amato così capace di parlare anche per molti di noi.
      Grazie delle tue belle parole!

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