Ritornando a camminare nel passato potremmo ritrovarci ad attraversare la nostra Piazza Banchi così percorsa da una fiumana vivace di persone.
È la gente di Piazza Banchi: sono gli impiegati che escono trafelati dagli scagni e gli agenti di cambio che affollano il Palazzo della Borsa, qui si fanno girare le palanche e si fanno buoni affari.
E la piazza è così una magnifica baraonda di gente che va e viene, si formano crocchi di persone che si fermano a parlare tra di loro mentre alcuni se ne restano pigramente appoggiati al muro.
I manifesti appesi attirano gli sguardi di coloro che sono curiosi di conoscere le ultime novità mentre la folla sciama rumorosa verso Via Orefici, si distinguono nella ressa anche alcune raffinate signore che di certo se ne vanno in giro per vetrine in cerca di qualche abito all’ultima moda.
Le insegne raccontano le fatiche, i successi, le intuizioni imprenditoriali, la vita della città e del porto e l’orologio segna il tempo che scorre inesorabile.
Tra gli elegantoni che portano in testa la bombetta di ordinanza sfila solenne un prelato, lo vediamo dirigersi verso Via San Luca e lì accanto, davanti alla Loggia di Banchi, si notano anche due uomini seduti in una loro quieta attesa della quale nulla sappiamo.
E risuonano le voci, i rumori di un tempo svanito che così rivive grazie ai dettagli di questa bella cartolina.
Amo molto soffermarmi in Piazza Banchi, vado sempre a curiosare sui banchetti dove si vendono libri di seconda mano e a volte anche io, come molti genovesi, mi metto in coda dal leggendario ferramenta Morchio per qualche attrezzo indispensabile che loro sicuramente hanno.
Piazza Banchi è ancora un luogo vibrante e vivace, molto caro a tutti noi che amiamo la nostra città e il suo centro storico.
E a volte mi piace immaginare di essere in quel tempo diverso, nel bianco e nero di una cartolina che viaggiò in un giorno lontano del 1907, nel passato di Genova e della nostra Piazza Banchi.






Che meraviglia Miss!Per chi ti segue e ha intenzioni di venire a Genova,non fatica a trovare i luoghi descritti,per me è stato facilissimo,mi ricordavo tutto quello che scrivi,e ho ricalcato con i miei passi con meraviglia. Nelle foto di oggi,come anche nelle altre,mettono in rilievo il rapporto umano tra le persone,oggi offuscato dal telefonino,e da altri rumori.Approssimativamente sembrano le ore 9.35? Un momento di relax? Che meraviglia! Grazie Miss Fletcher
Sì, queste immagini così affollate sono sempre accattivanti, ci si perde in cerca dei dettagli.
Davvero vedi le 9.35? Figurati che a me sembrava mezzogiorno meno un quarto o l’una meno un quarto, però non è che si capisca bene.
Grazie caro, buon pomeriggio a te!
chissà, Miss, forse nel mucchio c’era anche Govi che si prendeva i suoi raggi…
Eh sì, è proprio possibile!
Che bello il Palazzo della Borsa, questa foto è fantastica sembra di sentire il rumore e le voci della strada! Baci cara!
Grazie Viv, sei sempre un tesoro!
Appena si sente nominare Banchi viene in mente Govi 😁 Io non sono riuscita a trovare il punto dov’è stata bruciata la “strega”…
Haha, è vero viene subito in mente il nostro Gilberto. Buona serata cara, grazie.
Buongiorno Dear Miss,si per un tumulto di persone così fà pensare che sia più tardi delle 9.35.La Lancetta più scura sembra quella che segna i minuti,mentre l’altra non si capisce bene,secondo me hai ragione tu,e poi,se si osserva bene anche il colore della giornata sembra più tardi delle 9.35,e comunque presto per un intervallo.
E’ tale la curiosità che mi pare di essere li. Grazie e buona giornata:al prossimo commento.
Grazie caro, ti sono sempre grata del tuo entusiasmo!