Il Padre Eterno

Un grande vecchio dall’aria saggia e assorta.
Stringe il mondo a sé, tiene l’altra mano sollevata e in questa maniera impartisce così la sua benedizione.
Il dipinto, risalente circa al 1565 è parte della collezione del Museo Diocesano di Genova ed è opera magnifica di Luca Cambiaso dal titolo Dio Padre benedicente.

Questa immagine, in qualche modo, era in qualche parte della mia memoria, rammentavo infatti di aver già veduto questo profilo, questa figura solenne e assennata.
La memoria non mi ha tradita e infatti mi sono ricordata di aver visto questo stesso volto in un altro dipinto che appartiene sempre a un Museo genovese ed è esposto infatti a Palazzo Bianco, uno dei Musei di Strada Nuova.
Racchiuso in una cornice dorata ecco ancora il volto del Padre Eterno sempre tratteggiato dall’estro di Luca Cambiaso.

Il linguaggio dell’arte segue dei modelli ai quali siamo in qualche modo abituati e la nostra immaginazione ci porta spesso a figurarci il Padre Eterno proprio come lo ha rappresentato Cambiaso nelle opere che vi ho mostrato.
C’è un terzo quadro che desidero mostrarvi, è un dipinto che mi ha colpita in maniera particolare ed è esposto a Palazzo Rosso.
Il quadro si deve ai talenti di Casa Piola e si intitola Padre Eterno con angioletto, risulta poi essere una copia da Guercino.
In questa tela la dimensione divina si colma di tenerezza, di sentimento paterno e di dolcezza infinita: gli occhi amorevoli di Dio trovano così quelli dell’angioletto che tiene le sue manine salde sul globo crucigero.
È un’immagine di rara tenerezza ed è uno degli sguardi dell’uomo sulla grandezza del Padre Eterno.

8 pensieri riguardo “Il Padre Eterno

  1. Sono meravigliosi questi dipinti che rappresentano la tenerezza di Dio.lA TUA DESCRIZIONE LA CONSIDERO MAGISTRALE.Mi incuriosisce la maestria e la fantasia dei pittori famosi. Confidenzialmente Dear Miss ti trasmetto un mio sentimento:il volto di Dio lo vediamo quando gli permettiamo di specchiarsi nel nostro intimo. Sei contenta?Adesso mi darai del presuntuoso ma quell’angioletto è mio,mi pare di prenderlo in braccio.Stravagaria mi dirà che è suo. Mauro

    1. Grazie carissimo, sei sempre gentile e condivido in pieno il tuo sentimento e il tuo pensiero.
      Quell’angioletto vivace poi è una meraviglia, uno dei più belli dei quali abbia scritto su questo blog, capisco bene che tu dica che è tuo, è di una tenerezza rara!
      Grazie caro, un abbraccio.

  2. mi piacciono, Miss, quei tre Padri… la pronunciata calvizie li fa sembrare dei Nonni Eterni…

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