Partiamo ancora con la mia macchina del tempo, verso una caratteristica spiaggia molto amata dai genovesi.
E lì, dove una ansa accoglie il mare, batte l’onda che sfiora la riva, davanti alle case di Priaruggia.
Le barche, la quiete, il tempo dello svago.
Qui a volte il mare si gonfia inquieto per infrangersi con la sua potenza e dissolversi in spuma frizzante.
Così si estende l’onda, come un orlo di pizzo che adorna la spiaggia.
Mentre taluni indugiano sulle panchine, nella tranquillità di una giornata qualunque.
E il mare canta, gioioso e immenso.
A volte, viaggiando nel tempo, il passato e il presente si sovrappongono.
E i colori si mescolano ai toni del bianco e nero, in un eterno fluire che segue il ritmo incessante del mare.
E così si ritorna ancora una volta a camminare nel passato di Priaruggia.









Sai che amo moltissimo queste “sovrapposizioni” tra le vecchie immagini e la realtà odierna. Qui però devo dirti che mi hanno distratto moltissimo le tue foto delle barche spiaggiate con il mare mosso sullo sfondo. Adorerei essere lì, davanti al mare, come nella quartultima foto. Non c’è davvero nulla da aggiungere a uno spettacolo così perfetto. Bacioni!
Anche per me è lo spettacolo più bello del mondo, senza alcun dubbio. E ti riconcilia con il disordine della vita. Un bacione cara, grazie!
Miss, si è capito da dove provenisse l’amianto del quale, mesi addietro, era stata bonificata la spiaggia?
Sinceramente non ne so nulla, apprendo la cosa da te.
Che dolce ricordo!Mi avranno scambiato per uno del posto l’anno scorso,quando lo attraversata due volte al giorno.Per amarla e comprenderla bisogna vederla e viverla.
Con affetto Mauro! Che ne dici my Dear
Ti ho pensato mentre scrivevo questo post con la certezza che lo avresti apprezzato, ti abbraccio forte Mauro, grazie!