Talune assenze altro non sono che prepotenti presenze, palpabili, sentite e reali, questo è ciò che ho pensato accostando due fotografie che fanno parte della mia piccola raccolta.
Assenze, ricordi.
La prima fotografia ci mostra due fratellini, paiono diligenti e obbedienti, la bimba porta un bel fiocco tra i boccoli e tiene tra le mani un foglio.
E forse potrebbe quasi sembrare che i due abbiano scritto una bella letterina, una di quelle piene di parole affettuose e ingenue.
Forse.
Una lettera.
L’assenza.
Uno sguardo che li protegge e veglia su di loro.
Da lontano, ovunque.
Un’assenza che diviene reale.
Lei invece è una sposa e una giovane madre.
È una ragazza semplice ma credo anche fortissima e capace di affrontare le tempeste della vita.
Accenna un sorriso.
Salda, sicura, come crede sia giusto essere.
Accanto a lei il frutto del suo amore.
E il cappello del soldato: il capofamiglia, il padre, il marito, la sua assenza.
La mamma tiene la mano posata con amorevole cura sulla spalla della sua creatura.
E lì, inesorabile, l’assenza.
Il ricordo non ha bisogno di parole, la memoria freme nelle emozioni che restano e in quei legami eterni che nessuna assenza può spezzare.





E’ proprio vero … il ricordo non necessita parole perché e’ fatto della presenza di parole, gesti e situazioni gia’ trascorsi custoditi nei cuori, nella mente, nelle sembianze e nei caratteri delle nuove presenze…
Proprio così, resta un legame indissolubile. Grazie cara.
Hai accostato due fotografie molto simboliche che si parlano vicendevolmente. E comunque sì, l’assenza è presenza, almeno finché sopravvive il ricordo. Baci!
Comprate in luoghi e periodi diversi le ho subito messe accanto. Hai ragione, il ricordo ha quella potenza lì. Un bacione a te Viv, grazie.
adeguato accostamento, Miss… spero che le famiglie in questione siano riuscite a riabbracciare i loro rispettivi capofamiglia… però trattandosi di presenze simboliche riguardanti la prima guerra mondiale, penso che il lieto fine non fosse così scontato…
Forse per i due bambini posso anche ipotizzar un lieto fine, anche se ho i miei dubbi, sulla seconda foto invece credo proprio che il cappello rappresenti una distanza incolmabile, purtroppo.
Bellissimo…..molto toccante.
Quante vite subiscono importanti mancanze e assenze ……troppe.
Buona notte.
Davvero cara, sagge parole le tue.
Sogni d’oro!