Monumento Romanengo: la vite e i tralci

Un gesto accogliente, una grandezza che abbraccia e protegge.
Il Monumento Romanengo, collocato nel Porticato Montino del Cimitero Monumentale di Staglieno, è una delle opere suggestive realizzare dallo scultore Federico Bringiotti.

Saldo e amorevole è lo sguardo di Gesù.

E la sua figura si staglia così ieratica, pacificante e solenne, sullo sfondo una vita generosa e ricca.

E la mano sinistra del figlio di Dio regge con grazia uno di quei tralci.

L’altra mano accoglie e attende.

Ai piedi di Gesù, come era solito fare Bringiotti, è posta la citazione biblica alla quale si ispira la scultura.

La vite e i tralci, nella mistica quiete di Staglieno.

8 pensieri riguardo “Monumento Romanengo: la vite e i tralci

  1. Bellissima scultura, un volto espressivo che rassicura, Il gesto che reitera speranza, la vita che non cessa finché c è memoria. Grazie per aver condiviso

  2. Bellissima e ben rappresentata artisticamente dallo scultore,quest’opera è a indicarci che noi siamo i tralci che il Padre pota per portare più frutto,ma la vite prende vita da Gesù ed è ben ancorata a Lui,l’altra mano è libera per accogliere le anime e incastronarle nella cornice di Dio. Santa Pasqua

  3. dici bene, Miss: “ieratico, pacificante e solenne” (curioso quell’accenno di seno dovuto forse a un gioco di luci)…

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