Bentornata, primavera!

Bentornata primavera e benvenuti piccoli fiori celesti che sbocciate sul terrazzo in armonia con il cielo chiaro di Genova.

Nei vasi si sono aperte le tenere margherite.

Hanno dormito per diverse stagioni, così pazienti e ora si svelano in tutta la loro grazia.

Fanno capolino le timide violette.

Ed è un tripudio di colori e contrasti.

Tutto rinasce e si rinnova.

Fedeli sbocciano i miei amati fiorellini rossi.

E le piante grasse fanno la loro parte.

La primavera è allegra, vivace, semplice come le gioie autentiche.

È sgargiante e allo stesso tempo chiassosa e discreta.

Sbocciano le prime fresie tra i rami odorosi del rosmarino.

E le piantine nuove arrivate si guardano intorno timide e caute.

C’è un posto per tutti, al sole o all’ombra, a seconda delle preferenze.

Bentornata primavera, con le tue gioie e le tue inimitabili bellezze.

Le camelie di Villetta Di Negro

E sono tornate a fiorire le camelie nella nostra Villetta Di Negro.

Così leggere e vellutate.

Eleganti, sontuose, regine del giardino nel tempo di marzo.

Dai petali rosa, delicate e magnifiche.

Così sbocciano le camelie dalle foglie lucide.

E ogni bocciolo è un piccolo prodigio.

Dondolano lievi.

E vivaci si beano della luce del sole.

Si stagliano radiose contro l’albero spoglio, annunciando la primavera ormai vicina.

Raffinate e bellissime, gareggiano tra loro superandosi in leggiadria.

Semplici e così perfette.

Una sinfonia di colori e contrasti.

E lo sguardo ritrova alberi carichi di fiori.

Splendide camelie, nel tempo di marzo.

Candide e chiare.

Così colorate, gioiose e vitali.

Dai petali frementi e vellutati.

Sono le camelie di Villetta Di Negro, nel cielo celeste di Genova.

Marzo: aspettando la primavera

E piano, discretamente, è arrivato marzo.
Preannunciato, come ogni anno, dalla fioritura generosa dei narcisi che sbocciano sul mio terrazzo e per me rivederli è sempre una nuova gioia.

Uno ad uno si aprono al sole.

Dopo aver dormito quieti per lunghi mesi.

E ammirano il mare e l’orizzonte.

Ondeggiando leggeri con la loro leggiadra grazia.

Fiori magnifici, dai petali intrisi di luce.

Gentili testimoni del tempo che verrà.

Finalmente è marzo e con i narcisi aspetto la primavera.

Il tempo delle primule

Il tempo delle primule giunge nei giorni del freddo e porta una ventata di allegria, è uno dei preludi più dolci di primavera.
Le piccole primule sono semplici e leggiadre e quando ti trovi davanti un’intera distesa di vasetti è difficile scegliere: si vorrebbe comprarle tutte, tutte hanno una bellezza particolare.
Petali grandi e colorati, orlature deliziose, contrasti delicati.
Il tempo delle primule mi ricorda sempre che essere così semplici è una virtù rara e straordinaria e se a volte sembra persino improbabile che questa sia riconosciuta come una dote, resto sempre dell’opinione che la propria semplicità vada tenuta da conto.
Il tempo delle primule è così un momento di magnifica transizione, per i pensieri e per i giorni che scorrono.
E così, dovendo scegliere, ho portato con me diverse sfumature di primule dai colori vivaci e accesi.

Le ho sistemate in due vasi diversi e le ho messe davanti alla finestra della mia camera, mi fanno pensare all’imminente arrivo della primavera e alla bellezza della semplicità.

Guardando nella stessa direzione

Ieri mattina ho aperto la finestra e sul tetto della casa di fronte c’erano ospiti.
Erano in due e, in perfetta sintonia, guardavano nella stessa direzione.

Con una certa sincronia d’intenti e di intenzioni.

E infatti si guardavano intorno e a un tratto uno dei due pareva aver deciso una nuova direzione.
E pareva dire: dai, andiamo di là!

E siccome questi qua si intendevano a meraviglia l’altra metà della coppia si è incamminata sul tetto.

Perché invece non ha preso il volo, direte voi? È una buona domanda, me la sono posta anch’io, sinceramente se sapessi volare non credo che mi metterei a faticare arrancando in salita!

E mentre si allontanavano uno dei due si è girato verso di me e ci siamo scambiati uno sguardo, un saluto che a mia volta rivolgo anche a voi da parte dello sgargiante pennuto.
E poi i due hanno continuato il loro viaggio, guardando nella stessa direzione.

Il mare di novembre

Il mare di novembre è come una musica che inizia piano, dolcemente.

E poi segue il ritmo concitato delle onde che si abbattono sulla spiaggia di Corso Italia.

Accarezzando i sassi, con grazia e delicatezza.

Il mare di novembre è increspato di candida schiuma e laggiù, sull’orizzonte, si scorgono cime innevate.

Mentre l’onda sempre ritorna, ancora e ancora.

Nella luce chiara e cristallina di una giornata limpida.

E di nuovo si rincorrono quelle onde, ancora e ancora.

In una sincronia perfetta che supera la nostra semplice percezione del tempo.
Il mare ha un canto eterno che mai si posa.

E così si frange sugli scogli.

Per poi levarsi in spruzzi gioiosi.

E gioca con le nuvole, con questi contrasti di bianco e di azzurro.

E ancora ritorna con i suoi incanti e i suoi stupori: questo è il mare di novembre e di Genova.

È arrivato il freddo

E infine è arrivato il freddo e con esso, naturalmente, il pettirosso.
Sì, è il primo ospite panciuto e non pagante della stagione, le coppette con i semini sono allestite, la casetta sul limone è stata posizionata e quindi ogni cosa è al suo posto.
C’è da mantenere la linea e il piumaggio bello morbido e lucido e come da tradizione non mancherò di fornire dell’ottima granella di nocciole, so che il mio piccolo amico la gradisce molto.

Inoltre, avevo una mezza idea di potare un po’ la petunia del deserto ma, essendo stata designata come area di transito e sosta, bisognerà che riveda i miei programmi e tenga presente le esigenze di tutti: le mie, quelle della petunia e pure quelle del pettirosso.
Come sempre la vita è davvero una questione di magnifici equilibri.

Luce tra gli alberi

Erano gli alberi di Fontanigorda carichi di foglie di questo inizio d’autunno.
Erano gli alberi che a breve si vestiranno di bronzo e di oro.
Erano gli alberi che sovrastano la strada del Bosco delle Fate, silenziosa e incantevole.
E c’era il sole che filtrava tra le foglie, così improvviso e gentile.
Luce tra gli alberi immensi e meravigliosi di Fontanigorda.

Tra le foglie d’autunno

Tra le foglie d’autunno a Fontanigorda si leva, leggero, il profumo di una stagione nuova.

Tra i rami freme ancora il verde tenace lasciato dalla una lunga estate e brilla di luce l’oro che illumina le foglie degli alberi.

Tra le foglie si adagiano i ricci che racchiudono castagne gustose.

E si posano i frutti maturati al sole.

Tra le foglie si protende un ramo carico di bacche rosse.

E dondola il ramoscello di fusaggine, pianta tanto leggiadra quanto velenosa.

Alcune foglie, poi, scelgono percorsi imprevedibili.

Una si era fermata sulla ringhiera alla quale pareva caparbiamente aggrapparsi come se fosse una nuova imprevista occasione di rimanere ancora sotto la luce del sole.

Tra le foglie si celebrano nuovi inizi, tempi freschi e profumati di molte dolcezze.

Tra le foglie d’autunno, a Fontanigorda, vi è la bellezza della semplicità e l’armonia perfetta della natura.

Gatti neri e rose d’autunno a Fontanigorda

Un giretto in autunno a Fontanigorda regala sempre piacevoli incontri, si ritrovano gli amici di sempre e anche certi magnifici felini.
Eccoli qua i gatti d’autunno, per un caso del destino erano tutti neri e ve li presento alternandoli alle belle rose che sbocciano nei giardini.
Il primo felino aveva una certa grinta, per così dire.

D’altra parte presidiava il mio muretto preferito.

Di lì a poco, però, mi è parso meno diffidente.

E poi c’era un bocciolo di rosa gialla pronto a sbocciare.

Poco distante ecco un altro tipetto incuriosito.

Sempre con cautela, eh!

Dal nero al bianco dei petali leggeri.

Ed ecco un altro superbo felino che è balzato via velocissimo.

Una rosa screziata fiorisce nel giardino della sua casa.

E poi, amici cari, credo che questa sia una vecchia conoscenza: mi sa che questo è il gatto Blu, in passato l’ho sempre visto camminare sulla ringhiera del terrazzino e mai lì davanti a casa sua.
Eppure mi sa che fosse proprio lui!

Ha gironzolato un po’ tra le sedie e sotto il tavolo.

Poi è andato ad accoccolarsi laggiù in fondo.

E in questo post di gatti e rose non può certo mancare una fiore rosso e leggiadro.

E in conclusione ecco un gatto regale e attento.

Se ne stava sul suo trono in una tiepida mattina di settembre.

Nella mia bella Fontanigorda, ancora il mio paesino del cuore, dove ho trovato gatti neri e rose d’autunno.