Questo blog mi regala spesso la possibilità di incontrare persone interessanti e così ho conosciuto anche loro, gli Almost 3, Flavia Barbacetto e Stefano Chiabrera, due artisti eclettici e creativi.
Loro hanno vero talento, sono poliedrici e spiritosi, frizzanti e ricchi di idee.
E in occasione dell’uscita del loro album “Anomalie” ho voluto porre loro qualche domanda, il risultato è questa piacevolissima intervista dalla quale emerge tutto il loro entusiasmo e la passione vera per la musica.
Note, voce e versatilità, per voi gli Almost 3.
Il vostro è un sodalizio musicale di sicuro successo, volete raccontare di voi ai miei lettori? Chi sono gli Almost 3?
Partendo dal presupposto che chi siamo ancora non ci è poi così chiaro (e questo, in fondo, ci piace parecchio), una certezza c’è: gli Almost 3 sono una coppia, nella musica e nella vita di tutti i giorni. Se vi state chiedendo il perché di quel “3”, provate a coricarvi alla sera con un violoncello (Mr. Cello, per gli amici) piazzato in mezzo al letto o comodamente spaparanzato sul divano di casa.
La presenza di Mr. Cello meritava sin dall’inizio una menzione d’onore, per cui è stato inserito come “terzo elemento” nel nome del duo.
Essendo Stefano un violoncellista anomalo e curioso come una bertuccia, a lui sono stati affiancati, nel tempo, molti altri strumenti (primo fra tutti l’Hulkulele, mitologico ukulele di un sobrio color verde ramarro), generando nel permalosone non poche reazioni d’invidia e disappunto, non ultima la comparsa di tre misteriose crepe nel corpo già malandato dalla sfibrante vita da rockstar che il povero strumento conduce da anni.
E poi è nato Anomalie, il vostro primo album, a proposito del quale ho letto questa splendida vostra frase: come un adolescente ribelle ha scelto la sua strada quasi da solo.
E’ proprio quello che è accaduto.
Avendo interamente autoprodotto, autoregistrato, auto-tutto il disco, abbiamo deciso letteralmente di toglierci un sacco di sfizi musicali, infischiandocene della logica e della “riproducibilità” delle sonorità che stavamo creando.
In totale libertà, abbiamo dato a ogni brano la possibilità di scegliere da solo che direzione prendere, affiancando arrangiamenti orchestrali a sonorità elettroniche. Qualcosa di molto diverso da ciò che abitualmente facciamo nei nostri concerti live, che sempre di più si stanno orientando verso sonorità acustiche, che strizzano l’occhio al jazz e spesso umoristiche con l’ausilio di violoncello, voce, kazoo, ukulele e altri ammennicoli. Ma di questo parleremo nel prossimo disco… “Anomalie” è “anomalo” anche e soprattutto per questo.
E tra i vostri 10 brani qual è quello al quale siete più legati?
Avete interpretato diverse cover pezzi dei Tears for Fears, di Tom Waits e di Lana del Rey. Ho anche ascoltato brani dei Beatles e una versione davvero evocativa di Enjoy the Silence dei Depeche Mode.
Enjoy the silence, compreso nell’ormai vetusto EP “Pocketsongs”, è stato per noi il primissimo video, girato dal fotografo/videomaker Stefano Decarli, ed è un ricordo al quale siamo molto legati (ormai quasi “preistoria” del duo).
Scegliere è sempre molto difficile, ma la nostra primogenita “Amber”, primo inedito firmato Almost 3, merita sicuramente una menzione speciale. Sarà che “ogne scarrafone è bell’ a mamma soja”, ma siamo un papà e una mamma orgogliosi della propria pargoletta.
Tra i brani che avete proposto ce n’è uno che sentite più vostro?
“Nostro” in senso letteralmente “famigliare” è il brano di apertura di “Anomalie”, che lascia spazio alla poesia della sorellona scrittrice di Flavia, Serena Maria Barbacetto. Un condensato di sonorità epiche, libertà vocale e parole.
Che cos’è per voi la musica? A guardare certi vostri video, si direbbe che voi due vi divertiate proprio tanto. E penso a Gnè Gnè, un video che riguardo sempre volentieri.
La musica è quella rassicurante, emozionante, ingombrante, esilarante presenza che accompagna più o meno ogni momento della giornata in casa Cabrera-Barbacetto (anche dal bagno l’iPad di Stefano regala spesso sonorità e momenti di DJset inaspettati…).
Imbraccia un ukulele, canticchia un motivetto e la vita ti sorriderà!
Gnè, gnè…quando gli Almost3 si divertono!
Voi due e il palcoscenico, provate a raccontarmi le vostre sensazioni ed emozioni?
Ogni palco, ogni pubblico è diverso, e ogni concerto è, a suo modo, catartico.
Adrenalina, emozione, gioco e spensieratezza sono gli ingredienti principali di una ricetta che ogni volta dà luogo a una pietanza differente, ed è proprio questo a far sì che, in fin dei conti, nonostante le difficoltà (vivere di musica non è mai stato difficile come in questo periodo, in Italia), valga sempre la pena di mettersi ai fornelli.
Che cosa è il talento?
E’ quella cosa di cui tutti parlano e di cui nessuno riesce a dare una definizione universale. Un po’ come l’amore.
Che libro c’è sul comodino di Flavia e Stefano in questo momento?
A ben vedere, di libri ne abbiamo almeno 3 o 4 per comodino.
Si va da manuali di neurologia e libri d’arte a ricettari da sfogliare per sbavare copiosamente sul cuscino di notte, sognando opulente torte al cioccolato e pile di pancakes.
Due titoli al volo: “Utilizzatori finali” di Iacona e “L’età dell’empatia” di De Waal.
Voi e Genova, Genova e la musica. Cosa ne pensate del panorama musicale di questa città e di come si fa musica a Genova?
Qui a Genova abbiamo la fortuna di frequentare e conoscere musicisti eccezionali.
Il substrato culturale è stato e continua ad essere incredibilmente ricco e variegato, musicalmente parlando.
Negli ultimi 2 o 3 anni, nonostante il periodo non proprio felice, capita di avere davvero l’imbarazzo della scelta su quale concerto andare a sentire, anche se, si sa, Genova è un po’ restia a svelare le sue bellezze: a volte bisogna andarle a cercare e “stanare” tutto ciò che di meraviglioso questa città ha da offrire.
Progetti e sogni nel cassetto degli Almost 3.
A breve uscirà il primo disco dei St. Mud Avenue, formazione che vede gli Almost 3 alle prese con il buon vecchio blues in compagnia di Stefano Ronchi, Fabio Bommarito e Pietro Martinelli.
Il disco verrà presentato ufficialmente a La Claque di Genova il 5 marzo.
Tante sorprese verranno anche dal Coro Popolare della Maddalena fondato da Maria Pierantoni Giua e Pier Mario Giovannone e dalla Comunità di San Benedetto al Porto, realtà meravigliose con cui siamo fierissimi di poter collaborare.
Last but not least, stiamo lavorando alle musiche che “condiranno” lo spettacolo teatrale “Set(t)anta vita” (regia di Ivano Malcotti), realizzato con le eccezionali donne della sezione genovese dell’Unione delle Donne Italiane. Una chicca da non perdere!
Sogni nel cassetto…: fare di tutto per non tenerli nel cassetto, i sogni!
Ringrazio Flavia e Stefano per la loro disponibilità, augurando loro che ogni sogno diventi un successo.
A voi segnalo alcuni links, qui c’è il loro canale youtube, qui la pagina di Bandcamp dove potrete ascoltare e acquistare l’album“Anomalie”, qui la pagina Facebook dove trovate le date dei loro concerti.
E vi lascio con le note di “Amber“, una canzone suggestiva e avvolgente nata dall’estro degli Almost 3.