Chiesa di San Donato: il battesimo di Gesù

Ritorniamo nell’antica Chiesa di San Donato che si affaccia sulla piazza omonima nella nostra città vecchia.
All’inizio della navata sinistra è collocato il battistero con il gruppo marmoreo raffigurante il battesimo di Gesù opera dell’artista ottocentesco Carlo Rubatto, al complesso dell’altare contribuì a prestare il suo talento l’artista Ignazio Peschiera e poi il suo allievo Rubatto portò a termine la scultura.

È solenne la figura del Battista colto nel momento esatto durante il quale impartisce il battesimo a Gesù.

Ed è commovente e radioso il volto del Figlio di Dio.

Le due figure sono sovrastate dal Padre Eterno circondato dagli angeli.

Nella Chiesa di San Donato con le sue molte bellezze.

Qui potrete ammirare il battistero e il battesimo di Gesù.

Chiesa di San Donato: la Sacra Famiglia di Domenico Piola

Nella bella Chiesa di San Donato che si affaccia sulla Piazza omonima è custodito un magnifico dipinto dell’artista seicentesco Domenico Piola.
È collocato nella Cappella di San Giuseppe ed un’opera giovanile del pittore.

La tela è inserita in un altare marmoreo sovrastato da vivaci piccoli putti.

E altre piccole creature celesti sono poste ai due lati.

Angeli più grandi sono invece collocati in prossimità delle colonne.

L’insieme è sontuoso e ricco di decorazioni.

In questa fastosa cornice è collocata la tela del Piola, una copia del dipinto si trova nella Chiesa di San Lorenzo a Calizzano, in provincia di Savona.
La particolarità del dipinto è nel fatto che il piccolo Gesù è ritratto tra le braccia di San Giuseppe e non tra quelle di Maria, come più frequentemente accade.

È un’opera che suscita una sentimento di tenerezza, nei gesti e negli sguardi traspaiono amore autentico e generosità, un armonioso volo d’angeli sovrasta le tre figure.

Se passerete in San Donato andate ad ammirare la dolcezza della Sacra Famiglia così abilmente ritratta dal talento di Domenico Piola.

Chiesa di San Donato: la Madonna del Carmine

È una delle opere che potete ammirare nell’antica Chiesa di San Donato che si affaccia sulla piazzetta omonima: la statua della Madonna del Carmine è una scultura in legno risalente al 1790 ed era utilizzata nelle processioni.

Ha una grazia formidabile questa immagine di Maria che tiene a sé il piccolo Gesù, dal braccio di Lei pendono poi diversi rosari lasciati dai fedeli che visitano la nostra Chiesa di San Donato.

Il manto della Madonna è ricco e sontuoso, riluce di oro e di delicate raffinatezze.

E il suo Bambino ha la gioiosa vivacità della sua tenera età.

Una corona dorata è sul capo di Maria, una corona ugualmente preziosa e più piccina cinge le tempie del figlio di Dio.

Con questa dolcezza così si svela nella sua tenerezza di giovane madre la Madonna del Carmine nella chiesa di San Donato.

Chiesa di San Donato: l’Adorazione dei Magi di Joos Van Cleve

L’Adorazione dei Magi è un’opera magnifica e radiosa, ricca di colori e di splendidi particolari secondo la tradizione fiamminga del suo autore, l’artista Joos Van Cleve vissuto tra la seconda metà del ‘400 e la prima metà del ‘500.
Come si legge sull’esaustivo pieghevole disponibile nella Chiesa di San Donato dove l’opera è attualmente collocata, il trittico, risalente alla prima metà del ‘500, era un tempo conservato nella vicina Cappella dei Tre Re oggi perduta.
Colpisce la briosa vivacità delle tinte e dei contrasti che così caratterizza il momento solenne dell’arrivo dei Magi al cospetto del Figlio di Dio.

Un prezioso velo sottile copre il capo di Maria e i suoi capelli chiari, il suo sguardo si posa amorevole sul suo Bambino.

La Madonna indossa abito e mantello scuro, ha una grazia mistica e regale, si leggono stupore e devozione sui volti di coloro che giungono a rendere omaggio al piccolo Gesù.

In lontananza di scorge un bucolico panorama, l’ambientazione è armoniosa e perfetta.

Se la tavola centrale è occupata dalla scena dell’Adorazione dei Magi, sulle ante laterali si trovano altre figure.
A sinistra ecco il committente dell’opera, il nobile Stefano Raggi inginocchiato in preghiera, alle spalle di lui il suo Santo protettore, San Stefano Martire.

Sull’anta di destra è raffigurata invece l’eterea figura della Maddalena che era la Santa protettrice di Maria Maddalena Giustiniani, defunta moglie di Stefano Raggi.

Il trittico di Van Cleve un’opera suggestiva e commovente, ricca di molti dettagli degni di nota e in particolare riluce di ori che illuminano questo giorno in cui brilla la luce del piccolo Gesù.
Sono in oro le catene, gli ornamenti, le spille e i contenitori nei quali sono racchiusi i doni destinati al Figlio di Dio.

E tutto così risplende.

I manti cadono in morbidi drappeggi, gli occhi colmi di speranza cercano Gesù e davanti a Lui ci si inginocchia devoti.

Nella cimasa vi è infine un piccolo dipinto nel quale è rappresentata la Crocifissione e così è raffigurato il cammino di Gesù tra gli uomini dal giorno della Sua nascita a quello della Sua morte e resurrezione.
E con questa grazia impareggiabile, con questa armoniosa bellezza Joos Van Cleve ha rappresentato questa sublime Adorazione dei Magi.

Chiesa di San Donato: l’edicola della Madonna con il Bambino

È una ricca e fastosa edicola collocata sul muro laterale della Chiesa di San Donato, nel marmo è scolpita la grazia di Maria che stringe tra le braccia il piccolo Gesù.

Circondata da angeli che reggono il lembo di un drappo posto con garbata leggerezza a incorniciare la nicchia.

La sovrastano graziosi putti e le lettere M e V che sapientemente intrecciate rappresentano il monogramma di Maria.

Con dolcezza il dolce angioletto provvede ai suoi compiti.

E ancora altre gioiose creature celesti celebrano Maria e il Bambino e così circondano la colomba che rappresenta lo Spirito Santo.

La mano sul petto, lo sguardo rivolto alla Madonna.

Una croce si staglia nell’azzurro, sopra la bella edicola.

Trovandovi davanti alla chiesa di San Donato proseguite oltre, sulla destra, verso Stradone Sant’Agostino.

E sul muro di questa antica chiesa potrete ammirare l’edicola.

Una grata protegge l’immagine sacra e la materna dolcezza della Madonna con il Bambino.

Chiesa di San Donato: la Madonna con il Bambino

È una splendida statua e potrete ammirarla se vi recherete nella bella e antica chiesa di San Donato che si affaccia sulla piazza omonima.
Sono affezionata in modo particolare a questa chiesa perché è legata alla storia dei miei antenati e così, quando varco quella soglia, mi sembra in parte anche di ritrovarli.

Là, in San Donato, al termine della navata destra c’è l’opera marmorea di un valentissimo artista, la statua è infatti attribuita a Gio Domenico Casella detto Scorticone che visse nella prima metà del Seicento.
Questa statua, perfetta per leggiadria e proporzioni, mi colpisce per l’aggraziata lievità di questa Madonna ragazzina che così regge tra le braccia il suo bambino.

L’opera era un tempo collocata nell’ormai perduta Chiesa di Santa Croce e ha trovato posto tra le mura di San Donato.
Visitando la Chiesa avrete modo di scoprire che questa bella immagine di Maria e anche nota come Nostra Signora della Terza Età.

E ha una tenerezza tutta particolare la figura di Lei che appare così amorevole e paziente, il piccolo Gesù si mostra a noi come un bimbetto allegro e vivace.

E così, nella mistica quiete di San Donato, su di noi si posano questi dolci sorrisi.

Tutte le cose che non ti ho mai detto

Ti aspettavo.
Ti aspettavo per dirti tutte le cose che non ti ho mai detto.
Mi è passata accanto la vita tutta in ogni sua bellezza o incongruenza, nei suoi contrasti e nella infinita varietà.
Ed era un frastuono di voci, una risata improvvisa, una lacrima che fugge, una parola che non ho saputo distinguere.
Guardavo le persone, i volti attorno a me.
E cercavo te.
Ti aspettavo.
E avrei voluto sedermi e restare più paziente come non sono.
E poi mi è parso di vederti là, in lontananza: il tuo passo, il tuo sorriso.
Tu?
Il tempo senza tempo.
L’attesa.
E tutte quelle cose segrete e nascoste che davvero non ti ho mai detto.

Giardini Luzzati

La visita ai Sepolcri nelle Chiese di Genova

La visita ai Sepolcri è uno dei riti di questo tempo che precede la Pasqua: il Giovedì Santo è infatti usanza allestire nelle chiese gli altari della Reposizione dove viene posta l’Eucarestia.
Gli altari, abbelliti con fiori e foglie, restano così fino al Venerdì Santo, la consuetudine vuole che se ne visitino in numero dispari e ho già avuto modo di mostrarveli in passato ma quest’anno desidero farlo di nuovo.
E allora vi porterò con me a visitare sette chiese di Genova, con la speranza che queste immagini siano gradite a tutti voi e in particolare ai genovesi lontani dalla Superba.
Il mio giro è iniziato dalla Chiesa di San Camillo, sulla balaustra delle ortensie rosa e a terra un grande mazzo di ulivo.

Ricco e suggestiva, come sempre accade, è la composizione esposta nella Chiesa del Gesù dove spiccano una grande ancora e le parole: in te Domine confidemus.

È invece all’insegna della sobrietà l’allestimento che ho trovato nella Chiesa di San Matteo.

Luccica di ori la ricca Cattedrale di San Lorenzo ed è la semplicità dei fiori ad abbellirla.

Candidi petali bianchi sono invece là, nella Chiesa di Nostra Signora del Carmine e di Sant’Agnese.

Candele accese e un’armonia di colori ravvivano la magnifica Chiesa di San Bartolomeo degli Armeni.

E infine ecco ancora i toni della primavera, nella Chiesa di San Donato che è a me tanto cara: così si è svolta la mia visita ai Sepolcri nel Giovedì Santo di questo tempo così particolare.

La tradizione dei Sepolcri nelle chiese dei caruggi

È un rito di questi giorni che precedono la Pasqua, è una tradizione molto sentita dai genovesi.
Durante il Giovedì Santo nelle chiese si allestiscono gli Altari della Reposizione dove viene appunto riposta l’Eucarestia, questi altari vengono riccamente decorati con fiori e candele, con tessuti preziosi e foglie e così restano fino al Venerdì Santo.
La visita ai Sepolcri è una consuetudine molto cara in questa città, a Genova si usa in genere visitarli in numero dispari e così io oggi ve ne mostrerò sette, sono per me tra i più suggestivi.
So di avere tra i miei lettori alcuni genovesi che abitano lontano e credo che forse a loro farà piacere ritrovarsi, pur brevemente, nelle chiese dei nostri caruggi, quelle più amate e frequentate da chi vive sotto la Lanterna.
E inizio così, con una chiesa a me molto cara sita nella nostra antica Via Prè: questo è l’altare della bella Chiesa di San Sisto.

Ci sono invece fiori rosa e fucsia su queste scale, nella Basilica della Santissima Annunziata del Vastato.

E così è l’altare della nostra Chiesa della Maddalena, nella cesta a terra il pane e l’uva.

Ravvivato di gerbere dai toni di arancio e di giallo risplende l’oro lucente dell’altare della Basilica di Santa Maria delle Vigne.
Ci sono anche i cartelami, sagome di cartone con soggetti sacri tipici della tradizione ligure, in questo caso sono rappresentati Gesù e gli Apostoli durante l’ultima cena.

In Piazza Matteotti nella chiesa del Gesù i fiori compongono una vela bianca che salpa sul mare blu, a fare da sfondo c’è un celebre dipinto di Rubens, una delle tante opere magnifiche che si possono ammirare in questa chiesa.

Ed è ricco e sempre molto fastoso l’altare allestito in questa maniera nell’antica Chiesa di San Donato.

In questi giorni si ripete e si rinnova questa tradizione, con questo fervore, nelle chiese della città vecchia.
Tra opere d’arte, tra fiori e candele, con la cura della devozione.
Ed è ricco e armonioso l’altare che si ammira nella Chiesa di San Filippo Neri in Via Lomellini, nel cuore dei caruggi di Genova, nel tempo che precede la Santa Pasqua.

Sui passi di Niccolò Paganini

Forse non tutti sanno che è possibile camminare per le strade di Genova seguendo i passi di uno dei suoi più celebri figli, il musicista e compositore Niccolò Paganini.
Nella sua città natale gli è stato dedicato un percorso, a dire il vero non so quanti genovesi conoscano le targhe che sono poste nei luoghi della vita del grande violinista, in ogni caso basta recarsi all’Ufficio di Promozione Turistica del Comune e lì troverete un opuscolo con una cartina sulla quale sono i segnati i luoghi della Genova di Paganini.
Io ho trovato una di queste targhe per caso diverso tempo fa e in seguito ho veduto le altre, a volte a Genova bisogna camminare guardando per terra.
Passate in Via Lomellini e fermatevi davanti alla Chiesa di San Filippo Neri.

Luccica la targa di ottone e racconta di un ragazzino appena undicenne che suona per la prima volta da solista in questa chiesa.

Spostatevi poi in Via Garibaldi e precisamente all’inizio del Vico del Duca, il caruggio posto di fronte a Palazzo Tursi.

E qui si ricorda ai passanti che il prezioso violino del celebre musicista è conservato proprio a Palazzo Tursi.

Ed è ancora giovanissimo il nostro Niccolò quando si esibisce per la seconda volta nella Basilica delle Vigne davanti ad ammirati spettatori.

Accade nel giorno della la festa di Sant’Eligio, patrono degli Orefici, antica corporazione che elesse questa bella chiesa a propria sede religiosa.

Il geniale talento di Paganini lo conduce poi sul blasonato palcoscenico del Teatro Carlo Felice.

Cartolina appartenente alla Collezione di Eugenio Terzo

Ed è il trionfo, a questa prima esibizione ne seguirà un’altra e l’incasso sarà interamente devoluto a famiglie di persone in grave difficoltà.

Troverete questa ed altre informazioni nell’opuscolo dedicato alle targhe, la breve guida è curata con grande attenzione dall’Associazione Amici di Paganini, sono riportati anche dei brani tratti dalla Gazzetta di Genova dell’epoca con la narrazione degli eventi ai quali si riferisce una certa targa.
E non vi svelo nulla di più, vi lascio il piacere di scoprire per conto vostro certi dettagli.
Luci ed ombre, nella vita di Paganini ci fu anche il carcere, il nostro geniale violinista finì nella Torre Grimaldina di Palazzo Ducale.

Accadde a causa di una relazione che egli ebbe con una certa Angiolina Cavanna, di quella storia travagliata ho già avuto modo di scrivere in questo articolo dedicato agli amori appassionati del musicista.
La traccia di quella vicenda resta in una targa che trovate nelle vicinanze del carcere dove Paganini venne recluso.

In questo percorso manca un luogo molto importante ed è assente per una precisa ragione in quanto non esiste più, tuttavia io aggiungo questa tappa alla nostra passeggiata.
Infatti, malgrado l’edificio sia stato demolito, c’è ancora la memoria della casa in cui nacque il nostro Niccolò e per trovarla vi basterà oltrepassare questo archivolto che si trova in Campo Pisano.

Al di là di esso c’è questo luogo dove vado poco volentieri, dire che lo detesto è veramente riduttivo.


Qui nulla vi parla di Genova e della sua vera anima, soltanto il Ponte di Carignano risveglia la memoria di luoghi ormai scomparsi.

La casa natale di Niccolò Paganini si trovava in Passo di Gatta Mora, anche di questo luogo perduto ho già avuto modo di scrivere in passato in questo articolo, sulla facciata c’era un’edicola con una Madonnetta ora conservata al Museo di Sant’Agostino.

Cartolina appartenente alla Collezione di Stefano Finauri

Sono stata in questi giardini solo per fotografare la targa che rammenta la storia di questo luogo.
La lastra sottostante non è chiaramente leggibile e così sotto la foto riporto il testo.

ALTA VENTURA SORTITA AD UMILE LUOGO
IN QUESTA CASA
IL GIORNO XXVII DI OTTOBRE DELL’ANNO MDCCLXXXII
NACQUE
A DECORO DI GENOVA E DELIZIA DEL MONDO
NICOLÓ PAGANINI
NELLA DIVINA ARTE DEI SUONI INSUPERATO MAESTRO

Resta di Niccolò Paganini l’atto di battesimo, lo trovate nella Chiesa di San Donato.

Luoghi del quotidiano per noi.
A Genova guardate a terra, qualche volta.

La grandezza di un artista non si perde come le pietre di un’antica casa demolita dalla mano dell’uomo, la grandezza di Paganini sopravvive alle cose terrene e rimane eterna nella sua musica e nelle sue note.

Opera conservata presso l’Istituto Mazziniano
Museo del Risorgimento

Questo percorso vi conduce nei luoghi della sua vita, le tappe sono 11 ed io ve ne ho mostrate di proposito soltanto alcune, in certi punti di Genova riluce una targhetta di ottone sulla quale è incisa la firma di un grande musicista.
Cercate queste targhe, scopritele ed emozionatevi.
In memoria di un grande genovese, in memoria di Niccolò Paganini, eternamente vivo nelle sue inconfondibili note.