Una magnifica eccezione

Come già ho avuto modo di dirvi, sono sbocciati ancora i miei amatissimi fiorellini rossi.

Mi tengono compagnia ormai da decenni, li seminai infatti moltissimi anni fa e loro, fedeli, tornano sempre a celebrare ogni nuova primavera.

Il loro nome è sparaxis e sono una vera gioia per gli occhi, sono fiori allegri e vivaci che a decine abbelliscono il terrazzo.

E vanno d’accordo con tutti, come si può ben notare: eccoli colti in chiacchiere con la fresia bianca e con la salvia odorosa.

Cotanta meraviglia proviene da sole due bustine giunte qui decenni fa: una per i fiori rossi e l’altra per i fiori bianchi.
Con il tempo, tuttavia, i fiori bianchi sono divenuti sempre più rari fino a quasi scomparire, mi viene da dire, ogni tanto ne spunta ancora qualcuno ma non accade ad ogni primavera.
Quest’anno, invece, ecco qui questa magnifica eccezione!

Non vi dico l’emozione di tutti noi sul terrazzo!

Ho poi visto che i fiori bianchi non erano soltanto due ma addirittura tre!
Come si dice? Tutto arriva a chi sa aspettare, qualche volta, anche certe fioriture che non mi aspettavo di rivedere!

E così la primavera, stagione prodiga di molte bellezze, è ancora più trionfante e gioiosa grazie ai miei amati fiori che sempre tornano a salutarmi.

Bentornata, primavera!

Bentornata primavera e benvenuti piccoli fiori celesti che sbocciate sul terrazzo in armonia con il cielo chiaro di Genova.

Nei vasi si sono aperte le tenere margherite.

Hanno dormito per diverse stagioni, così pazienti e ora si svelano in tutta la loro grazia.

Fanno capolino le timide violette.

Ed è un tripudio di colori e contrasti.

Tutto rinasce e si rinnova.

Fedeli sbocciano i miei amati fiorellini rossi.

E le piante grasse fanno la loro parte.

La primavera è allegra, vivace, semplice come le gioie autentiche.

È sgargiante e allo stesso tempo chiassosa e discreta.

Sbocciano le prime fresie tra i rami odorosi del rosmarino.

E le piantine nuove arrivate si guardano intorno timide e caute.

C’è un posto per tutti, al sole o all’ombra, a seconda delle preferenze.

Bentornata primavera, con le tue gioie e le tue inimitabili bellezze.

La caparbietà della vita

Li ho veduti su una creuza.
Testardamente abbarbicati alla sommità un muretto, con commovente caparbietà.
Là, nell’ultimo tratto di Salita San Gerolamo.
Sullo sfondo le finestre di un elegante palazzo di Via Caffaro e poi loro, i muscari dai toni polverosi d’azzurro.
Le foglie sottili, i piccoli fiori ondeggianti e gioiosi, un annuncio della primavera che verrà.
È la tenacia della vita che non si arrende, così indomita e sfrontata, silenziosa e leggiadra, così infinitamente forte.

Le camelie di Villetta Di Negro

E sono tornate a fiorire le camelie nella nostra Villetta Di Negro.

Così leggere e vellutate.

Eleganti, sontuose, regine del giardino nel tempo di marzo.

Dai petali rosa, delicate e magnifiche.

Così sbocciano le camelie dalle foglie lucide.

E ogni bocciolo è un piccolo prodigio.

Dondolano lievi.

E vivaci si beano della luce del sole.

Si stagliano radiose contro l’albero spoglio, annunciando la primavera ormai vicina.

Raffinate e bellissime, gareggiano tra loro superandosi in leggiadria.

Semplici e così perfette.

Una sinfonia di colori e contrasti.

E lo sguardo ritrova alberi carichi di fiori.

Splendide camelie, nel tempo di marzo.

Candide e chiare.

Così colorate, gioiose e vitali.

Dai petali frementi e vellutati.

Sono le camelie di Villetta Di Negro, nel cielo celeste di Genova.

Marzo: aspettando la primavera

E piano, discretamente, è arrivato marzo.
Preannunciato, come ogni anno, dalla fioritura generosa dei narcisi che sbocciano sul mio terrazzo e per me rivederli è sempre una nuova gioia.

Uno ad uno si aprono al sole.

Dopo aver dormito quieti per lunghi mesi.

E ammirano il mare e l’orizzonte.

Ondeggiando leggeri con la loro leggiadra grazia.

Fiori magnifici, dai petali intrisi di luce.

Gentili testimoni del tempo che verrà.

Finalmente è marzo e con i narcisi aspetto la primavera.

Il tempo delle primule

Il tempo delle primule giunge nei giorni del freddo e porta una ventata di allegria, è uno dei preludi più dolci di primavera.
Le piccole primule sono semplici e leggiadre e quando ti trovi davanti un’intera distesa di vasetti è difficile scegliere: si vorrebbe comprarle tutte, tutte hanno una bellezza particolare.
Petali grandi e colorati, orlature deliziose, contrasti delicati.
Il tempo delle primule mi ricorda sempre che essere così semplici è una virtù rara e straordinaria e se a volte sembra persino improbabile che questa sia riconosciuta come una dote, resto sempre dell’opinione che la propria semplicità vada tenuta da conto.
Il tempo delle primule è così un momento di magnifica transizione, per i pensieri e per i giorni che scorrono.
E così, dovendo scegliere, ho portato con me diverse sfumature di primule dai colori vivaci e accesi.

Le ho sistemate in due vasi diversi e le ho messe davanti alla finestra della mia camera, mi fanno pensare all’imminente arrivo della primavera e alla bellezza della semplicità.

Scoprendo Via dei Sansone

Percorrendo Salita San Leonardo ci si trova immersi in un’atmosfera dal sapore antico.
Questa ripida mattonata che da Via Santa Chiara scende fino in Via Fieschi si svela come uno splendido e silenzioso mistero, a due passi da qui c’è la trafficata Piazza Dante eppure la nostra creuza conserva tuttora la sua beltà.

Sulla creuza si trova un antico passaggio che conduce a Via dei Sansone.

E inizia da qui la scoperta di un luogo ancora più nascosto e sconosciuto.

Lassù una vetusta edicola ospita una statuina della Madonna di fattura recente, tutto l’insieme necessiterebbe di un restauro e sono certa che riacquisirebbe una rinnovata bellezza.

Da qui si giungeva all’antico Convento di San Leonardo e questa è così la ragione delle tracce di questa antica devozione.

Alcune finestre di Via dei Sansone ospitano vasetti e piantine.

Alla ringhiera, in cerca di luce e sole.

Ci guardiamo indietro e ancora proseguiamo.

Terminata la salita ci si ritrova in uno spazio sul quale si affacciano eleganti edifici e tutto attorno c’è ancora questa quiete inaspettata.

Un grande limone è prodigo dei suoi frutti.

E un maestoso kumquat così si staglia nel suo giardinetto.

Una facciata è poi una splendida illusione di finestre dipinte.

E in questo luogo che è del nostro tempo ma sembra un po’ distante, in qualche modo, ecco ancora una traccia più antica.
Un muro, un archivolto.

Mi incammino e vado fino in fondo, c’è sempre una magia incantata nei luoghi che conservano, in qualche maniera, la loro perduta identità.

Qui c’è anche la targa antica di questa via che prende il suo nome da una famiglia savonese di lontane origini e di parte ghibellina che si distinsero in varie maniere nella città della Torretta.

Percorrendo le strade non conosciute c’è sempre qualche insondabile incanto che resiste alla nostra distrazione.
Un muro, un archivolto, un tempo che non è più.

Una silenziosa e celata bellezza da conservare e riscoprire, in Via dei Sansone.

Un nuovo compleanno: tanti auguri a me!

Oggi è il 5 Novembre ed è il giorno del mio compleanno.
Nel cuore dell’autunno: quando ero piccola mi sentivo molto fortunata a compiere gli anni in questo periodo, si facevano le festicciole con i compagni e c’era sempre la torta di cioccolato, un rito davvero irrinunciabile.
Pensavo sempre che doveva essere insolito compiere gli anni d’estate quando tutti erano in vacanza e allo stesso tempo immaginavo anche che i bambini nati in estate celebrassero in modo diverso e più insolito, magari sulla spiaggia o in qualche luogo di villeggiatura.
Io invece no: 5 Novembre, in pieno autunno.
Adesso da quegli anni là sono trascorse molte stagioni e oggi è un nuovo compleanno, così porto qui un’intrepida margheritina di Fontanigorda per celebrare il mio giorno, sperando che porti cose belle e magari qualche novità.
Allora, amici cari, brindiamo virtualmente insieme: buon compleanno a me!

Venendo da Banchi

Gironzolando nei caruggi mi capita spesso di passare a Banchi e come molti di noi indugio volentieri davanti al chiosco dei fiori.
I fiori e le piante, doni magnifici di Dio.
Ecco i vasetti di basilico diligentemente allineati, le altre aromatiche dai sentori vivaci, i vasi con i fiori recisi, i ciclamini che in questi mesi regalano la loro allegria.
Ogni stagione ha i suoi ornamenti e i doni preziosi della terra.
E così, venendo da Banchi, ho veduto un frate che portava con sé il peso dolce delle fioriture del tempo autunnale.
Così, con il passo leggero, così lo accompagnava il profumo dei fiori.

Gatti neri e rose d’autunno a Fontanigorda

Un giretto in autunno a Fontanigorda regala sempre piacevoli incontri, si ritrovano gli amici di sempre e anche certi magnifici felini.
Eccoli qua i gatti d’autunno, per un caso del destino erano tutti neri e ve li presento alternandoli alle belle rose che sbocciano nei giardini.
Il primo felino aveva una certa grinta, per così dire.

D’altra parte presidiava il mio muretto preferito.

Di lì a poco, però, mi è parso meno diffidente.

E poi c’era un bocciolo di rosa gialla pronto a sbocciare.

Poco distante ecco un altro tipetto incuriosito.

Sempre con cautela, eh!

Dal nero al bianco dei petali leggeri.

Ed ecco un altro superbo felino che è balzato via velocissimo.

Una rosa screziata fiorisce nel giardino della sua casa.

E poi, amici cari, credo che questa sia una vecchia conoscenza: mi sa che questo è il gatto Blu, in passato l’ho sempre visto camminare sulla ringhiera del terrazzino e mai lì davanti a casa sua.
Eppure mi sa che fosse proprio lui!

Ha gironzolato un po’ tra le sedie e sotto il tavolo.

Poi è andato ad accoccolarsi laggiù in fondo.

E in questo post di gatti e rose non può certo mancare una fiore rosso e leggiadro.

E in conclusione ecco un gatto regale e attento.

Se ne stava sul suo trono in una tiepida mattina di settembre.

Nella mia bella Fontanigorda, ancora il mio paesino del cuore, dove ho trovato gatti neri e rose d’autunno.