Maria Pellegrina Amoretti, una fanciulla dai molti talenti

Questa è la storia bella di Maria Pellegrina, fanciulla dai molti talenti che visse diversi anni fa.
La sua vicenda è narrata in un capitolo a cura di Benedetto Mojon in un antico libro di Luigi Grillo, Ritratti ed Elogi di Liguri Illustri.
E tra condottieri, dogi e uomini che si distinsero per il loro valore c’è anche lei, Maria Pellegrina Amoretti, nata ad Oneglia nel 1756.
La fanciulla dai molti talenti, la ragazza dalla mente brillante e acuta, Maria Pellegrina è ancora una bimbetta e dimostra subito un’intelligenza particolare.
Si appassiona allo studio, legge, a dodici anni sa scrivere e parlare in latino.
E diviene così allieva di un illustre professore che la erudisce in fisica, retorica e metafisica.
E perché mai lei non dovrebbe disputare in pubblico su queste tematiche, si domanda il professore?
E così accade.
Maria Pellegrina ha appena 15 anni, Mojon la definisce una donzella di avvenenti forme, davanti a lei ci sono numerosi scienziati e menti illuminate, la fanciulla parla senza un filo di esitazione nella voce e la sua dissertazione viene seguita con molto interesse.
Lei studia, la sua sete di conoscenza non conosce confini, Maria Pellegrina si getta a capofitto nei testi di legge.
La fanciulla dai molti talenti ha un sogno grande, desidera ottenere il riconoscimento delle sue fatiche, la meritata laurea in giurisprudenza.
E’ il mese di giugno del 1777 e lei, appena ventunenne, viene insignita del prestigioso titolo all’Università di Pavia.
E non ci sono parole migliori di quelle usate da Mojon per descrivere l’atmosfera di ammirato entusiasmo che sapeva suscitare Maria Pellegrina:

Molti scienziati, personaggi d’alto merito concorsero da varie parti d’Italia allo spettacolo, affatto nuovo per quell’Università, del conferire la laurea ad una donzella nella scienza delle divine e delle umane leggi versatissima.

Maria Pellegrina è dotata di luminosa modestia, nell’esposizione si distingue per chiarezza ed acume, le sue tesi sono rivolte all’Arciduchessa d’Austria e quest’ultima, nel riconoscere le doti della giovane, la ricompensa con ricche elargizioni.
La fanciulla dai molti talenti riceve l’anello dottorale e con esso una corona d’alloro e una fascia tessuta d’oro con lo stemma dell’Università.
In molti scrissero versi e poesie per lodare il suo ingegno, quei componimenti vennero poi raccolti in un volume arricchito del ritratto di lei.
E’ la gloria di Maria Pellegrina, in suo onore persino Giuseppe Parini scrive un’ode dal titolo La laurea.
Lo studio, i libri, la conoscenza, non c’è altro amore nella vita breve di Maria Pellegrina.
Lei fornisce i suoi pareri legali per iscritto, non esercita l’arte della giurisprudenza nel foro ma scrive un Commentario sul diritto delle doti presso i Romani, il testo sarà pubblicato postumo.
Un delle prime donne laureate, nel ‘700, per lei l’autore spende solo belle parole, evidenzia la sua indole mite e tranquilla, la sua devozione misurata e il suo carattere amabile.
Muore giovane chi è caro agli dei, dicevano gli antichi, Maria Pellegrina Amoretti lasciò questo mondo a causa di una febbre letale a soli 31 anni.
Visse della scienza e della conoscenza, di ciò che sapeva infiammare il suo animo, lei che fu una fanciulla dai molti talenti.