C’era una volta un cappello a cilindro che, inavvertitamente, andò a finire sul banchetto di un mercatino dell’usato.
Dovete sapere che questo cappello a cilindro aveva dei trascorsi mondani ben considerevoli, era uno che aveva fatto la bella vita!
Serate danzanti, feste, ricevimenti fastosi, ogni occasione era buona per mettersi in mostra e il cappello al cilindro era sempre presente.
Un destino improbabile ed imprevisto lo aveva catapultato su quel banco del mercatino ed era stato sistemato con un certo buon gusto accanto a una seria bombetta.
La bombetta era un tipo rigoroso: da indefessa lavoratrice aveva passato anni e anni al servizio di un agente di cambio, con lui aveva frequentato gli Uffici della Borsa e tutte le banche della città e adesso, tutto sommato, pareva godersi il meritato riposo, anche se su un banchetto del mercatino.
Il cappello a cilindro, invece, non faceva altro che brontolare:
– Guarda un po’ cosa va a capitare a uno come me, io dovrei stare a Montecarlo oppure a Parigi, Londra, New York e invece eccomi qui attorniato da inutili carabattole!
La bombetta sospirò paziente e tutto attorno gli altri abitanti del tavolo si voltarono in direzione del cappello a cilindro.
– Il solito arrogante! – Tintinnarono in coro i bicchieri di cristallo.
– Chissà chi si crede di essere! – Aggiunse la teiera del servizio buono, mentre le tazzine annuivano – Ne sono passati tanti come lui da queste parti!
Le porcellane di pregio tentavano in ogni modo di farsi notare dai passanti: non vedevano l’ora di trovare una nuova casa e di andarsene da quel tavolino, lontane dal cappello a cilindro.
Le posate d’argento se ne stavano in silenzio tutte vicine, i quadretti e la zuppiera parlottavano complici tra di loro.
Nel frattempo il tronfio cappello a cilindro andava blaterando in merito alle sue glorie passate e alla sua grandezza personale, snocciolando l’elenco delle esclusive località che aveva frequentato non mancando di descrivere gli incontri prestigiosi, le dame dagli abiti fantastici e le atmosfere indimenticabili.
Il mercatino era affollatissimo, c’era un gran viavai di gente e mentre le porcellane si sgolavano per attirare l’attenzione, la bombetta, modesta e ritrosa, se ne stava lì in attesa degli eventi.
Ad un tratto un giovane uomo si avvicinò al banco.
Le porcellane si fecero mute, la zuppiera trattenne a stento il respiro, i bicchieri di cristallo tintinnarono per l’emozione.
Il cappello a cilindro, come al solito, cercò di mettersi in mostra con la consueta sfrontatezza:
– Oh, questo gentiluomo elegante e alla moda fa proprio al caso mio, insieme faremo fortuna. Giovanotto, se vuole che le insegni le cose della vita nessuno saprà farlo meglio di me!
Il ragazzo era un brillante attore di teatro e si era fermato davanti al banco attratto da quella semplice bombetta, erano anni che ne cercava una e non gli pareva vero di averla trovata!
La prese con cura tra le mani, la rimirò per bene, chiese garbatamente il prezzo e dopo averla acquistata se ne andò con lei felice e contento.
E il cappello a cilindro? Ah quello ci rimase con un palmo di naso, come spesso accade a coloro che credono immeritatamente di valere più degli altri.




















