“Chi è quel giovane che viene verso di noi in Regent Street con un garofano all’occhiello e un bastone da passeggio in mano? Potremmo dedurre che sia facoltoso, poiché indossa abiti all’ultima moda, ma avremmo torto; potremmo giungere alla conclusione che ami la raffinatezza, giacché si ferma a guardare la vetrina di Liberty, il nuovo negozio dedicato alle ultime tendenze dello stile – o forse sta solo ammirando il proprio riflesso, i ricci che gli sfiorano le spalle rendendolo diverso dagli altri passanti?”
Londra, 1896: l’eccentrico personaggio è Robert Wallis, sfaccendato dandy ventiduenne dalle indefinite ambizioni letterarie e protagonista del romanzo Il profumo del caffè di Anthony Capella edito da Beat Edizioni.
Wallis ha doti particolari: il suo palato è infatti straordinariamente sensibile e inoltre egli è capace di trovare le parole perfette per descrivere ogni gusto.
Un giorno trova sul suo cammino un certo Samuel Pinker, mercante di caffè che vorrebbe realizzare un cofanetto che sia una sorta di dizionario del caffè con lo scopo di utilizzarlo poi per i suoi commerci.
Pinker coinvolge così il giovane Robert nella realizzazione del magnifico Metodo Pinker Wallis per la descrizione e classificazione dei vari aromi di caffè, nel corso di questa impresa Wallis conoscerà Emily, la figlia di Pinker, innamorandosene fino a progettare il matrimonio, con sconcerto del padre di lei.
Questo romanzo elegante e raffinato è ambientato con armonia nell’Inghilterra vittoriana del quale l’autore conosce bene le maniere, i modi, gli stili e i luoghi.
Non mancano allusioni e riferimenti alla vicenda di Oscar Wilde, il più celebre dandy, il nostro Wallis a volte pronuncia persino parole che sono un aperto omaggio all’autore irlandese:
“Le donne sono decorative. È il segreto del loro successo.”
In questo romanzo ricco e niente affatto prevedibile lo scenario poi si sposta in Africa dove Wallis verrà inviato da Pinker per realizzare una piantagione di caffè.
Lontano da Emily, immerso in un’ammaliante cornice esotica, Robert si lascia sedurre e avvolgere da un nuovo amore sensuale e coinvolgente che ha il volto bellissimo della schiava Fikre.
E ogni respiro ha il profumo del caffè:
“La sua pelle ha il sapore del caffè: ha lavorato in mezzo ai sacchi di Bey tutto il giorno e le labbra e il collo hanno ancora il gusto affumicato e tostato dei chicchi torrefatti. C’è anche qualcosa d’altro, un mélange di spezie, di profumi: cardamomo, acqua di rose, mirra.”
E la vita è dolcezza, passione, estasi dei sensi e meraviglia:
“Profumava di caffè: quel sapore era in ogni bacio, il profumo dei forni di torrefazione le si annidava nei capelli. Le sue mani erano caffè; le sue labbra erano caffè; era nell’aroma della sua pelle e nell’umore acqueo che le si raccoglieva agli angoli degli occhi.”
E quando tutto sembra seguire il suo corso il destino cambia ancora una volta le carte in tavola.
Movimentato, ricco di colpi di scena, di cambi di scenario e di rivelazioni, questo romanzo si rivela una gradevolissima lettura scritta con garbo e competenza.
Tra i vari argomenti, l’autore affronta tematiche importanti come le cure dell’epoca sui trattamenti dell’isteria e le lotte appassionate del movimento delle suffragette tra le cui fila, nella parte finale del romanzo, troveremo la caparbia Emily.
Una storia inattesa e sorprendente, a tratta amara e imprevedibile, un romanzo per me piacevole come Il Pasticciere del Re, l’altro libro di Capella da me recensito tempo fa in questo post.
Il profumo del caffè è, in definitiva, un viaggio alla scoperta di se stessi con lo stupore di ritrovarsi nel luogo e nel contesto che forse non si sarebbe immaginato, con una rinnovata quieta dolcezza che permette persino di riconoscere il proprio cammino nel mondo.
“Non intendo limitarmi ad affermare che ogni storia d’amore sia diversa dalle altre. Invece, l’amore stesso non è fatto di un’emozione sola ma di molte. Proprio come un buon caffè odora, forse, di cuoio, tabacco e caprifoglio, così l’amore è un misto di sentimenti diversi … Non esiste un codice o un regolamento capace di guidarvi tra questi misteri. Alcuni si svelano solo andando in capo al mondo, si intuiscono nello sguardo di uno sconosciuto. Altri si ritrovano in camera da letto, altri ancora in una strada affollata. Alcuni vi bruceranno come una farfalla notturna, lambendovi con le loro fiamme, e altri vi avvolgeranno in un dolce tepore. Alcuni vi procureranno piacere, altri felicità, e altri ancora – se siete fortunati – vi daranno entrambe le cose.”
























































