Vi porto ancora per le strade del mio quartiere, a guardare i tetti, in questa stagione dolce le prospettive sanno essere incantevoli.
Così era, appena una settimana fa in Corso Firenze: chiarore di cielo azzurro e neve sui monti in lontananza.
E come vi ho già raccontato, in questa città di strade in salita che si inerpicano sinuose, i tetti dei palazzi delle vie sottostanti terminano in corrispondenza delle strade della Circonvallazione e così da Corso Firenze si vedono gli ultimi piani degli edifici di Via Pertinace.
E scalette, piante, terrazzini.
E tende per riposarsi all’ombra.
Rampicanti e quei colori cari a noi genovesi, bianco e rosso della Croce di San Giorgio.
Sventola nel cielo fresco di marzo la bandiera di Genova accanto al simbolo della Superba.
Disegni nell’aria e in lontananza la modernità.
E geometrie, castelli ed edifici ottocenteschi.
Ancora, su Ponte Caffaro.
Ringhiere, vasetti, gradini, bellezza vera sospesa lassù.
E più oltre, sulla sommità dei palazzi che si affacciano sul percorso della funicolare Sant’Anna, altre armonie di un altro tempo.
Tutti gli indizi della primavera, andando verso la spianata.
Un tettuccio, piante rigogliose, muri dai colori caldi.
E ancora foglie rosse, alberi, contrasti di Genova.
Una sdraio per riposarsi al sole, una palma e tantissimi vasi, vasi di coccio che ospitano la vita.
Camminando per le strade del mio quartiere.
Guardando i tetti e le prospettive della Superba.






































