La dolcezza di Sant’Anna

Ritornando a scoprire Genova antica ritroviamo le tracce e le preziose testimonianze che ancora raccontano il nostro passato.
Si svela così in tutta la sua bellezza un marmo pregiato nel quale abili mani d’artista hanno scolpito la figura di Sant’Anna che stringe tra le braccia Maria con il Bambino, ai loro piedi c’è un frate raccolto in preghiera.
L’opera risale al lontano 1456 ed era un tempo collocata in Piazza Sant’Anna e con tutta probabilità proveniva dalla demolita Chiesa di San Francesco di Castelletto.
Tali notizie si apprendono dalla didascalia posta accanto alla scultura attualmente esposta negli spazi della Chiesa di Sant’Agostino e parte dell’immenso patrimonio conservato al Museo di Sant’Agostino.
È dolce e solenne Sant’Anna mentre stringe a sé la Madonna e il piccolo Gesù.

Sorride materna la giovane Maria accanto a suo Figlio.

E il frate devoto ripete le sue accorate preghiere.

L’edicola, così riccamente scolpita, comprende anche un tondo con il trigramma di Cristo.

Candida, armoniosa e così leggiadra, sfiorata dalla luce e dall’ombra, questa è a magnifica edicola di Sant’Anna che ancora oggi possiamo ammirare al Museo di Sant’Agostino dove è amorevolmente custodita.

La grazia di Sant’Anna

Così è rappresentata la grazia di Sant’Anna, ad effigiarla con mirabile talento fu l’artista settecentesco Francesco Maria Schiaffino.
La bella scultura marmorea è posta sull’altare maggiore della Chiesa di Sant’Anna sita nella piazza omonima in Circonvallazione a Monte.

Così, in questa luce, si staglia la figura della madre di Maria.

E attorno a lei piccoli angeli.

Fremono le ali leggere, il manto della Santa cade lieve in splendidi drappeggi.

Sant’Anna stringe a sé la sua figlioletta, la Vergine Bambina.
Le aureole dorate, gli sguardi amorosi e i gesti colmi di mistica e amorevole armonia.

Tra i dolci angioletti.

Sant’Anna, la piccola Maria e le rose profumate.

In questa bella chiesa genovese dove amo sempre ritornare.

Sant’Anna è la protettrice delle madri e delle partorienti e la sua festività ricorre il 26 luglio.
Così si ammira la grazia di lei, nella Chiesa a lei dedicata.