Finestre di Canneto il Lungo

Sono finestre di Canneto il Lungo, si aprono su muri di edifici vetusti dove ancora si trovano antiche chiavi.
Sono finestre di Canneto il Lungo e sui vetri, a seconda della stagione e del volere di Fratello Sole, si riflettono le meraviglie della Cattedrale di San Lorenzo.

Sono finestre di Canneto il Lungo, discrete e ben chiuse, non lasciano intravedere nulla e custodiscono vite e quotidianità.
Sono finestre di luoghi pieni di contraddizioni e di antiche bellezze, di colori e di marmi in bianco e nero.

All’ultimo piano e sopra si scorgono vasi di piante e altra vita.
E i vetri ancora diventano specchi.

Sono finestre di Canneto il Lungo, le ho vedute e fotografate dall’imbocco di Vico di San Gottardo e poi mi sono fermata un po’ là, sempre a guardare l’azzurro che pareva dipinto tra i contorni delle case.
Ci sono diverse maniere di osservare i luoghi, gli oggetti, i dettagli e di catturarne l’essenza e il mio modo è sempre questo: con gli occhi rivolti verso le piccole cose straordinarie e verso il nostro cielo.

Caruggi, fiori e cielo

Questa è una storia di caruggi, fiori e cielo ed è una magia di qualche giorno fa, mi emozionano sempre il mio stupore e la mia meraviglia davanti a quella bellezza che finisco per ritrovare quelle volte in cui vado ovunque e in nessun posto.
Ed ero in Via della Maddalena, ho alzato lo sguardo e sopra di me ho trovato questa prospettiva radiosa, le finestre spalancate, la striscia di azzurro e una magia di petali colorati lassù, su un terrazzino.

Accade così, la natura trionfa là dove il sole conforta i fiori e i piccoli boccioli, li ho visti timidamente affacciarsi anche in Vico San Gottardo.

E verdi pianticelle si godono il confortevole calore su un tetto in Piazza Valoria.

Ed è tutta una magia di estate, caruggi e cielo.
E poi, a volte, anche se non ci sono corolle variopinte e odorose la vera bellezza ti sovrasta comunque.
E allora guardo in su e talvolta anche le altre persone finiscono per fare lo stesso e questo mi regala sempre un sorriso, lo ammetto.

Lo sguardo poi a volte trova certi terrazzini così colorati e rigogliosi: si stagliano lassù, in quella vertigine, contro l’azzurro di Genova.

E poi ecco le geometrie di Via dei Macelli di Soziglia e rosso e contrasti.

E ancora foglie e diverse sfumature di verde e di giallo.

Una prospettiva turchese, il campanile della chiesa della Maddalena e ancora il rosa intenso della bouganvillea tante volte ritrovato in questa mia passeggiata.

È una storia così, composta di molti colori di giugno, di turchese brillante, di vento che smuove le foglie e i piccoli petali dalle tinte vivaci.
È una storia semplice di caruggi, fiori e cielo.