Il ragazzo con la fisarmonica

A volte la vita scrive le migliori trame e le storie più appassionanti: questa è una di quelle storie.
E’ l’anno 1942, tra gli uomini del Genio Militare è arruolato anche un genovese di nome Alfredo.
Ha 22 anni, si è formato ad Alessandria e a Casale Monferrato.
E un giorno, insieme ad altri, parte da Lecce alla volta di Bengasi, il ragazzo ha con sé un bagaglio prezioso: la sua fisarmonica.
Una nota, una melodia.
E un Maggiore che sente la musica di Alfredo, ne resta colpito e il giovane si ritrova con la sua fisarmonica a suonare a Radio Tripoli.
La guerra e le sue rocambolesche vicende, la ritirata delle truppe italiane e Alfredo che finisce a Tunisi.
Sarà fatto prigioniero di guerra dagli inglesi e in seguito passerà agli americani.
Lo attende un lungo viaggio sull’oceano, un viaggio che lo condurrà a Norfolk, in Virginia, in seguito sarà condotto a Hereford in Texas.
Il ragazzo con la fisarmonica cosa fa?
Diventa direttore di un’orchestra che suona per i prigionieri di guerra italiani.
E il tempo scorre, giunge il 1943, è l’anno dell’armistizio.
E Alfredo è laggiù, negli Stati Uniti.
Aderisce alle forze armate americane e mantiene il suo grado, la sua destinazione è la città di Ogden, nello Utah.
Il ragazzo con la fisarmonica sa suonare bene anche il piano e così mette insieme una banda di 35 elementi, suonano inni italiani e americani nel campo militare.
E lì, al campo militare, c’è anche una giovane donna di nome Carol, lavora come segretaria.
Il destino a volte ti fa incontrare per breve tempo persone delle quali conserverai il ricordo anche se poi le vite finiscono per separarsi.
Ma allora com’era? Oh, allora Carol cantava!
E si esibiva con la banda di Alfredo, suonavano in un locale nei fondi della chiesa di Ogden.
Ed era il tempo del jazz, era il tempo di Glenn Miller, di Benny Goodmann e di Artie Shaw, era il tempo del ritmo e del ballo.
La vita scrive le trame, a volte ti porta lontano e poi ti riporta a casa.
E così Alfredo salutò Carol, si scrissero alcune lettere, lei poi si sposò ed ebbe quattro figli, l’ultima la chiamò Verona, in onore di Romeo e Giulietta, che romanticismo!
Alfredo tornò in patria nell’ottobre del ’45, l’anno successivo trascorse le vacanze in un paesino dell’entroterra ligure e lì conobbe la sua Evelina.
Sapete? Da quel giorno lei e il ragazzo con la fisarmonica non si sono più lasciati, perché la vita scrive le trame, a volte ti porta lontano ma poi ti riporta dove è destino che tu sia.
E la musica?
Beh, il ragazzo che aveva suonato il jazz nello Utah era seduto al pianoforte la sera dell’inaugurazione delle Caravelle in Corso Italia.
E continuò a suonare per lungo tempo con il suo gruppo: un pianista, un cantante e un chitarrista.
E tra gli altri conobbe Carlo Dapporto e Natalino Otto, le persone come lui hanno storie infinite da raccontare.
E il tempo passa.
Il signor Alfredo e la sua Evelina si sono conosciuti qui, a Fontanigorda.
E sono ancora qui, insieme.
Dopo tutti questi anni.
Sono nati nel 1920, si sono conosciuti nel 1946 e nel 2013 se ne stanno seduti uno accanto all’altra in Piazza della Chiesa a prendere il fresco.
La vita è una musica dolce.
E a volte la vita scrive le migliori trame e le storie più appassionanti: questa è una di quelle storie.

48 pensieri riguardo “Il ragazzo con la fisarmonica

  1. Grazie per aver raccontato in maniera cosi’ semplice ma davvero commovente la storia di….mio zio….accendere il cellulare alla mattina e leggere una storia “di famiglia” sul web e’ davvero una bella sorpresa

    1. Grazie a te di averla apprezzata.
      E’ una storia così bella la sua e quel ragazzo con la fisarmonica è un tipo proprio in gamba, bellissimo ascoltare i suoi racconti.
      Buona domenica a te!

  2. Bellissima storia. Penso sia capitato a molti di fare conoscenze o vivere emozioni che restano indelebili nella propria memoria, senza per questo stravolgere il corso della propria vita. Tanti auguri di buon proseguimento ad Alfredo e Evelina.

  3. io amo smisuratamente il suono della fisarmonica, perfino quella dei musicisti per strada, è un suono troppo poetico se si spande nell’aria

    bella storia, comunque, quella che hai scritto

  4. Nei paesi a volte ci sono storie degne di un film, come questa, sei stupenda, sai sempre cogliere l’attimo giusto in qualunque posto ti trovi.
    Porta un saluto affettuoso a questo signore che certamente vive intensamente dei suoi meravigliosi ricordi.
    Eugenio

  5. Che bella storia Miss di musica e d’amore! Commovente… Ma tu pensa, anche lì in vacanza, hai delle ottime muse ispiratrici leggo. Un abbraccio ad Alfredo e a Evelina. E uno forte anche a te.

  6. Una storia che mette di buonumore e fa ben sperare.
    Tu l’hai raccontata in modo speciale, come sempre.
    ti abbraccio e ti auguro una domenica al fresco…

  7. Non so se sto diventando fragile, ma storie come queste di vita semplice romantica e raccontate con leggerezza e con maniera tenera, mi emozionano…
    Grazie

  8. Buongiorno cara.
    Spero che lì da voi ci sia un po’ più fresco…qui si muore!!
    Grazie per questo racconto che ci fa dimenticare tutto il resto…un abbraccio e buon inizio di agosto, *Maristella*.

  9. …che dolcezza, per un pò mi sono dimenticata del caldo terribile
    Bacino Miss Fletcher
    Susanna

  10. Che bella storia. E che bello vedere queste coppie affiatate da tanti anni! Auguro loro di trascorrere insieme ancora tantissimi giorni di vecchiaia serena nel loro nido fontanigordese!

  11. Che storia meravigliosa. Quante storie hanno da raccontare i nostri vecchi, se li lasciassimo parlare, se stessimo ad ascoltarli. Tu l’hai fatto e ce l’hai regalata. grazie

  12. Sono due anziani seduti all’ ombra di un albero per una meritata frescura, direiche e’ una coppia speciale : con gli occhi pieni di antichi ricordi profumati di gioventu’ e, nelle orecchie il suono di una musica troppo grande per essere imitata,musica che ,allora come oggi ,puoi ascoltare con l’emozione nel cuore e la pelle d’oca. Se i loro sguardi si incrociano immagina Miss quanta complicita’ e amoreconquistati giorno dopo giorno,con la voglia che deve essere sempre cosi fino alla fine.. se li incontri salutali per me e di loro che li ammiro molto .Sempre grazie

    1. Sono la figlia, ho letto ai miei genitori il tuo commento , ti ringraziano stanno ricevendo un successo immenso , pensa alla soglia dei 93 anni!!!!! Grazie di cuore

  13. Io in casa di Alfredo ci sono cresciuta e sua figlia Annalisa è una sorella! Quel ragazzo suona ancora e l’organo della nostra parrocchia di santa margherita di Marassi ne è testimone…..Grazie papà Alfredo sei grande!
    Mari

  14. Ah! La fisarmonica…io ne ho una (sì, ho anche quella) del fratello di mio nonno. E’ un po’ sfiatata, avrebbe bisogno di riparazioni ma è talmente vecchia e pesante che sistemarla non ne vale la pena. E’ chissà, magari anche lei avrebbe una storia da raccontare

  15. È stato un racconto stupendo io ho avuto e ho la fortuna di vederli tutti i giorni andiamo a fare due passi con Evelina per il paese e Alfredo …. Che dire una persona fantastica io starei ore a sentirlo parlare …. Mi ha raccontato tutta la sua storia in tempo di guerra …. Le foto… Veramente commovente….. Anche se li ho conosciuti da poco sono veramente tanto affezionata a loro …. Evelina una dolcezza infinita!!!!! Complimenti ancora miss sketch re!!!!!!!

  16. Miss, se hanno storie da raccontare le antiche pietre, figuriamoci i vecchi… leggere questa tenerissima storia sapendone il mezzo finale, rattrista non poco… Alfredo ed Evelina, mi ricordano un po’ i miei genitori, mia madre era mancata a 87 anni nel 2003 e mio padre a 92 nel 2005… ti ringrazio molto di avermi passato il post…

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