L’insalata russa della nonna

Torno a parlarvi di un aneddoto di famiglia e la protagonista è ancora lei, mia nonna, già nota su queste pagine per un increscioso incidente diplomatico con un vicino di casa.
Mia nonna aveva tre fratelli e due sorelle, la sua famiglia di provenienza era altrettanto numerosa, accadeva spesso a quei tempi.
E così nei miei album delle foto in bianco e nero ho le immagini di tutti quei bimbetti in piedi uno accanto all’altro, dal più grande al più piccino, in scaletta.
Si era in tanti e far da mangiare era una faccenda impegnativa, bisognava provvedere a molti commensali.
Mia nonna era un’ottima cuoca e lo stesso vale per sua sorella, colei che cucinava quelle deliziose torte di carciofi coperte di impalpabili veli di pasta sfoglia, indimenticabili per me!
Ed entrambe avevano una tempra fuori dal comune, in casa mia ci sono state diverse donne di carattere.
E veniamo a quel giorno in cui la nonna decise di preparare una monumentale insalata russa, si favoleggia che fosse un vero trionfo, quindi immagino che lei ci abbia messo davvero tanto tempo a farla.


All’epoca la nonna era sposata e aveva già i suoi tre figli, il maggiore, unico maschio, era mio padre.
Ora, se è vero che io sono stata una bambina terribile vorrei dire a mia discolpa che non sono la sola.
Come si dice? Buon sangue non mente!
E infatti mio padre, affettuosamente chiamato Giovannino, non era certo da meno.
Per la cronaca, il vezzeggiativo rimase anche in età adulta e mio padre restò sempre Giovannino, sua mamma continuò a chiamarlo così anche quando lui divenne un uomo ben più alto di lei.
Ecco, Giovannino da piccolo faceva dei giochi mica tanto banali.
Tanto per fare un esempio, uno dei suoi ameni passatempi era munirsi di una grande conca sotto alla quale sistemava la sua innocente sorellina minore.
E quello era il carro armato, ovvio no?
E poi iniziava la battaglia, via! Una pioggia di sassi cadeva sulla conca, credo che lui si divertisse un sacco!
E là sotto c’era mia zia, povera bambina!
E quindi questo era l’elemento, al confronto io ero bravissima: mai lanciato sassi, solo uova!
Torniamo al giorno in cui la nonna preparò la gloriosa insalata russa che lasciò sul tavolo della cucina.
Nel frattempo Giovannino e alcuni suoi degni compari, tutti nel pieno dell’adolescenza, passavano nei dintorni.
I tre amici erano a zonzo e stavano passando da una strada soprastante il caseggiato e da quella posizione si vedevano bene il balcone e  la cucina della nonna con quella gigantesca insalata russa al centro della tavola.
All’epoca mio padre non aveva le chiavi di casa e a separarli da quell’invitante delizia c’era un evidente ostacolo: un altissimo muraglione.
Che fare? Bisognava calarsi giù, all’arrembaggio! E così fecero!
Una volta in cucina, senza alcuna remora, fecero fuori tutta l’insalata russa e lasciarono nel grande piatto di portata che la conteneva una minuscola porzione con un’oliva sopra.
Compiuto il misfatto se la filarono e io riesco a immaginare alla perfezione l’espressione attonita della nonna ma del resto così vanno le cose quando si hanno intorno dei ragazzini terribili.
E questa è la storia, la storia della monumentale insalata russa della nonna che finì come non doveva finire.

34 pensieri su “L’insalata russa della nonna

  1. Tu una bambina terribile?! Naaaaa…non ci avrei mai creduto e…buon sangue non mente, pare proprio!
    Ma comunque quell’insalata russa sarà stata speciale per essere stata “spazzolata” da ospiti inattesi 😉
    Ciao Susanna

  2. Divertente e antica questa storia. Somiglia tantissimo a una storia che volevo scrivere, ma ormai è troppo uguale. C’era mia nonna e un budino messo sulla finestra a raffreddare. E c’era Tegagno che faceva le balle di fieno nel campo vicino al vigneto…

  3. Credo che quando ci sono degli adolescenti che passano dalla cucina coi loro amici l’unica sia mettere la cena sotto chiave! Una mia amica si è vista sparire un’intera teglia di pollo alle mandorle…e quando ha aperto il frigo per ripiegare sul prosciutto…era sparito anche quello! 😀 bacioni

  4. La carne che cresce non conosce ostacoli, la fame quando bussa è come un fiume in piena travolge…… anzi…..”Ao’ se’ magna tutto”…..noi postbellici eravamo uguali….manco i frutti su gli alberi facevamo maturare….bella simpatica storia Miss, spiace per la Nonna….un caro saluto!!!:)))

  5. Ahahah…non solo leggerti è sempre un piacere, ma i tuoi ricordi si raccordano i miei, portandomi alla dolcezza dei tempi duri e felici in cui c’erano i nonni, quei nonni meravigliosi che con poco ti portavano in paradiso!
    Ti abbraccio,
    Tatiana

  6. Che bella storia e che simpatico quel gruppo di ragazzini. L’oliva sull’ultimo cucchiaio di insalata e’ un capolavoro. Chissa’ se la nonna l’avra’ presa in ridere oppure no.

  7. Troppo forte il tuo papà. Il mio, ai tempi delle elementari venne rinchiuso nell’armadio di classe ( eh, sì, una volta i maestri davano anche queste punizioni!) e si mangiò il panino con la frittata che si era portato da casa il suo maestro!!!!! Che simpatici ragazzacci il tuo e il mio papà!! Bacibaci

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