Billy Budd, marinaio

Billy Budd è un marinaio, gabbiere di parrocchetto imbarcato su una nave da guerra inglese.
Billy Budd ha ventun anni, a quanto si dice in giro sarebbe un trovatello.
E tuttavia ha in sé il marchio della nobiltà, Billy Budd ha una bellezza eroica, i suoi tratti hanno linee straordinariamente armoniose.
Il nostro gabbiere non sa leggere né scrivere ma si diletta con il canto, da uomo di mare non si può dire che sia esente da vizi ma ha anche certe notevoli virtù, prima era imbarcato su un mercantile e ha lasciato un bel ricordo di sé, tutti gli volevano bene, a bordo era lui il paciere.
Billy Budd, sailor è il titolo dell’ultima opera di Herman Melville, pubblicata postuma nel 1924.
E già dalle prime righe lo scrittore vi lascia familiarizzare con il giovane marinaio, delinea il suo ritratto a carboncino, tracciando le sfumature della sua personalità e vi porta lassù, su quella nave.
Una nave è la metafora del mondo, un nave è la metafora della vita, la differenza la fa soltanto la scrittura, Billy Budd non è solo un racconto marino, Melville sonda le debolezze degli uomini con il talento di chi sa osservare le pieghe dell’animo umano e i suoi lati oscuri.
Tre personaggi principali si muovono sulla scena: Billy il Marinaio e John Claggart il capo d’armi, il suo antagonista che lo accusa di tramare un ammutinamento, a lui Melville attribuisce una crudeltà congenita, connaturata nella sua stessa persona.
Tra i due il Capitano Vere al quale toccherà l’amaro compito di segnare il destino di Billy, seguendo le dure leggi del mare.
Questo non è un romanzo di buoni sentimenti, Billy il puro è preda dell’ira, compirà il gesto che segnerà la sua sorte e lo precipiterà nella parabola ascendente di un angelo caduto.
La trama di questo libro in realtà è lineare, a prima vista non pare avere sovrastrutture nascoste, eppure tra le righe di Melville c’è la grandezza e al contempo la bassezza dell’uomo.
Claggart è mosso da un’ignobile invidia nei confronti di Billy, vede nel suo gioioso modo di essere e nella sua bellezza i tratti di una natura per lui inesplicabile:

…a nature that, as Claggart magnetically felt, had in its simplicity never willed malice or experienced the reactionary bite of that serpent.

 …una natura che, come Claggart magneticamente sentiva, nella sua semplicità non aveva mai desiderato malizia o sperimentato il reazionario morso di quel serpente.

Magneticamente, la potenza e la forza dell’innocenza attraggono come una calamita e scatenano la negatività, Claggart matura a cynic disdain of innocence, un cinico disprezzo dell’innocenza.
E in parallelo Melville vi lascia percepire l’opposta maniera di sentire di Billy, lui è amato e benvoluto da tutti i suoi compagni e non sa comprendere la natura dei malevoli sentimenti di Claggart, non sa avvertire il pericolo.
E’ questo il peccato di Billy Budd, la sua innocenza, è questo il lato del suo carattere che lo condurrà alla rovina, lui ci arriverà quasi precipitandoci dentro, seguendo il flusso degli eventi.
E come potrebbe essere altrimenti?
Lui è un marinaio, il suo tratto distintivo è la semplicità, come dice lo stesso Melville:

The sailor is frankness, the landman is finesse.
L’uomo di mare è franchezza, l’uomo di terra è finezza.

Un racconto di circa cento pagine che  fluisce come un’onda dell’oceano e offre spunti diversi, a seconda della vostra sensibilità e del piano di lettura che vorrete cogliere.
Io tra le pagine di Melville ho trovato saggezza e contemporaneità, un tratto comune ai grandi della letteratura.

Who in the rainbow can draw the line where the violet tint ends and the orange tint begins? Distinctly we see the difference of the colors, but where exactly does the one first blendingly enter into the other? So with sanity and insanity.

Chi nell’arcobaleno può tracciare la linea dove il viola finisce e comincia l’arancio? Vediamo distintamente la differenza dei colori, ma dove esattamente l’uno si compenetra nell’altro? Così è per la lucidità e la follia.

12 pensieri riguardo “Billy Budd, marinaio

  1. Non ho mai letto Melville, lo so è una vergogna…
    Però mi hai davvero fatto venir voglia di conoscerlo, questo Billy Budd; un bel personaggio ricco di sfaccettature. Buon lunedì 🙂

  2. Melville è una passione: o lo ami o non lo ami. Io ho letto Moby Dick e non l’ho amato affatto. Bartleby e Billy Budd sono caricati sul mio tablet in attesa di quella voglia lì…
    Billy Budd potrebbe farcela col sostegno di Vinicio che gli ha dedicato un bellissimo pezzo http://youtu.be/uA6iCEKGgs8

  3. ho degli amici pesarese e fanesi, Marche, terra di mare. Avevano un gruppo musicale, chiamato ” Rosso colore” , là nelle Marche, amanti e ” specializzati” in Fabrizio ( De Andre’- l’unico Fabrizio al mondo) Una delle loro canzoni più belle, scritte da Franco ( Francone, vista quella che era la su mole…) si intitola ” Billy Budd, il marinaio”.Come sempre mi fai ritrovare pensieri ed emozioni.E meravigliosi ricordi. Emanuela

  4. bella recensione, Miss… non ho letto Billy Budd, ma avevo visto il film e mi era piaciuto… poco dopo ho comprato Moby Dick, ovviamente con la buona intenzione di leggerlo, ma sai com’è… soprattutto quelle buone, mica sempre vanno in porto, spesso stagnano in quel mare che divide il dire dal fare…

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