Alla spiaggia, con la consueta eleganza che si addice alle signore di benestanti famiglie borghesi: l’abito chiaro, il cappello con il fiocco, la posa garbata.
La bimbetta, intanto, arriccia il nasino e si mordicchia il labbro.
Alla spiaggia, con i piedini che affondano nella sabbia fine.
L’estate, in un altro tempo, per alcuni è davvero strano farsi fotografare.
La giovane mamma sorregge orgogliosa il suo frugoletto e sarà un ricordo da conservare negli anni che verranno.
Guarda, eravamo così, io e te.
Nonna Caterina: i suoi occhi hanno veduto tanta vita, il suo viso è segnato da rughe e il suo portamento austero.
Madri e figlie, sogni e desideri, presente e futuro.
Alla spiaggia, tutte insieme.
Stile e rigore.
Un copricapo nero con una piuma vezzosa, zia Ester si contraddistingue sempre, nulla è lasciato al caso, nemmeno il suo sguardo.
E accanto a lei c’è Marietta: quando è arrivata in questa famiglia era appena una ragazzina e lì è rimasta.
Donna semplice, pratica e saggia, lei compie il suo dovere con encomiabile giudizio e con sincera dedizione: questa è anche la sua famiglia, in un certo senso.
Poco distante, ritta in piedi davanti alla cabina, c’è Margherita, anche lei lavora in quella casa e ha imparato tutto da Marietta.
Paziente, giudiziosa, timida, è una ragazza abituata a parlare poco.
Margherita ascolta, annuisce e obbedisce.
Alla spiaggia, con i capelli raccolti e le maniche lunghe.
Un impaccio quando hai pochi anni e forse vorresti correre il libertà e invece no: stai seduta tra i parenti, un po’ imbronciata, forse annoiata, con le mani in grembo.
Alla spiaggia.
Con gli abiti chiari, per stare freschi.
Bianco candore per grandi e piccini.
E poi un gesto maldestro e uno dei piccoletti sembra quasi scivolare giù, sulla sabbia.
E il sole batte e il mare accarezza la riva e non c’è un alito di vento che porti via i lindi cappellini di questi bimbetti.
Il mio naturalmente è un gioco di fantasia, non conosco i nomi di queste persone, ho solo provato a fare qualche supposizione su tutti loro che sono ritratti nella medesima fotografia.
E in tutta questa garbata compostezza, uno solo è il bambino che mi colpisce.
Che ci fa là in mezzo?
Dagli abiti e dalle maniere direi che non è parte di questa famiglia.
Porta le bretelle, la maglietta a righe, dei pantaloncini di un’altra stoffa, è spontaneo e sfodera un sorriso sfrontato da piccola peste.
L’amico che ogni bambino vorrebbe per combinare guai, magari sulla spiaggia.
Un frammento, un tempo che è passato.
Resterà un ricordo dolce e nostalgico, memoria di quel giorno alla spiaggia.









che meraviglia queste immagini
Sono bellissimi tutti, vero? Grazie, buona giornata a te!
grazie a te ….
Questa foto è un capolavoro. C’è tutto, incluso un metraggio di tessuti assurdamente abbondante per recarsi in spiaggia sotto il sole… poveri bimbi con quelle maniche lunghe doveva essere proprio un tormento. L’insieme però è veramente delizioso 😊😊 baci!
Ho questa foto da tantissimo tempo, cara, aspettavo l’estate per pubblicarla.
Vero, sono tutti fin troppo vestiti, da una parte c’è da sperare che non fosse proprio estate piena ma i bambini sono a piedi nudi e quindi doveva far caldo.
Noi non ce la faremmo mai a stare alla spiaggia con tutta quella roba addosso, vero? Un bacione Viv, grazie!
Sono davvero bellissime, sia le immagini, sia le tue supposizioni. La storia delle famiglie è proprio nelle fotografie che restano e veicolano ricordi. Ricordo un portfolio molto particolare proprio con le foto dei miei familiari, trisavola compresa: quando è stato esposto ho potuto raccontare episodi che mia nonna,con in mano quelle foto, mi aveva raccontato.E sono racconti che a mia volta ho tramandato. Buona giornata,Miss.
Susanna
Le fotografie aiutano a scoprire come eravamo, per me è un bellissimo gioco così affascinante.
Buona giornata a te Susanna!
Miss Fletcher gioca e assegna nomi, modi di essere e destini… ma soprattutto risale e trasporta nel tempo, con la stessa naturalezza con cui la funicolare, dalla Zecca porta al Righi…
Grazie Sergio, questa foto mi piace in modo particolare!
Ricordo mia nonna Teresa che si bagnava infagottata in un grembiulone nero,un burkini ante litteram!
Povere le nostre nonne, chissà che caldo!
Mamma mia com’erano tutti coperti! Chissà se si fa l’abitudine, o se si soffre tremendamente. Le cabine, invece, son sempre le stesse
In effetti doveva essere sfiancante, mi sono fatta la stessa domanda!
Ne abbiamo fatta di strada!!! Però è bello rivedere “stralci” della nostra storia. Grazie per la condivisione e buona serata.
Sono cambiate tante cose, sì!
Sai quanto amo le tue interpretazioni di queste vecchie foto. Invento mondi molto possibili.
E io mi diverto un mondo, cara!
Si sente leggendo
Ne sono felice cara!
com’erano diversi i modi di vivere l’estate rispetto ad oggi, una volta si era vestiti praticamente in spiaggia, ora si va nudi anche al supermercato. (:-))
Buona giornata.
Hai ragione Max, è così! Buona giornata!
Guardando queste foto, mi immagino come sarebbe stata la nostra vita se fossimo nate in quell’epoca. I nostri soggiorni estivi sarebbero stati decisamente molto diversi 😃
Direi proprio di sì, cara Mari! Un bacione amica mia!