All’ombra degli alberi

Tra le dita delle donne scorrono i fili sottili, gli aghi lucenti, le stoffe lisce e chiare.
Ed è una quotidiana opera di precisione e pazienza, è cura, dedizione e amore, le voci cantilenano in sottofondo e accompagnano il ritmo di un lavoro certosino.
È un giorno qualunque, all’ombra degli alberi, uno della famiglia si improvvisa fotografo e si mette oltre la recinzione a catturare qualche immagine di momenti felici.
Sulla panca di legno il piccino di casa se ne sta seduto vicino alla scatola bella dove si conservano i rocchetti di filo, i bottoni dorati, le forbici e il puntaspilli.
È un giorno qualunque e le mani delle donne si muovono svelte, lei è così materna e paziente, osserva dolce e bonaria, timida forse, arrossisce e sorride appena.

Le mani delle donne preparano tovaglie, tende delicate, vestine candide e vaporose, camicini per neonati, ogni momento della vita ha il suo gesto gentile.
L’ago trapassa la stoffa e la tela prescelta, il ricamo prende forma punto dopo punto.
E ancora c’è una scatola che racchiude tutto ciò che occorre a queste donne per i loro lavori.

Sono sapienti gesti antichi e la bambina con il cappellino osserva da lontano con curiosità.
E si chiacchiera, si discute amabilmente, ognuna di loro ha una famiglia numerosa di cui prendersi cura, ognuna ha gioie, pensieri e fatiche.
E ognuna ha cifre da mettere sugli asciugamani, orli da rifare, sogni da realizzare.

Poi il tempo scorre e compie le sue evoluzioni, i giorni svaniscono e quasi non sembra possibile che accada così in fretta.
E le bimbe che si vedono sullo sfondo diventano grandi, da giovani spose anche loro conoscono a memoria l’arte di tagliare, cucire, ricamare e prendersi cura dei propri cari.
In qualche luogo forse saranno ancora conservate quelle tovaglie, i centrini, i fazzoletti bordati di pizzo e gli asciugamani bianchi con le frange, forse sul fondo di qualche cassetto avranno trovato posto le due scatole dei fili, quelle belle con le decorazioni.
C’erano le parole, c’erano queste donne, pazienti e amorose madri di famiglia.
Ed era un giorno qualunque, su una panca di legno, all’ombra degli alberi.

15 pensieri riguardo “All’ombra degli alberi

    1. Grazie Sergio, è una foto che ho preso insieme ad altre e certo non ha lo stile di un grande fotografo, c’è però la vita vera, quegli sguardi e quei sorrisi, nella sua semplicità la trovo splendida.

  1. Altri tempi! Io sono di una generazione cresciuta lontano da questo sapere prezioso. Qualcosa da piccolina ho fatto, ma per gioco. Oggi un po’ mi dispiace, perché non so neanche rammendare una calza!

  2. Hai proprio ragione Miss… era la felicità della giornata qualunque … non ci sono esplosioni di gioia in questi volti ma un serafico equilibrio di serenità costante …nella precisione di quei ricami e’ contenuta la pienezza di esistenze femminili paghe di quelle lente giornate di serena condivisione … come molti, conservo nei cassetti testimonianze di quei lavori e li maneggio ancora con amorevole attenzione … Poi un giorno i ragazzi improvvisano uno striscione di auguri per una festa di compleanno, utilizzando un pezzo del corredo dei nonni che ha appena attraversato due secoli… nella versione 2.0 perdura solo per un giorno …

  3. È vero quel che scrivi, forse non è la prova di un grande fotografo ma c’è tanta vita e mi sono sempre piaciuti questi consessi femminili in cui si cuce insieme, si chiacchiera e si sta insieme, come quando in America cucivano i quilt (scommetto che hai visto il film con Winona Ryder). Baci!

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