Monumento Nicolò Mangini: il tempo e la caducità della vita

È un uomo stanco, esausto, piegato dalle fatiche della vita.
Ha il volto incavato, i suoi occhi paiono chiudersi, il suo respiro sembra affannato, le rughe del suo volto raccontano gli anni e i giorni.
È un uomo stremato e ha lungamente vissuto.

Così sfiancato, simbolicamente seduto sulla scala della vita, egli custodisce l’eterno sonno del Cavalier Nicolò Mangini, commerciante e capitano marittimo, sulla tomba collocata nel Porticato Superiore a Levante del Cimitero Monumentale di Staglieno.


La figura di questo anziano così languente e privo di forze si deve ancora al talento magnifico di Santo Saccomanno ed è un’ulteriore rappresentazione del tempo, totalmente opposta alla figura fiera, poderosa e prestante posta sul sepolcro di Erasmo Piaggio.
Il tempo pare aver terminato il suo tempo e il suo lungo cammino.

E così rimane appoggiato, fragile e fremente.

Curvo, sofferente, debole, sul confine tra la luce e l’ombra.

La sua pelle è sottile e rugosa, le sue dita segnate dalla vecchiaia sembrano incerte e prive di vigore.

E così si abbandona.

Alla base della statua, in corrispondenza del piede, è incisa un’iscrizione, sono le seguenti parole tratte dal Canto III dell’Inferno di Dante: tutti convengon qui d’ogni paese.
L’uomo antico, vecchio e stanco è una figura talmente drammatica e tragica da essere la perfetta rappresentazione della caducità della vita.

Così rimane il tempo, fragile e indifeso, sulla tomba di Nicolò Mangini.

8 pensieri riguardo “Monumento Nicolò Mangini: il tempo e la caducità della vita

  1. Premetto che il monumento è molto interessante e ha indubbiamente un suo fascino per non dire della grande perizia dello scultore ma se mi permetti una considerazione più umana, pensando ai vivi che vengono a pregare sulla tomba, continuo a preferire soggetti che trasmettano meno cupezza, come certi angeli meravigliosi… Già la morte di una persona cara non è una cosa facile se poi ci aggiungi il memento della fatica di vivere l’umore va proprio alle stelle. Detto questo resta bellissimo, le mie son le chiacchiere che immagino di fare con te passeggiando per Staglieno mentre ammiriamo i monumenti e me li spieghi a uno a uno… bacioni cara e buona giornata!

    1. Cara, guarda che io la penso come te, questo monumento è tutto tranne che rasserenante e anzi suscita un senso di apprensione.
      Sul libro del Resasco c’è scritto che all’epoca della sua realizzazione suscitò lo stesso stupore ma si vede che i parenti del defunto avevano una diversa opinione.
      Resta comunque un’opera di grande talento.
      Grazie a te cara, un bacione!

  2. Lo scultore ha certamente interpretato il dolore dei famigliari che avranno pur descritto i lineamenti fisico /culturali, nonchè le gesta di questo valoroso capitano di lungo corso,se non considerassi questo aspetto,anch’io la vedrei fuori luogo tutta questa mestizia.Per la posizione che ricopriva anche a livello di Governo(all’epoca)penso che fosse un uomo ben voluto e stimato da molti.
    Per quanto molto bella la scultura,la trovo um pò cupa,non si addice a un uomo valoroso e alle sue gesta nell’area della marina mercantile ligure.My Dear Miss ne hai tessuto un commento che a lui farà molto piacere ricordarlo insieme a tutti noi.
    Grazie,che coi tuoi accenti colorati di sensibilità,hai delineato la lunga e faticosa vita di un uomo valoroso:gloria a lui,e grazie a te Mauro

  3. Miss, notevole abilità, quella del Saccomanno… peccato che un tappeto solo non basterebbe a nascondere la polvere che lo ricopre…

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