Le coppette della campagna stavano nella casetta di Fontanigorda e ora sono diventate coppette di città.
A dire il vero, come molti degli oggetti che solitamente abitano in certe case di campagna, in una precedente vita erano già state coppette di città e quindi, dopo aver cambiato il loro destino, si può dire che sono ritornate alle origini.
Le coppette della campagna hanno quindi trovato posto nel mobile della cucina e sinceramente non mi sembra di averle viste spaesate, del resto è da più di mezzo secolo che ci frequentiamo: o di qua o di là sempre noi siamo!
Come tutto ciò che ha molto vissuto, anche le coppette della campagna hanno qualche imperfezione e qualche acciacco, anche loro portano i segni del tempo, è un fatto inevitabile per ognuno di noi, anche per delle oneste coppette che hanno sempre fatto il loro dovere.
In tutti questi anni, nel loro quieto soggiornare nella credenza di Fontanigorda, hanno avuto stagioni sonnecchianti e pigre, in inverno e in altre stagioni lassù non ci si andava mai e le coppette stavano lì pazienti ad aspettare accanto alle altre stoviglie.
Quando poi arrivava l’estate arrivava finalmente anche per loro il momento di entrare in servizio e devo dire che le care coppette si sono sempre comportate egregiamente.
Le coppette della campagna hanno di volta in volta ospitato macedonie di frutta e golosi dessert, morbidi budini, gelati alla panna e alla stracciatella.
In particolare però queste coppette hanno accolto la delizia delle fragoline di bosco che maturano alla fine di giugno e poi la freschezza dei lamponi e dei mirtilli e infine la bontà delle more che sono le ultime a maturare tra i frutti di bosco.
E così le coppette della campagna hanno ora un nuovo destino e continuano, in qualche modo, ad accompagnarmi.
Con la dolcezza del ricordo di ciò che si è vissuto insieme, nei giorni lontani e in quelli più vicini.

Grazie di averci fatto conoscere la storia di queste coppette, umili e fedeli al loro indefesso servizio! Forse i furesti non conoscono la parole ‘cuppette’, così come le ‘cicchette’ del caffè. Mi viene in mente mia nonna e quel lento e sapiente modo di vivere che non c’è più… Ma sta a noi farne rivivere il buono! Sursum corda!
Sì, proprio umili e fedeli compagnie, hai ragione amica mia. Un abbraccio a te!
Mi hai fatto venire in mente le coppette di casa della nonna che usavamo per raffreddare la minestrina! Quelle coppette non ci sono più, ma ogni volta che faccio la minestrina ai miei figli, prendo le nostre coppette bianche ma vedo le coppette rosse e fiorate della nonna
Questa cosa è bellissima e commovente, Benedetta, grazie di averla condivisa con tutti noi e benvenuta qui!
tenero, Miss, questo doppio rientro alla base… sono forse le uniche due coppette salvatesi di un servizio da sei?
Eh sì, è possibile!
Io sono molto meno sentimentale ma alcuni oggetti del passato che ci hanno accompagnato per anni fedelmente meritano di continuare a farci compagnia. Quindi evviva le coppette di campagna! Baci cara
Sì, alcune cose meritano proprio di essere salvate, non si può fare diversamente. Un bacione Viv!
Hai scelto anche un bel centrotavola per queste tue deliziose amiche!E come ti comprendo my dear,io che conservo anche i sassolini ricordo.Sono molto belle,e quel filo dorato segno della loro antica gloria,le rende ancora più vistose.Conservale pure Miss lo meritano.Un abbraccio Miss Fletcher Mauro
La tovaglietta l’ho fatta e ricamata io, mi piace molto. E le coppettine si trovano bene, come hai letto, sapevo che mi avresti capita. Un abbraccio a te caro, grazie.
Ciao Miss Fletcher,
Ti chiedo scusa, è da tantissimo che non mi faccio sentire qui sul tuo blog. Sono felicissima di sapere che non sono l’unica persona sentimentale che si affeziona alle cose. La storia di queste coppette, per me, è bellissima e guardandole riesco ad immaginare i bellissimi giorni di cui hanno fatto parte e quelli di cui faranno parte in futuro. Anche io ho alcuni oggetti che per me hanno un significato importante. Magari apparentemente sono piccole cose ma mi accompagnano da che ho memoria e non riuscirei a separarmene ❤️
Ma di cosa ti scusi Enrica, bentornata qui e grazie delle tue belle parole, certi oggetti suscitato queste nostalgie che anche tu conosci, buon pomeriggio a te.
e faranno ancora il loro dovere egregiamente. Che bei ricordi, anche da mia mamma resiste ancora qualche stoviglia di mia nonna. Bellissima la tovaglietta.
Sì, sì, se la cavano. Grazie per aver apprezzato la tovaglietta, l’ho fatta e ricamata io. Buona giornata Giuseppina!
ahh come ti comprendo!!! Ci son cose senza tempo come le stoviglie color nostalgia ..
Eh cara, proprio così!
Che belle e quanta storia! E poi così comode, faccio fatica a trovarne della stessa capacità
Non ci avevo pensato, hai ragione.