Era un caldo giorno d’estate del 1928, le protagoniste di questa vicenda sono due graziose signorine e colleghe, entrambe sono impiegate alle Poste: una è telegrafista e l’altra è telefonista.
E così eccole, solerti e puntuali, varcare la soglia del Palazzo delle Poste, salgono sull’ascensore e mentre questo si avvia nel suo viaggio verso l’alto le due traggono dalla borsetta la cipria con il suo piumino e si rifanno il trucco con delicatezza.
E ad un tratto, improvvisamente, tac!
L’ascensore si blocca tra il secondo e il terzo piano come un testardo tram della Uite, chiosa il giornalista del quotidiano il Lavoro che riporta la notizia sul giornale del giorno 11 Luglio.
Comprensibilmente le due signorine iniziano ad agitarsi, la telefonista con la voce tremula chiede aiuto.
Nel frattempo il personale di servizio nell’edificio si accorge della situazione e tutti quanti si mettono a schiacciare tutti i tasti possibili senza però ottenere alcun risultato.
Un bell’affare, guarda cosa va a capitare a due povere signorine che volevano solo andare al lavoro!
Arriva quindi un valoroso che si arrampica sulla cabina, ne scoperchia il tetto e cerca di di far coraggio alle due giovani.
E qui vale la pena riportare il sagace scambio di battute tra il galante gentiluomo e le due malcapitate signorine.
– Siete ancora vive?
– Respiriamo ancora…
– Vi lanceremo viveri per tre mesi… poi vedremo… coraggio e in alto i cuori…
– Più alti di così, tra il secondo e il terzo piano…
Povere signorine, che situazione!
Dopo mezz’ora, finalmente, l’ascensore viene riparato e le due giungono al piano terra sane e salve.
Il giornalista, al quale non mancava un certo spirito inconfondibile, così concluse il suo articolo:
E le signorine salirono a piedi la scala che parve loro bella, fresca, divina come quella che porta al Paradiso.
Ora, d’accordo che son passati quasi cent’anni e la tecnologia ha fatto passi da gigante ma, particolarmente in estate, anch’io preferisco usare le scale piuttosto che l’ascensore.
Non si sa mai, non vorrei ripetere la disavventura delle due signorine.

a proposito di Paradiso, Miss, su quello di Castelletto, estate o inverno, ci sali tranquillamente…
Senza problemi, hai ragione caro Sergio!
Concordo che l’idea di restare chiusi in ascensore d’estate sia davvero disturbante ma mi ci sono dovuta adattare, 8 piani a piedi sono davvero un po’ troppi specie con la spesa. Bacioni!
Ach, otto piani sono tosti, in particolare con la spesa, hai ragione.