È primavera, a breve sarà estate, è tempo di stare all’aria aperta.
In queste stagioni luminose mi viene in mente uno di quei desideri che raccontano una certa serenità: il cesto da picnic.
La prima volta che rimasi a bocca aperta davanti a una selezione di cesti da picnic fu molti anni fa, da Harrods a Londra.
Immagino di non essere l’unica ad essere rimasta strabiliata, ricordo benissimo la sensazione: allora non avrei saputo davvero quale cesto scegliere.
Le tovagliette a quadretti oppure a fiori, i bicchieri, i piatti assicurati con le cinghie contro il coperchio, le posatine tutte in fila e tutti gli accessori indispensabili per un pranzetto sui prati: il cesto di vimini intrecciato contiene tutto questo e molto di più.
E sì, infatti io ho sempre pensato che un cesto da picnic sia semplicemente il complemento e il coronamento della felicità.
In effetti, quando hai una bella famiglia, dei bimbetti allegri e felici, o magari un amore corrisposto e tanti amici con cui trascorrere il tempo, che cosa mai potrebbe mancarti? Il cesto da picnic, per l’appunto!
Poi ci metterai i tramezzini con la crema di prosciutto, un’insalatina di farro e verdurine fresche, quanche formaggio morbido, la frutta succosa, il caffè caldo nel thermos e l’aranciata.
E poi ci metterai anche l’allegria, le risate, la condivisione, i ricordi da costruire insieme, un cesto da picnic secondo me sa essere capiente più di quanto sembri.
E sapete, dai luoghi visitati, in genere, porto con me anche il ricordo di talune persone incontrate per caso e mai conosciute, non so come accada ma mi rimangono come impresse nella memoria in maniera del tutto naturale e imprevedibile.
In quel lontano tempo londinese feci una gita nella campagna inglese ed mi capitò di incrociare una splendida coppia.
Erano giovani, belli, eleganti e andavano a cavallo nella campagna inglese, parevano veramente usciti da un romanzo di Rosamunde Pilcher.
Ecco, appena li vidi allora pensai:
– Adesso se ne vanno verso il loro cottage, lasciano i cavalli nelle stalla, prendono il cesto da picnic e si dirigono insieme verso un bel prato, all’ombra generosa di un grande albero.
Non so se poi sia accaduto davvero ma mi piace pensarlo.
Perché in fondo il culmine della felicità, a volte, può essere semplicemente un orizzonte pacifico e un cesto da picnic.
Il Perigeo – Piazza Portello (Genova)

Sono sempre piaciuti tanto anche a me questo cesti. Evocano come hai detto tu immagini di giornate serene e di relax in campagna. Buona domenica…..e magari buon pic nic….
Sì, che bellezza, mia cara. Buona domenica a te!
Ho anche io il ricordo di alcuni meravigliosi cestini di Liberty! Già dal prezzo si intuiva che, per apprezzarli appieno, sarebbero occorsi anche un paio di domestici che si occupassero sollecitamente di tutte le vettovaglie che il cestino non poteva contenere. E magari anche un bel calessino. Però in mancanza del contorno mi accontenterei anche di un bel pratino e di un semplice cestino in vimini… bacioni! Buona domenica
Sì, è vero, c’era anche tutto questo contorno che di certo non poteva mancare, cara Viv, un bacione grande a te!
Ahhh cara!!! Proprio recentemente ho rinvenuto tra oggetti di famiglia, un cesto di vimini da picnic .. non immagini quale sorpresa ed emozione ha suscitato in me questo ritrovamento!!! Il pensiero mi ha immediatamente riportato a quegli anni 70 in cui la domenica le famiglie italiane partivano con la piccola automobilina per la gita fuori porta in campagna… alla ricerca di un bel prato o di un albero frondoso… e non erano solo panini, ma ripieni alla genovese, fette di cima o squisite torte salate… mi sono ritrovata avvolta dai ricordi di quella semplicità che era felicità inconsapevole… il tempo fluiva serenamente senza pretese… si conversava, si rideva con ilarità mai sguaiata e si giocava improvvisando all’ aria aperta… unici testimoni di quella giornata erano i presenti o al massimo qualche scatto fotografico per potersi ricordare di quel giorno o per raccontarlo agli amici piu’ stretti..
In fondo, basterà trovare l’ incastro giusto tra gli impegni di tutti per realizzare una domenica vintage in questa stagione primaverile che sta facendo il suo ingresso… porterò il mio cestino e la tovaglia a quadretti, qualche manicaretto … ma come sarebbe bello dimenticare a casa i cellulari!!!!
Uh che magnifico ritrovamento, quando si andava sui prati negli anni ’70 era tutta un’avventura bellissima, anch’io ne ho memoria.
Buona giornata cara, grazie.
Si si Miss,dove descrivi i particolari delle vivande a quest’ora mi fai venire appetito.E qui il bel sole non manca.Però ancora vedo famiglie che scelgono il famoso cestino per le gite di fine settimana.Buona domenica Miss Fletcher
Un picnic sui prati è sempre una buona idea, mio caro! Buona domenica!
Ah yes the picnic basket! You’ve taken me back this misty May morning to picnics in the Polo Grounds in Dublin’s Phoenix Park, back in the 1970s. Flasks of tea, ham sandwichs and sandwich spread followed by Boland’s Custard Cream biscuits! Happy memories.
What a good time in Dublin, nice remembrance of your past. Have a good sunday dear, thank you.
uh Miss, questo post mi riporta ai miei primi tempi argentini, quando coi vicini di casa che avevano la macchina, si andava “al campo” a fare picnic nei dintorni di Buenos Aires, e mia madre preparava i “mundeghili” (polpette milanesi), che piacevano da matti ai vicini… certo la nostra attrezzatura era piuttosto carente; niente cesto liberty, al suo posto, la mia cartella di prima elementare…
Che bel ricordo, Sergio, le polpette della mamma poi saranno state deliziose!
I picnic sono tra le cose più belle da fare, è davvero l’emblema della felicità semplice e vera, secondo me 🙂
Vero, proprio così, mia cara!
Li adoro! I più belli che ho visto li ho ammirati nella Villa Ephrussi de Rothschild, a Cap Ferrat, e se non erro appartenevano all’Imperatrice Sissy. Erano così carini che li hanno tenuti in esposizione.
Ah, chissà che eleganza, Meg!