È una fanciulla aggraziata, morbide chiome cadono sulle sue spalle e incorniciano il suo viso.
Così si erge, tra i crisantemi, delicata ed eternamente giovane.
Questa è la tomba della famiglia di Severino Quaglia e qui riposa l’adoratissima Luigina che visse appena 15 primavere e se ne andò nel 1912, come si legge sulla lapide.
Alle spalle della statua, sullo sfondo, seppur segnata dallo scorrere del tempo, si nota scolpita nel marmo una figura femminile che forse potrebbe rappresentare l’anima che sale verso l’eterno.
Ai piedi della fanciulla si leggono i versi tratti dal I Canto del Paradiso di Dante e usati dal poeta per descrivere Beatrice.
Cade il morbido abito e lascia scoperta la spalla della fanciulla.
È fragile la vita, caduca è la gioventù.
La mano gentile affonda tra i fiori.
Questo monumento così colmo di grazia è opera dello scultore Antonio Besesti ed è collocato nella Galleria Frontale del Cimitero Monumentale di Staglieno.
Così è custodito l’eterno sonno della famiglia Quaglia e della dolce Luigina, eternamente fanciulla che visse soltanto 15 primavere.






















