A Fontanigorda, sulle strade già percorse

Ogni volta che ritorno a Fontanigorda, pur brevemente e per poche ore, ogni luogo è memoria e ricordo e sensazione già vissuta in diverse epoche della vita.
La strada che porta al paese, non si riusciva mai a farla tutta senza fermarsi perché nei piccoli paesini si incontra sempre qualcuno che si conosce e allora ci si ferma a parlare o chissà che altro.

E tutto è come sempre è stato, mentre  fiori allegri sbocciano generosi nei vasi.

Il campanile, gli angeli, il cielo azzurro.

E la strada per il Bosco delle Fate, fatta migliaia di volte, di corsa o in bicicletta, con le ginocchia sbucciate e più con calma, poi.

E le ortensie che delicate fioriscono sotto il sole.

Una delle mie panchine, quella dove mi fermavo a guardare le stelle e ad ascoltare le cicale, seduta qui ho letto un intero libro di Stendhal.

Il Bosco delle Fate, gli alberi.

E le foglie che cantano nel vento.

Le piccole mele sui rami protesi verso la luce.

E le zucchine negli orti con i loro fiori densi di sole.

Le finestre fiorite, nel tempo d’estate.

Le nuvole vaghe sui monti, il cielo, un orizzonte che per me è nostalgica e indelebile memoria.

Al Bosco delle Fate

Vi porto con me al Bosco delle Fate, un luogo dal nome fiabesco ed evocativo, uno dei posti prediletti da tutti noi che veniamo in vacanza a Fontanigorda.
Il Bosco delle Fate si trova a pochi passi dal centro del paese ed è un’oasi di verde e di freschezza, il posto perfetto per trascorrere il tempo nelle giornata calde.

Non mancano le fontane dalle quali sgorga cristallina l’acqua limpida di Fontanigorda.

Il Bosco delle Fate, poi, è il luogo dove esercitare sport e diversi passatempi.
In quella zona, infatti, trovate il campo da tennis e un percorso per giocare a minigolf, più in alto c’è il campo da pallone che in estate diviene scenario di memorabili tornei.

Al Bosco delle Fate ci sono poi i campi da bocce che attirano sempre diversi appassionati.

E sotto le ricche fronde degli alberi c’è una zona con le altalene, gli scivoli, i giochi per i bambini e le immancabili panchine.

E c’è la staccionata, dove tutti noi ci siamo tutti fermati infinite volte a chiacchierare o semplicemente a godere del fresco donato dal bosco.

Al Bosco delle Fate ci sono i tavoli per giocare a carte e c’è un baretto per la merenda o per gli aperitivi, io compro il gelato lì da quando sono piccola e continuo a farlo ancora adesso.

E c’è la strada che sale sinuosa, tra gli alberi gentili e generosi.

E la fontana della Madonnina prediletta da tutti noi che da sempre veniamo in estate a Fontanigorda.

Ci sono anche i tavoli e un’area attrezzata per il picnic.

E poi ci sono le rocce, i muschi, gli infiniti fili d’erba, i mirtilli, i funghi e le rane che saltano tra le foglie, gli uccelli canterini e tutta la vita nascosta e meravigliosa del bosco.

Ed è chiaro che il Bosco delle Fate è sempre affollato, come vi dicevo è uno dei luoghi preferiti dai villeggianti.
Io amo andarci quando non c’è nessuno, per sentire vibrare la natura e il tenue sussurro della vita.

E per ritrovare ancora, come molte altre volte, la bellezza e la quiete del Bosco delle Fate.

Una panchina nel bosco

È una panchina nel bosco, sotto l’ombra confortevole degli alberi.
È una panchina per godere il fresco, per immergersi nella lettura di un romanzo appassionante, è una panchina per mangiare il gelato oppure un bel ghiacciolo.
Ed è una panchina per riposarsi, per mettersi seduti con le gambe a penzoloni, è una panchina per grandi e piccini.
Ed è una panchina per genitori che portano i bambini sui giochi, qui al Bosco delle Fate, ma è anche una panchina perfetta per chiunque voglia fermarsi a fare quattro chiacchiere in tranquillità.
È una panchina nel bosco, in una fantastica quiete, in questi giorni d’estate a Fontanigorda.

Una partita a bocce al Bosco delle Fate

E si ritorna ancora indietro negli anni, seguendo il ritmo lento di un antico passatempo ancora molto apprezzato in questi luoghi e in questa campagna.
All’ombra degli alberi che generosi offrono frescura e riparo, al Bosco delle Fate di Fontanigorda.
Là, sui campi da bocce, ieri come oggi.

E ancora adesso sono numerosi i giocatori che si dilettano con le bocce: il gioco delle bocce richiede pazienza, precisione, cura e attenzione.
Non è certo un gioco per gente impaziente e frettolosa, qui in Val Trebbia ci sono dei veri talenti che si sfidano in gare e tornei.

E si giocava a bocce anche al tempo di questa bella cartolina della mia collezione che fu spedita da Fontanigorda a Santo Stefano d’Aveto nel mese di agosto del 1936.
In un dettaglio ecco certi provetti giocatori del passato.

Ancora oggi, nei giorni d’estate, alcuni trovano il proprio diletto proprio qui, al Bosco delle Fate.

Nella quiete silenziosa della campagna.

Dove il sole filtra tra gli alberi, dove il venticello fresco fra tremare le foglie, dove l’aria è fresca e l’acqua sgorga chiara dalle fontane, dove si resta, sereni e felici, nei giorni delle nostre vacanze.

Così era, anche in un tempo diverso, nella stagione della villeggiatura.
E si giocava a bocce, tra amici, nel tempo dello svago e dell’estate.