Chiesa di San Luca: il piccolo Gesù

La sua luce, nella bella e raccolta Chiesa di San Luca sita nella piazza omonima nel nostri caruggi.
E alle spalle di Lui la grazia della Madonna Immacolata scolpita da Filippo Parodi, tutto attorno  tinte tenui e delicate.
Ho scattato questa foto lo scorso anno e in questo giorno di Santo Stefano porto qui questa dolcezza.
Le manine giunte, il panno color del cielo che lo accoglie, gli occhi fiduciosi e colmi di speranza: il piccolo Gesù nella Chiesa di San Luca.

La visita ai Sepolcri nelle Chiese dei caruggi

In questi giorni che precedono la Pasqua ritorniamo a ripetere la nostra tradizionale visita ai Sepolcri: il Giovedì Santo vengono abbelliti con fiori e foglie gli altari della Reposizione dove è posta l’Eucarestia, questi altari restano così decorati fino al Venerdì Santo.
La consuetudine vuole che si visitino i Sepolcri in numero dispari e così ve ne mosterò cinque che ho veduto nella giornata di ieri.
Ricchissima e sempre suggestiva è la composizione collocata nella Chiesa del Gesù e spicca la scritta in latino: in croce est salus vita et resurrectio nostra.

I candelabri dorati circondano invece l’allestimento predisposto nelle Basilica di Santa Maria delle Vigne dove trova spazio anche la tradizione dei cartelami e cioè le sagome di cartone con soggetti sacri tipici delle tradizioni liguri.
Qui sono rappresentati Gesù e gli apostoli durante l’Ultima Cena.

È semplice ed essenziale l’altare della bella Chiesa di San Pietro in Banchi.

E fiori delicati sui toni del rosa abbelliscono l’altare della Chiesa di San Luca.

Accanto, sulla sinistra, un piccolo spazio è così impreziosito dall’oro e da altri fiori.

E infine così è decorata la nostra splendida Basilica della Santissima Annunziata del Vastato: i vasi fioriti sui gradini e gli ulivi sull’altare.
In questi giorni di primavera, in questo tempo di Pasqua.

Chiesa di San Luca: l’altare della Natività di Gesù

È una delle belle chiese dei nostri vicoli, la Chiesa di San Luca si affaccia sulla piazzetta omonima e fu un tempo la chiesa gentilizia della famiglia Spinola.
In questo luogo, così armoniosamente raccolto, spicca la bellezza dell’altare della Natività di Gesù, così riccamente ornato di marmi scolpiti dall’artista Giovanni Battista Orsolino.
E sull’altare, nella luce di colori radiosi, è posto un celebre dipinto di Giovanni Benedetto Castiglione detto il Grechetto: è l’Adorazione dei pastori risalente all’anno 1645.

Ed ecco Maria che con un gesto amorevole porge il piccolo Gesù all’adorazione dei pastori.
Gesù è così adagiato su un lenzuolo bianco, ai Suoi piedi si inchina anche una figura che ha le fattezze di un satiro: è la natura, come si legge sulla legenda che illustra la magnifica opera del Grechetto.

E là, nel cielo, si librano leggeri gli angeli.
Osservando i dettagli mi colpisce in particolare l’assoluta vitalità dell’istante qui raffigurato: le grandi ali aperte, le vesti vaporose sui toni di arancio e oro, il turibolo che, sorretto dall’ angelo, dondola nell’aria spandendo profumo d’incenso.
Un piccolo putto rimane posato con grazia sul bordo di una nuvola: Gesù è nato, si gioisce in terra e in cielo.

E lo stupore si svela sui volti di coloro che sono venuti ad adorarlo.
A mani giunte, in ginocchio davanti a Gesù.

L’altare, come dicevo, è finemente decorato dall’opera mirabile di Orsolino che così effigiò certi piccoli angeli.

Osservando poi il dipinto nella sua interezza a colpire l’attenzione è la luce straordinaria così soffusa e radiosa attorno alla figura del piccolo Gesù.
Egli è la luce del mondo e la sua salvezza e così si svela, con questo chiarore.

Dolce è il Bambino, dolce è Maria che così lo tiene tra le braccia.

Luce mistica e splendente così rischiara con la sua grazia l’altare della Natività di Gesù nella Chiesa di San Luca.

Chiesa di San Luca: altari in fiore

Ritornando sempre ai miei amati caruggi vi invito a varcare ancora una volta la soglia di un’antica e preziosa chiesetta.
La Chiesa di San Luca si affaccia sulla piazza omonima ed era un tempo la chiesa gentilizia degli Spinola.
Sull’altare è posta la Madonna di Filippo Parodi della quale scrissi in questo post tempo fa.
In questo periodo poi a bellezza si aggiunge bellezza grazie all’iniziativa Altari in fiore.

In occasioni di solenni celebrazioni liturgiche a Genova si usava, già nel Seicento, decorare riccamente gli altari con fiori artificiali, nella legenda esposta all’interno della chiesa scoprirete che le creazioni delle fanciulle ospiti del Conservatorio dei Fieschi erano talmente apprezzate da essere celebri anche all’estero.
E così, con grazia e armonia, viene fatta rivivere questa antica tradizione.

E sono fiori veri ad abbellire l’altare, la composizione mi è parsa di una bellezza davvero impareggiabile.

Dondolano leggere certe piccole campanelle.

E una decorazione artistica di fiori artificiali è posta su un altro altare.

Inoltre, nella bella Chiesa di San Luca, per l’occasione sono state esposte quattro antiche pianete, preziose vesti liturgiche in dotazione alla Chiesa.

E se ne ammirano così i delicati particolari.

E si apprezza un’arte davvero raffinata.

Le opere d’arte spiccano così sullo sfondo.

Eterea e meravigliosa si staglia tra i fiori la figura di Maria.

Questi allestimenti saranno presenti fino al 26 Giugno e davvero meritano una visita ad una delle chiese più belle di Genova, un vero gioiello dei nostri caruggi ancor più impreziosito dallo splendore dei fiori.

La Madonna Immacolata nella Chiesa di San Luca

Vi porto con me nei caruggi, nella bella Chiesa di San Luca sita nella piazza omonima.
Raccolta, preziosa, intima: questa è la chiesa gentilizia degli Spinola e la prima costruzione risaliva al 1188 e si doveva a Oberto Spinola, fu poi riedificata nella prima metà del ‘600 e ancora conserva le sue suggestioni barocche.

È una piccola chiesa nella quale mi piace passare, quando sono nei vicoli ritorno spesso ad ammirare le sfumature dei suoi affreschi e la bellezza delle opere d’arte che la arricchiscono.

Sull’altare è posta la magnifica statua della Madonna Immacolata scolpita da Filippo Parodi, artista vissuto nella seconda metà del ‘600.
Maria ha questa grazia assoluta, la sua figura è così intrisa di materna dolcezza, tiene la mano sul petto e il suo manto pare smosso da brezza leggera.

Lei ha il viso amorevole e colmo di misericordia.

Ai suoi piedi ci sono piccoli affabili angioletti.

Così si staglia la dolce figura di Lei contro la luce degli affreschi di Domenico Piola e in chiesa troverete delle interessanti ed esaustive legende che vi aiuteranno a comprendere ciò che vi sovrasta.

Là, nella luce mistica di un’antica chiesa genovese, lo sguardo trova la figura salda di San Luca che ritrae la Vergine: secondo la tradizione cristiana, infatti, l’evangelista fu il primo a immortalare in un dipinto il viso di Maria e qui Lei è ritratta con il piccolo Gesù.
Davanti al santo spicca la dolce figura della Madre di Dio con la sua grazia di gesti e con la sua amorosa gentilezza: questa è la bella Madonna Immacolata che potete ammirare nella Chiesa di San Luca.

Nella Chiesa di San Luca

È un’antica e piccola chiesa nei caruggi di Genova, uno scrigno di tesori preziosi: è la chiesa di San Luca, un tempo parrocchia gentilizia degli Spinola e dei Grimaldi.
Racchiude tra le sue vetuste mura opere mirabili di valenti artisti, sono pitture, sculture e affreschi che rendono questa chiesa un vero gioiello.
Ora vi porterò al cospetto di una delle sue meraviglie, è un magnifico gioco di colori, di luci e ombre lasciatoci dal talento di Domenico Piola, pittore vissuto nel ‘600 e appartenente a una famiglia che annoverava numerosi altri artisti.
E là, nella chiesa di San Luca, l’estro creativo di Piola ha lasciato a noi bellezza e armonia nei gesti e nei tratti di una potente e delicata creatura celeste.
L’angelo sovrasta il fonte battesimale, con la sua lievità pare librarsi in uno spazio che ha una sua mistica dimensione.
La mano rivolta verso il cielo e verso l’eternità, le ali ampie, i riccioli come smossi da vento leggero che sospinge anche il manto azzurro, lo sguardo saldo e amorevole.
Tra la terra e il cielo, nel silenzio dell’antica Chiesa di San Luca.