Sopra i tetti davanti alla Chiesa della Maddalena

Questa è una storia di tetti, ardesie e cielo azzurro che sovrasta i palazzi di Genova e la Chiesa di Santa Maria Maddalena nel cuore della Genova antica.
E queste vedute privilegiate le ho potute ammirare dalla bellissima dimora di una mia cara amica: sono quei panorami sorprendenti e segreti che si scorgono soltanto da certe altezze, affacciandosi da un terrazzino che ha di fronte la cupola e il campanile della Chiesa della Maddalena.

E tutto attorno la Genova antica con le sue case vetuste e colme di storie.

I palazzi sfiorati dal sole potente.

E le ardesie, i comignoli e altri terrazzini che sfidano l’azzurro.

E lo stupore, la meraviglia, l’unicità assoluta e il raro privilegio di ammirare Genova da un diverso punto di vista.

Una piccola croce si staglia così tra le case.

E il campanile svetta nel cielo chiaro di Genova.

In lontananza, tra i palazzi, si scorge un altro campanile ed è quello della Chiesa del Gesù.

Non conosciamo mai abbastanza le bellezze nascoste della Superba, la ammiriamo alzando lo sguardo ma lassù, dove non sempre possiamo arrivare, c’è un’altra Genova: rara, autentica, discreta, semplicemente stupefacente.

Le case vicine, le finestrelle e gli abbaini.

Il profilo del Teatro Carlo Felice.

E ancora diverse altezze, diverse epoche, diverse vite.
E ardesie, mattoni, tendine bianche, piantine, muri spessi che hanno racchiuso gioie e amori di secoli lontani, talmente tanti da non poterli immaginare.
E ogni esistenza ha lasciato la sua traccia, in qualche maniera.

La grande croce della Chiesa della Maddalena risalta nel turchese straordinario di una giornata limpida e realmente genovese in tutti i suoi colori.

Questa è Genova La Superba, nella magnificenza della sua anima vera, sopra i tetti davanti alla Chiesa della Maddalena.

Il presepe della Chiesa della Maddalena

È un presepe dei caruggi e per ammirarlo dovrete recarvi nella lucente Chiesa di Santa Maria Maddalena nella nostra antica Via della Maddalena.
E là, nella navata sinistra, ancora ritorna la rappresentazione del miracolo della nascita di Gesù.

Sono scolpite nel marmo le figure che rappresentano questa suggestiva Natività, si coglie un senso di assoluta meravigliata devozione davanti all’immagine di Maria che regge quel manto a svelare il suo piccolo venuto per la salvezza del mondo.

Un inchino e una preghiera raccontano autentica fede, senso di speranza e fiducia nella salvezza.
San Giuseppe si staglia protettivo e amorevole, tiene le mani giunte e lo sguardo fisso sul piccolo Gesù.

E dolce e ritrosa è la figura della Madonna che così dona al mondo il suo Bambino.

Pensate a quanti occhi speranzosi si sono posati su quei marmi e a quante parole sono state pronunciate per chiedere aiuto e conforto.
Là, nel mistico silenzio della nostra bella Chiesa della Maddalena.

Chiesa di Santa Maria Maddalena: un dipinto e una curiosità

Vi porto con me, nei miei amati caruggi, in Piazza della Maddalena.
Là troverete l’antica chiesa di Santa Maria Maddalena, nella città delle fervide devozioni esisteva un edificio dedicato a questa santa già nel lontano 1100.
Sul finire del ‘500 la chiesa fu affidata ai Padri Teatini, in seguito poi passò ai Padri Somaschi.
Fu ricostruita nel XVI secolo su progetto di Andrea Vannone, nel tempo ha così subito molti cambiamenti, arricchendosi di dipinti e di opere d’arte.

Tornerò nuovamente a scrivere delle bellezze che potete ammirare camminando in questa chiesa, nei suoi splendidi e vetusti silenzi.

Oggi desidero soltanto svelarvi una piccola curiosità scoperta leggendo una delle mie guide del passato, su certi vecchi libri si scoprono sempre notizie a mio parere straordinarie.
La guida è un maneggevole volumetto dal titolo Genova Bella, fu scritto sul finire dell’Ottocento da Giovanni Minuto, l’autore si firma con lo pseudonimo di Partecipazio.
E racconta di un dipinto che potete trovare nella navata destra, risale al 1819 ed è opera del pittore Santino Tagliafichi.
Questa è la Maddalena penitente.

E non so come sia andata la faccenda, mi sarebbe caro conoscerne tutti i dettagli.
Forse furono certi fedeli o magari fu il parroco stesso ad evidenziare che in quel dipinto c’era, per così dire, un grave difetto e in qualche modo era necessario provvedere a una mancanza dell’artista.
E così, a quanto pare, verso la metà dell’Ottocento si pensò di rimediare alla questione, per la buona pace di coloro che si raccoglievano in devota preghiera nella chiesa dei caruggi.
Io da questo secolo ringrazio Giovanni Minuto per aver scritto quella breve nota nella quale riferisce che appunto si trovava troppo scandalosa quella peccatrice così svestita e per carità, non si poteva tollerarlo.

E così si decise di provvedere alla singolare circostanza e il petto generoso di Maddalena fu pudicamente celato agli occhi degli avventori, si incaricò un artista di dipingere un velo sottile che coprisse le morbide fattezze della fanciulla.
Se andrete nella nostra chiesa dei caruggi così vedrete la Maddalena Penitente di Tagliafichi, nella sua bellezza leggiadra castamente coperta proprio come si volle in un certo tempo trascorso.