Tonache e passi

Un pomeriggio d’autunno, nei caruggi.
Le foglioline dal verde primaverile e un mistico silenzio, nelle vicinanze la nostra Cattedrale.
Il passo svelto, l’abito che ondeggia e lo sguardo sicuro, ho sempre la sensazione che taluni sappiano precisamente quale sia la loro meta.

Anche riguardo a lei ricordo di aver fatto proprio lo stesso pensiero, quel giorno era sferzato dal vento e dal freddo pungente ma lei non pareva temerlo.

Tonache.
Tonache e passi.
E strade, corsi alberati, traiettorie che sembrano metafore dei destini.
E preghiere, silenzi, bibbie e rosari.

Tonache.
Tonache, passi e veli.
E mani amorevoli e generose, sorrisi e cuori gentili.

 

Camminando nel passato di Corso Paganini

A volte le più inattese circostanze sanno offrirci la possibilità di estemporanei e sorprendenti viaggi nel tempo e questo è esattamente ciò che mi è accaduto qualche giorno fa.
Camminavo per il mio quartiere e superata Piazza Goffredo Villa eccomi imboccare il nostro elegante Corso Paganini.
Molto banalmente in quel momento stavano rifacendo l’asfalto e pertanto, sebbene la via fosse naturalmente percorsa dai auto, bus e moto, non c’erano macchine parcheggiate ai lati e tra gli alberi del nostro Corso.
E questo ha davvero fatto tutta la differenza: come un viaggio nel tempo e nel passato, come camminare nella Genova ottocentesca.

Che ampiezza, che vastità!
A dire il vero mi sarei aspettata di veder passare un carro trainato dai cavalli proprio da un momento all’altro!

E che prospettive straordinarie la nostra Corso Paganini, così è la nostra Circonvallazione a Monte con le sue vie ampie, i palazzi eleganti, i nostri corsi sono strade perfette per il passeggio, credo che chi li progettò non avesse pensato che un giorno avremmo avuto tutti una macchina da parcheggiare da qualche parte.
E così eccoci là, in quel tempo diverso eppure nel nostro presente.

Come poi sono solita fare ho pensato di sbirciare tra le pagine del mio Annuario Pagano del 1926 per sapere quali attività commerciali c’erano in quell’anno in Corso Paganini e ho così scoperto alcune curiosità.
Dunque, all’epoca c’erano ben 3 negozi di vini, una bella concorrenza, quelli di Corso Paganini avevano l’imbarazzo della scelta per i loro brindisi!
E camminiamo, in questo tempo diverso, sotto agli alberi e su questo marciapiede così ampio.

Tic, tac, tic, tac.
La mia macchina del tempo è infallibile!
E so dirvi con certezza, sempre grazie all’Annuario Pagano, che in quel 1926 in Corso Paganini c’era anche la fornita merceria del Signor Mallè e c’erano un fruttivendolo, un salumiere, un macellaio e un parrucchiere.
E poi c’era il Signor Profumo che vendeva il carbone, certo!

Tic, tac, tic, tac.
Il tempo scorre, le cose cambiano ma, in realtà, a volte il passato pare restare tra noi in maniera davvero sorprendente.

E tutto appare quieto, ordinato, armonioso, magnificamente ottocentesco.

Certo la nostra vita moderna ci offre molti agi ai quali non sapremmo più rinunciare, si fanno progressi e questi migliorano la nostra qualità di vita, ci rendono le cose più semplici in una maniera che a volte diamo per scontata.
E così ringraziamo il talento degli uomini e il loro ingegno che ci offrono la possibilità di vivere vite comode, di poterci spostare liberamente e di poter affrontare il nostro quotidiano con tutti gli apprezzati vantaggi della nostra epoca.
Di tanto in tanto però è piacevole rallentare il ritmo e immaginare di camminare in un altro tempo, persino nella nostra cara Corso Paganini che, per una volta, si è mostrata proprio come doveva essere nel tempo passato.

Foglie d’autunno in Circonvallazione a Monte

Ecco poi le ultime foglie, tormentate da vento gagliardo cadono giù e così si posano sulle curve e sui marciapiedi di Via Piaggio.

Restano arrese su certi gradini di marmo ad accartocciarsi al sole.

Dondolano contro il cielo blu e incorniciano il terrazzo e le finestre di un bel palazzo di Corso Paganini.

Fremono le dorate foglie tenaci, le poche abbarbicate a certi rami quasi spogli luccicano preziose.

Camminare lungo i corsi della nostra Circonvallazione a Monte in questa stagione offre lo spettacolo di un’incantevole magia e ci fa riflettere sulla vera anima della città ottocentesca con i suoi eleganti corsi pensati per il passeggio e per la quiete che si poteva trovare in questa tranquilla zona genovese.
I nostri moderni mezzi di trasporto, pur così utili e naturalmente necessari, non si armonizzano proprio alla perfezione con questa antica idea di città.
Provate a immaginare di passeggiare in Corso Magenta in un tempo diverso dal nostro, sotto la luce di questi colori.

È un oro lucente che così si staglia contro questo azzurro così limpido.

E il grande albero mostra tutta la sua gloriosa bellezza autunnale.

Altre foglie arrossiscono e si agitano sospinte dall’implacabile vento.

E i toni di questa stagione vibrano caldi sulla prospettiva di Corso Solferino.

Verrà ancora più freddo, arriverà l’inverno, adesso ancora fremono gloriose le fogli d’autunno in Circonvallazione a Monte.

Qualcosa in più

Alcune persone hanno qualcosa in più.
Lo ammetto, io da loro resto sempre colpita e così quando avvengono questi incontri finisce sempre che mi fermo a guardare.
In cammino, tra luce e ombra, mentre il bianco dell’abito splende di un chiarore inconsueto.

La pioggia che cade, la pazienza.
E il bagaglio non sembrava nemmeno pesare poi così tanto.

Certe persone hanno qualcosa in più, ve l’ho detto.
Si era all’inizio dell’estate e faceva così caldo quel giorno.
Blu e nero.
E una cartella a tracolla, la mia borsa è certo più leggera.

Certe vite, certi passi, certi respiri.
Certa luce sulla Chiesa della Maddalena.

Ieri mattina, poi, in mezzo a Via San Luca.
Tra negozi, vetrine illuminate e insegne, marmi e antichi portoni.
E tra me e me me lo dico sempre.
Alcune persone, in qualche maniera, hanno qualcosa in più.

Circonvallazione a Monte: tetti, scale e passerelle

Torno a scrivere del mio quartiere, torno alle cronache della città in salita.
In Circonvallazione a Monte si susseguono i corsi ottocenteschi, ancora adesso conservano lo stile che si volle imprimere al quartiere.
E così io scendo dai miei bricchi e spesso percorro questo tratto di Corso Firenze.

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Cartolina appartenente alla Collezione di Eugenio Terzo

Oltre la ringhiera c’è uno dei soliti saliscendi della mia Genova, al di sotto di essa ecco i palazzi di Via Pertinace.

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E una delle scale che collega le due strade, una delle magnifiche vertigini della Superba.

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Nella città che si arrampica sulle alture, tra curve a gomito e salite, accade che i tetti di Via Pertinace siano esattamente all’altezza di Corso Firenze e così, percorrendo questa strada, i tetti fanno da scenario all’orizzonte.

Corso Firenze (2)

Tra il resto ieri mattina ho anche veduto la neve che imbianca le montagne.

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Nella città in salita c’è una soluzione per ogni difficoltà e gli edifici di questa zona hanno una particolarità: certi palazzi situati nei corsi sottostanti sono dotati di due ingressi, un portone al piano strada e un’uscita dal tetto, tramite l’utilizzo di scale e passerelle.

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Noi qui ci siamo abituati ma è evidente che nei luoghi di pianura nessuno esce di casa passando dal tetto: quelli di Genova invece sì.

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Un passaggio proteso sull’azzurro.

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Ed io ho da sempre un debole per la ringhiera di questa passerella, la sua armoniosa struttura corrisponde in pieno al mio ideale di bellezza.

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E poi ancora, eccoci in Spianata Castelletto, da qui si gode di un’incantevole vista sui tetti di Genova.

Spianata Castelletto

E anche qui salite, discese e passerelle.

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E poi, come vi ho detto, si va a casa passando per il tetto.

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Questa particolare passerella l’ho percorsa un’infinità di volte perché in quel palazzo abitavano amici cari della mia famiglia.
Io che soffro di vertigini ricordo che da piccola mi tremavano un po’ le ginocchia!

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Si sta sospesi, lassù, a destra si scorge l’inconfondibile profilo dell’ascensore di Castelletto.

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E poi abbaini, ardesie e cielo azzurro.

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E ancora scale, muretti e gradini percorsi infinite volte.

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E ancora oltre, imbocchiamo Corso Paganini e ancora troviamo scalini, ringhiere e su e giù, così è Genova.

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E fili da stendere, fiori e ancora passerelle.

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E tetti, sono i tetti della sottostante Via Caffaro.

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In cima alla via due lunghe scalinate conducono fin quassù, si inerpicano sui due lati ed entrambe sboccano su Ponte Caffaro.

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Eccola Via Caffaro e la sua prospettiva infinita.

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E a dire il vero dovrei contare tutti quei gradini, non l’ho mai fatto!

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Superato il ponte ancora altre passerelle.

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E scale, scale, scale.
E foglioline che si arrampicano e colori dell’autunno della Superba.

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Un continuo saliscendi, una particolarità di questo quartiere.
Tetti, scale e passerelle di Circonvallazione a Monte.

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L’Antica Farmacia San’Anna nel 1922: i predecessori di Frate Ezio

In diverse circostanze ho avuto occasione di scrivere della Farmacia dei Frati Carmelitani Scalzi di Piazza Sant’Anna, il mio primo articolo risale al 2012, poi ne sono venuti molti altri.
C’è sempre una buona ragione per tornare a trovare Frate Ezio, magari nel tempo in cui profumano gli agrumi.

Agrumi (2)

Oppure quando sbocciano le rose.

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E poi insomma, è sempre una gioia rivedere il mio amico Frate Ezio e scoprire gli affascinanti segreti della Farmacia Sant’Anna, la storia di questo negozio iniziò nel 1650 e ancora continua con successo.
Come ho già avuto modo di ricordarvi questa è la più antica bottega di Genova che non ha mai cambiato proprietario.

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E oggi, cari amici, torneremo insieme in questo luogo così speciale di Genova e lo faremo in un modo particolare.

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Qui, seguendo antiche e preziose ricette, nascono i preparati e i rimedi per le più svariate necessità come ad esempio la pozione di salsapariglia, depurativa e detossificante del sangue e antinfiammatoria.

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E certo, dai petali delle rose nasce uno sciroppo delizioso!

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Tic, tac, tic, tac.
Si accende la macchina del tempo e si va indietro negli anni, all’inizio del secolo scorso.
Come si giunge alla bella farmacia dove si trova ogni rimedio per i propri malanni?
Se si viene dal centro si consiglia di servirsi dell’ascensore di Sant’Anna, mentre coloro che già sono in Circonvallazione a Monte potranno fare una gradevole passeggiata fino alla Farmacia.
Si scende, percorrendo Corso Firenze.

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Cartolina appartenente alla Collezione di Eugenio Terzo

E poi ancora, si imbocca Corso Paganini.
Ecco le signore con gli abiti scuri e i cappelli scenografici, tutte si dirigono verso la salita che conduce alla piazzetta.

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Cartolina appartenente alla Collezione di Eugenio Terzo

Ah, che fatica, con quei vestiti, con l’ombrellino da passeggio e tutto il resto!
Piano piano si arriverà a destinazione.

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E una volta giunti in Piazza Sant’Anna si andrà a far compere, in cerca di ciò che occorre per il proprio benessere, siamo agli inizi del ‘900 e l’offerta è ampia e varia.
Oh sì, cari lettori, io ne ho la certezza perché nella mia guida Pagano del 1922 ho felicemente trovato una splendida inserzione pubblicitaria che decanta i prodotti della Farmacia, c’è anche un riferimento alla Funicolare della quale si può servirsi per andare dai frati.
E sono nominati lo sciroppo di salsapariglia e quello di rose, come avete potuto vedere dalle mie foto in questa farmacia ancora si usano questi ingredienti.
E poi rosolio, zucchero rosato e diversi altri preparati, ci sono anche le pillole di un certo Fra Bernardino e naturalmente è citato il Dottor Le Roy, all’ingresso della Farmacia c’è un busto marmoreo che ritrae questo celebre medico.

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E insomma, la pubblicità è l’anima del commercio, no?
E così i predecessori di Frate Ezio nel glorioso 1922 ricorrevano alle inserzioni pubblicitarie sulla Guida della città di Genova e in questo modo facevano conoscere i loro particolari preparati.
Oggi le cose sono cambiate, la Farmacia ha un sito del quale vi potete servire per le vostre ordinazioni, come sapete vi si trovano anche prodotti cosmetici, saponi e acque profumate.
Non so come fossero quei religiosi del 1922, a me i frati sono sempre simpatici, alcuni in modo particolare.
Ai nostri giorni all’Antica Farmacia Sant’Anna trovate lui, il mio amico Frate Ezio, insieme ai suoi confratelli conserva i segreti del passato con uno sguardo verso il futuro, nello splendido cammino della più antica bottega di Genova che non ha mai cambiato proprietario.

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Uno spuntino in Corso Paganini

Su queste pagine scrivo sempre volentieri dei negozi che piacciono a me e oggi sentirete l’invitante fragranza delle cose buone di Genova.
Se abitate in Circonvallazione a Monte certo conoscerete questo posto ma anche per i visitatori si tratta di un indirizzo prezioso, da turisti una visita in Spianata Castelletto è quasi d’obbligo, da lassù si ammirano i tetti della Suberba.
A poca distanza, in Corso Paganini, ecco Lo Spuntino di Castelletto, meta perfetta per un’ottima merenda.

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Delizie assortite per tutti i gusti, questo negozio di gastronomia fa parte del quartiere dalla metà degli anni ’80.

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A dire il vero è rarissimo trovarlo vuoto, mentre aspettavo la farinata ho colto l’occasione per scattare qualche fotografia per voi.

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Allo Spuntino, gradita consuetudine degli abitanti di questa zona.

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Gli orari sono questi e rappresentano un’ancora di salvezza per coloro che dopo il lavoro non hanno voglia di mettersi ai fornelli, il venerdì e il sabato trovate il negozio aperto più a lungo.

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Uno sguardo alla vetrina: è un tripudio di torte salate dalla sfoglia impalpabile.

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Qui si compra il pane, la pasta fresca e poi siamo a Genova, vuoi che manchi la focaccia?

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E le focaccine? Certo, anche alla salvia!

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E naturalmente c’è la focaccia con la cipolla oltre a tantissimi tipi di ottima pizza al taglio.

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E poi le crostatine per una dolce merenda.

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E una semplice bontà tipicamente ligure, il sublime castagnaccio disseminato di pinoli.

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E tante, tantissime delizie caratteristiche di questa città, perfette per l’aperitivo o per una cenetta gustosa, ecco le frittelle di baccalà e la panissa fritta.

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E non vorrai mica che manchino i frisceu? Figuriamoci!

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Ancora le torte salate, difficile trovare le parole per descrivere la bellezza di una teglia con la torta di carciofi.

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Se capitate a Castelletto tenete presente lo Spuntino di Corso Paganini, sono sicura che lo apprezzerete.
E siamo in Liguria, accanto alla pizzata trovate la focaccia al formaggio.

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E finalmente dal forno, calda e fumante, è uscita la teglia con la farinata, parte di essa era con le cipolline.
Lo so, a volte le immagini parlano da sole, sarete d’accordo con me.
Buon appetito con le cose buone di Genova!

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