Monumento Montanaro: la luce della speranza

La luce splende radiosa e così illumina la figura posta sul sepolcro della famiglia Montanaro, abbiente famiglia genovese che fece fortuna grazie alle attività commerciali con L’America del Sud.

La scultura sita nel Porticato Superiore a Levante del Cimitero Monumentale di Staglieno è opera magnifica dell’artista Giovanni Battista Villa e risale al 1888.
Come scrive poi lo studioso Ferdinando Resasco la fanciulla così raffigurata rappresenta una delle Vergini prudenti citate nella parabola del Vangelo Secondo Matteo 25, 1-13.
La giovane così alimenta la fiamma.

E versa l’olio, con questa grazia mirabile.

Ha il viso bellissimo, i capelli morbidi cadono sulle sue spalle e porta sul capo una corona di foglie delicate.
Ad osservare con attenzione penso che la ragazza ritratta in questo monumento sia la stessa che Villa immortalò nel monumento Pienovi del quale scrissi tempo fa in questo post, i tratti del viso paiono i medesimi.

La luce, in questa parte del porticato, dona prospettive incantevoli.

L’abito della vergine cade fino ai suoi piedi che calzano bellissimi sandali.

A terra c’è il vaso dell’olio sacro e su di esso sono posate la palma e l’ulivo, i simboli della gloria e della pace.

La fanciulla con una mano regge il suo abito che cade in drappeggi armoniosi così evidenziati dalla luce del sole.
E ardono le fiammelle nel grande candelabro.

Questo è un monumento di grande bellezza nel quale sono ben evidenti la perizia e il talento di Villa.

La fanciulla dal viso perfetto ha le chiome folte, le labbra carnose, lo sguardo meravigliato e così velato di stupore.

E così tiene viva la fiamma sulla tomba della famiglia Montanaro, custode del mistero e della luce eterna.

Vicino agli angeli

È accaduto in una luminosa mattina autunnale, mentre il sole filtrava illuminando le statue nel Porticato Superiore a Ponente del Cimitero Monumentale di Staglieno.
E lui era là, vicino all’angelo che custodisce il Monumento Casella, così lambito dalla luce radiosa.

Monumento Casella di Antonio De Barbieri

Presenza discreta e misteriosa, testimone del dolore eternamente vivo della giovane Virginia Aprile rimasta troppo presto vedova e priva del conforto del suo consorte.

Monumento Pienovi di Giovanni Battista Villa

Vicino agli angeli, in questa quiete.

Monumento Dufour di Santo Varni

Poi io mi sono allontanata, in cerca di altra bellezza e di altri squarci di luce e più tardi sono ancora ritornata sui miei passi.
E ritrovando così lo stesso tratto di porticato mi era parso, in un primo momento, che l’ospite dal passo lieve non fosse più in quel luogo.
E poi, osservando più attentamente, mi sono accorta che mi sbagliavo.

Monumento Casella di Antonio De Barbieri

Una breve frazione di tempo, ancora.

E di nuovo, poco dopo, eccolo accanto alla creatura celeste che vigila sul sonno eterno di Raffaele Pratolongo e dei suoi cari.
Così, vicino all’angelo.

Monumento Pratolongo di Giulio Monteverde

Silenzioso ed enigmatico, così è rimasto, in quel posto dove riposano tanti antichi genovesi, nella luce del Porticato Superiore a Ponente.

Monumento Parodi di Giovanni Battista Cevasco

Monumento Pienovi: il dolore di una giovane vedova

È delicata la giovane Virginia Aprile, pare quasi trattenere il sospiro che le rimbalza nel petto per la perdita che farà di lei una sconsolata vedova.
Così si china sul letto dove il suo sposo giace senza più vita e solleva appena il lenzuolo che copre il viso di lui.
Osserva, nell’affanno e nel senso di smarrimento che la coglie.

Il marito di lei Raffaele Pienovi giunse al termine della sua esistenza nel 1870 a ben 91 anni, Pienovi si distinse per la sua prospera e lodata virtù nei commerci, così si legge sulla lapide del monumento funebre.
Raffaele aveva sposato la giovane Virginia Aprile in seconde nozze ed proprio la vedova a commissionare l’opera: la sua scelta ricade sul talentuoso scultore Giovanni Battista Villa che ultimerà la scultura nel 1879, il monumento si trova nel Porticato Superiore a Ponente del Cimitero Monumentale di Staglieno.
È così amorevole lei si china su colui che non è più.

Virginia porta i folti e morbidi capelli raccolti sulla nuca, con i suoi gesti pare trovarsi come all’improvviso in una dimensione che la lascia attonita.

Sbocciano i fiori nei vasi riposti davanti alla tomba, accanto al suo sposo qui riposa anche la stessa Virginia.

Angelo di bontà anima eletta munifica, così si legge sulla lapide a lei dedicata.
Così la rappresentò Villa, con questi tratti dolci, le labbra carnose, gli occhi spalancati sul suo defunto sposo, così sfiorata da questo chiarore.

Così lei resta, mentre il sole accarezza le pieghe del suo abito, per sempre lambita dalla luce radiosa nella grazia della sua giovinezza.

Aspettando Virginia

Tornerò un giorno a parlarvi più ampiamente di lei: il suo nome è Virginia.
Giovane e affranta sposa, colpita duramente negli affetti.
Così la ritrasse lo scultore Giovanni Battista Villa: Virginia con un gesto delicato solleva il lenzuolo e scopre il volto del suo sposo Raffaele Pienovi.
Egli dorme il suo sonno eterno, non più lo percorre il respiro della vita e Virginia resta così ad osservarlo.
Silente, nel suo stupore, in quella luce che improvvisa che squarcia l’ombra.
E così l’ho veduta, non più sola.
Nel chiarore mattutino qualcuno attende paziente e discreto e là rimane, forse soltanto per lei, aspettando Virginia.

Porticato Superiore a Ponente
Cimitero Monumentale di Staglieno