Vi porto nei caruggi che piacciono a me, in quel tempo che non abbiamo vissuto.
Là, dove Porta dei Vacca diviene naturale cornice della celebre Via del Campo, vi mostrerò alcuni frammenti di vita tratti da due mie cartoline, la prima di esse risale al 1906, la comprai un paio di anni fa.
Tic tac, tic tac, si mette in moto la macchina del tempo.
Eppure tutto sembra uguale, se non fosse per certi dettagli che raccontano altri giorni.
Si chiacchiera, all’imbocco della porta, una vecchia trascina stancamente una pesante borsa.
E questi gentiluomini hanno tutti il cappello in testa.
Una prospettiva familiare a tutti noi che amiamo i caruggi.
E sapete cosa mi colpisce? La perfetta lastricatura della via.
In questo tempo, in questa zona c’è l’insegna di un locale che attira molti avventori: il Caffè Firenze non teme la concorrenza!
E lì sotto c’è un uomo in attesa.
Ad attirare la mia attenzione è un’altra figura, riesco solo ad immaginare le sue quotidiane fatiche: si tratta di quest’uomo che incede lento portando sulle spalle una grande botte sicuramente ricolma di buon vino.
Oltre cento anni fa, su Porta dei Vacca, erano affissi manifesti che pubblicizzavano svariati eventi: a qualcuno interessa la sfida di lotta?
E su Via del Campo, sulla sinistra, aperto e teso a catturare la luce un bianco telaio con una delle diffusissime mampae dei nostri caruggi, qui trovate la loro storia.
Tic tac, il tempo scorre ma questa strada di Genova resta immutata.

In quest’altra cartolina, successiva alla precedente, c’è ancora una diversa folla a percorrere queste strade.
E ci sono altre mampae aperte verso il cielo azzurro di Genova, in questo caso si intravede una scritta su di esse, purtroppo non riesco a capire cosa c’è scritto.
Si aspetta la vita che verrà con un certo fatalismo: cappello in testa e mani in tasca.
E un giovane avanza con fare sfaccendato, alle sue spalle un carretto cigola inesorabile e sulla destra, quasi appoggiata al muro, una donna segue con gli occhi il turbine di folla che attraversa Via del Campo.
E si fanno affari d’oro in questa città portuale che vive del suo mare: questa è l’insegna di un certo Seneca Bernardi, la sua ditta si occupa di spedizioni commerciali.
La vita che verrà è incerta.
Non puoi mai sapere cosa ti accadrà, in qualunque epoca tu abbia vissuto.
E magari sei un ragazzino e te ne stai lì, con il berretto calcato sul capo, lo sguardo pieni di sogni che nessuno conosce e la testa immersa nei tuoi pensieri.
E accanto c’è un tipo corpulento, sarà un elegantone o forse il portiere di un Hotel? Non saprei dirlo, mi pare che indossi una specie di divisa.
E se dovesse venire a piovere ricordatevi che in Via Roma c’è il negozio di Stefano e Figli, vendono impermeabili e soprascarpe di gomma, c’è scritto sul manifesto appeso al muro!
Il tempo scorre inesorabile e con esso la vita di ogni giorno.
Un uomo fa i suoi affari su un improvvisato banchetto e un passante si ferma a guardare, un altro continua per la sua strada.
Sullo sfondo, a ridosso della porta, un secchio e una ramazza: bisognerà pur tenerla in ordine questa via percorsa ogni giorno da tante persone.
Una celebre strada di Genova, una piccola parte di mondo che è nel mio cuore.


















































































