La bambina con l’album di fotografie

La bambina con l’album di fotografie era una piccoletta dai capelli castani e mossi, portava orecchini minuti, una semplice croce al collo e aveva occhi grandi e ingenui.

La bambina indossava un abitino chiuso da una lunga fila di bottoncini.
E mi pare di vederla arrivare, timida e obbediente, accompagnata dai genitori nello studio del fotografo Ciappei.
Il bravo fotografo avrà proposto al capofamiglia qualche alternativa per quel ritrattino della bimba: un cestino con dei nastri, un fondale romantico o forse qualche richiamo alla nostra città.
Infine si decise che la piccina stringesse tra le dita di una mano alcuni fiori delicati.

Sull’altro lato invece ecco una poltroncina, un cuscino con le frange e l’album di fotografie spalancato su di esso e sopra quelle pagine la manina aperta della piccolina.
L’album, io credo, doveva appunto appartenere al fotografo, la posa della bambina evoca comunque una catena indissolubile di affetti famigliari veri e profondi.

Lei è una bimbetta del passato con l’abito dal bordo vezzoso, le calze bianche e le scarpette con il fiocco.

Ritratta ad arte, in una posa nella quale nulla davvero è stato lasciato al caso.

Negli anni successivi anche la fotografia di questa bambina venne forse riposta tra le pagine di un album come ricordo dolce dei suoi giorni d’infanzia.
E poi, nell’inesorabile fluire del tempo, il destino ha fatto giungere tra le mie mani questa carte de visite e allora ho pensato di farvi conoscere questa piccina anche se io stessa non so neanche il suo nome.
Lei è una bambina di Genova, lei è la bambina con l’album di fotografie.

Un’altalena per quattro

Così scorre il tempo, dolcemente, con il dondolio di un’altalena in un giorno distante di Genova.
Ed è la gioia dei più piccini, l’altalena è un gioco allegro, l’altalena è leggerezza, felicità e un senso di assoluta libertà.
E allora si resta così, sull’altalena.
E una manina stringe forte la corda mentre le dita dell’altra mano sono saldamente intrecciate a quelle della sorellina.
Il tempo vola, anche quando hai tutta la vita davanti.

Si sta anche un po’ così seri, proprio nella posa da bimbetti giudiziosi come richiede il fotografo.

E poi? Poi che si fa?
Si dondolano i piedi avanti e indietro, certo!
Tutti i bambini lo fanno, in qualunque tempo.

E poi c’è chi invece tiene tra le dita un lezioso cappellino, ornamento di una giovinezza che sboccia.

L’altalena era uno degli arredi di proprietà del bravo fotografo Ciappei che aveva il suo studio in Via Carlo Felice, la nostra attuale Via XXV Aprile.
Un’altalena per quattro e ho già avuto modo di mostrarvela, guardate qui.
Anche questa fotografia, come quella da me già precedentemente pubblicata, è in formato cabinet: frammenti d’infanzia catturati dal talento di un fotografo.

Un’espressione timida, una dolcezza aggraziata.

Un’altalena per quattro, in un tempo lontano e con la lievità di quei giorni bambini.

Quattro fratelli e un’altalena

Loro sono quattro fratelli, a dire la verità chissà se poi la loro famiglia è diventata più numerosa.
All’epoca, come tutti ben sapete, due genitori spesso portavano in dote schiere di bambini, non era così insolito che due sposi avessero una decina di figlioletti.
Loro in questa fotografia sono tutti insieme e forse sarà rimasto il ricordo di un tempo felice, fissato per sempre su questo cartoncino di un tempo lontano.
Il maggiore, in piedi sull’altalena.
Un mezzo sorriso, le mani sulla corda, uno sguardo che racconta di una vita tutta ancora da costruire.

In tutte le famiglie, poi, c’è sempre una piccola peste.
Dite di no? Eccome!
In genere si tratta di colui che ha dipinta sul volto una cristallina innocenza ma poi ne combina una dietro l’altra, ve lo dico io che sono stata una bambina terribile.
Ed eccolo qua il tipetto in questione: occhi chiari, camiciola a righe e capelli a spazzola.
Dai, secondo me era lui il più irrequieto di casa, non ho dubbi.

I più piccolini, vezzeggiati e coccolati da tutti.
In quell’epoca crudele che spesso metteva in pericolo le vite fragili diventare grandi era una vera avventura, a volte.
Ed io quando vedo queste immagini di un altro tempo spero sempre che questi piccoletti abbiano avuto vite lunghe e felici.
Si è bambini, si diventa giovani e poi adulti, in un soffio.

Non conosco i nomi di questi bimbi e non so nulla di loro ma mi piacerebbe conoscere le loro storie e il loro cammino nel mondo.
Sono stati ritratti dal fotografo Ciappei in uno scorcio della loro loro infanzia, in un giorno felice di molti anni fa.
Un momento di dolcezza da ricordare: quattro fratelli e un’altalena.