Tic, tac, tic tac.
Come sempre inesorabile riparte la mia macchina del tempo e vi porta ancora su e giù per Via XX Settembre attraverso i dettagli di due cartoline di mia proprietà.
Camminando in questo passato non dobbiamo dimenticare che queste persone, prima di andarsene a spasso nella nuova arteria cittadina progettata dall’Ingegner Gamba, conobbero bene l’ormai scomparsa Via Giulia sul cui tracciato è sorta in parte questa centralissima strada genovese.
E chissà se in loro è rimasto il rimpianto di quel passato o se invece semplicemente si godono questa modernità con i suoi bei negozi dalle vetrine scintillanti.
Lì accanto al palo dell’illuminazione ci sono due signori che chiacchierano, uno dei due tiene in mano un fagotto e intanto il tempo scorre.
E passa brioso il 32 carico di passeggeri desiderosi di raggiungere la loro meta.
Questa bella cartolina venne spedita nel 1923 alla signorina Rita da parte un certo Enrico e costui, dandole garbatamente del lei, scrive con bella calligrafia: Non le ricorda nulla questa strada??
Saranno andati anche loro su e giù per Via XX Settembre infinite volte come anche noi usiamo fare? Sarei tanto curiosa di saperlo, cari amici!
Salendo ancora un po’ nella nostra Via XX Settembre incontriamo una giovane donna che incede piuttosto trafelata.
E poco più in là ecco una distinta dama che si accinge ad attraversare la strada con tutta tranquillità, si vede che il traffico in questo frammento di passato non è particolarmente intenso e i pedoni possono prendersela comoda.
E passano anche certi gentiluomini tutti con la paglietta di ordinanza, c’è un ragazzino con la maglietta a righe e una signora con l’abito chiaro: ognuno di loro potrebbe raccontarci un mondo che non abbiamo veduto.
Intanto ecco arrivare il 173 che fa servizio pubblico tra Marazzi e Quezzi e Piazza Umberto I, la nostra attuale Piazza Matteotti.
Chissà quanto tempo ci si metteva a fare tutto questo tragitto, nel nostalgico rammentare le epoche che non abbiamo vissuto dovremmo sempre cercare di tenere presenti le nostre diverse concezioni del tempo e la maniera di vivere a una diversa velocità.
Quello era un tempo più lento e così si andava con calma, su e giù per Via XX Settembre.





































