Attraversando Vico delle Fiascaie

Vi porto ancora con me, in un semplice vicoletto dove troverete inattese testimonianze di tempi antichi e lontani dai nostri.

Scendiamo verso Vico delle Fiascaie imboccando Salita del Fondaco e seguendo la luce e l’azzurro.

Salita del Fondaco (1)

Dopo pochi passi ecco il nostro vicoletto che conduce alla più nota Salita di Matteo.

Salita del Fondaco (2)

La quotidianità del passato della Superba è sempre narrata sui muri della città e così è anche nel caso del Vico delle Fiascaie.
Come sempre cito il mio amato Amedeo Pescio che ci ricorda che le fiascaie nell’antico dialetto genovese erano proprio le osterie e non a caso questo vicolo è proprio una traversa di Salita del Fondaco, i fondaci erano un tempo depositi e spacci di vino.

Vico delle Fiascaie (1)

E come sempre accade mi è venuta la curiosità di sapere quali botteghe c’erano qui negli anni passati e così consultando la mia Guida Pagano del 1926 ho scoperto che in quel periodo qui non c’era alcun osteria ma in compenso c’erano un negozio di giocattoli, un parrucchiere e una libreria.
Ah, la libreria del signor Milanta, se ci fosse ancora andrei là a sbirciare tra volumi e volumetti, come sapete è uno dei miei passatempi preferiti.
E là, in Vico delle Fiascaie si conserva un’antica preziosità che merita attenzione ed è questo splendido portale.

Vico delle Fiascaie (2)

La pietra vetusta ha subito le ingiurie del tempo, molti secoli fa una mano sapiente scolpì parole a stento ora leggibili, stemmi non più visibili e un simbolo al centro che si staglia con evidenza.
Le tre lettere, IHS, rappresentano il trigramma di Cristo.

Vico delle Fiascaie (3)

Ed è così, sempre: nei vicoletti che possono sembrare insignificanti si celano autentiche meraviglie mai abbastanza valorizzate.
E la luce cade, illumina la vicina discesa che porta alla chiesa di San Matteo, c’è sempre un modo di guardare nuovo e differente.

Vico delle Fiascaie (4)

Un cordone di proporzioni perfette racchiude il lavoro di un valente artigiano ormai sconosciuto, la sua opera ancora resiste nelle città dove anche costui visse, camminò e respirò.
E così l’ho immaginato, nel tempo di questo suo minuzioso lavoro.
Ebbe sufficiente ricompensa? Fu elogiato come meritava? Lo ringrazio, adesso, da un altro tempo, lo ringrazio per averci lasciato la sua parte di bellezza.

Vico delle Fiascaie (5)

In un caruggio che forse distrattamente trascuriamo.

Vico delle Fiascaie (6)

In Vico delle Fiascaie, sotto il cielo turchese di Genova la Superba.

Vico delle Fiascaie(7)