Vi porto ancora con me, in un semplice vicoletto dove troverete inattese testimonianze di tempi antichi e lontani dai nostri.
Scendiamo verso Vico delle Fiascaie imboccando Salita del Fondaco e seguendo la luce e l’azzurro.
Dopo pochi passi ecco il nostro vicoletto che conduce alla più nota Salita di Matteo.
La quotidianità del passato della Superba è sempre narrata sui muri della città e così è anche nel caso del Vico delle Fiascaie.
Come sempre cito il mio amato Amedeo Pescio che ci ricorda che le fiascaie nell’antico dialetto genovese erano proprio le osterie e non a caso questo vicolo è proprio una traversa di Salita del Fondaco, i fondaci erano un tempo depositi e spacci di vino.
E come sempre accade mi è venuta la curiosità di sapere quali botteghe c’erano qui negli anni passati e così consultando la mia Guida Pagano del 1926 ho scoperto che in quel periodo qui non c’era alcun osteria ma in compenso c’erano un negozio di giocattoli, un parrucchiere e una libreria.
Ah, la libreria del signor Milanta, se ci fosse ancora andrei là a sbirciare tra volumi e volumetti, come sapete è uno dei miei passatempi preferiti.
E là, in Vico delle Fiascaie si conserva un’antica preziosità che merita attenzione ed è questo splendido portale.
La pietra vetusta ha subito le ingiurie del tempo, molti secoli fa una mano sapiente scolpì parole a stento ora leggibili, stemmi non più visibili e un simbolo al centro che si staglia con evidenza.
Le tre lettere, IHS, rappresentano il trigramma di Cristo.
Ed è così, sempre: nei vicoletti che possono sembrare insignificanti si celano autentiche meraviglie mai abbastanza valorizzate.
E la luce cade, illumina la vicina discesa che porta alla chiesa di San Matteo, c’è sempre un modo di guardare nuovo e differente.
Un cordone di proporzioni perfette racchiude il lavoro di un valente artigiano ormai sconosciuto, la sua opera ancora resiste nelle città dove anche costui visse, camminò e respirò.
E così l’ho immaginato, nel tempo di questo suo minuzioso lavoro.
Ebbe sufficiente ricompensa? Fu elogiato come meritava? Lo ringrazio, adesso, da un altro tempo, lo ringrazio per averci lasciato la sua parte di bellezza.
In un caruggio che forse distrattamente trascuriamo.
In Vico delle Fiascaie, sotto il cielo turchese di Genova la Superba.










Miss, che bel nome ha questo caruggio… “fiascaie” erano dette pure le lavoratrici che impagliavano fiaschi e damigiane…
Grazie caro, quel portale ha tutta la sua vera bellezza, mi pareva giusto portarlo qui.
Per scovare quel portale ci voleva proprio il tuo sguardo attento. 😊 Buona giornata cara, qui piove… è proprio autunno.
Grazie cara, è un piccolo dettaglio prezioso degno di nota.
Eh, è autunno anche qui, d’altra parte è anche giusto così.
Un bacione a te e buon lunedì!
Oh cara Miss, anche se si è distratti, tu in un attimo catturi la nostra attenzione e ci regali perle genovesi.
Grazie, buon ottobre
Susanna
Grazie amica mia, buon ottobre anche a te!
passeggiare nei vicoli attraverso i tuoi scatti è come riviverli due volte 😉
Grazie Max 🙂
Ancora una volta è riuscita a coinvolgerci, grazie alla sua immaginazione sembra proprio di esser li a vedere quel sconosciuto artigiano che con maestria scolpisce il marmo. Diamogli merito oggi, chissà,se come giustamente fa osservare lei, gli fu dato a suo tempo in modo dovuto. Genova è uno scrigno e a differenza di altre città d’arte, da proprio a chi la sa “esplorare” la gioia continua della scoperta di questi tesori nei posti più impensati. Buona giornata Miss.
Grazie Carlo, Genova ha tanti di questi tesori e noi dovremmo conoscerli meglio.
Buona giornata a te!
Eh Miss, le porte delle case di Genova sono spesso dei veri capolavori artistici. E che prospettive! Grazie. Vedo che il ponte non lo fotografi, e sono con te
Eh sì, hai ragione, ci sono dei veri capolavori nella città vecchia.
Un caro saluto, buona serata a te.
C’è sempre qualcosa di magico in questi vicoli
Sì, per me sì <3