La canzone nel jukebox

La canzone nel jukebox per me non è mai stata una sola.
Di anno in anno c’era un pezzo emergente che risuonava in certe serate estive trascorse stravaccati su un muretto di una passeggiata a mare o nel fresco della campagna.
Scegliere una canzone nel jukebox era una roba piuttosto impegnativa, più che altro perché magari c’era più di un brano che mi piaceva, potendo avrei fatto girare in loop la mia top ten del momento.
Il jukebox era democratico, dovevi aspettare il tuo turno.
E a volte prima di te c’era qualcuno che inseriva un sacco di monetine in quella fessura, bisognava attendere con pazienza.
Le canzoni nel jukebox non erano sempre memorabili, molte di esse sono durate il tempo breve di una stagione ma quella stagione aveva colori e sensazioni difficili da dimenticare, così anche certe canzoni sono rimaste, in qualche maniera, le mie canzoni.
Ad esempio, Hey Survivor.
Lo ricordate tutti questo pezzo di Mike Francis voi ragazzi e ragazze degli anni ’80?
E’ stato per lungo tempo uno dei preferiti, lo ballavo al mare, quando stavo in giro fino all’alba.
Quelle serate si concludevano su una panchina, con una striscia di focaccia tra le mani.
E all’epoca mi premuravo di portare la più classica delle colazioni liguri anche a casa, di norma mettevo la chiave nella toppa, aprivo la porta e mi imbattevo in mia zia.
Lei, mattiniera, si alzava alle sette per scendere in spiaggia, io a quell’ora rientravo e riemergevo verso le due del pomeriggio.
E appunto, c’erano le canzoni nel jukebox da scegliere.
E ditemi, voi quante volte avete sbagliato a schiacciare il tasto?
Era il più classico e letale degli errori, caspita!
Le canzoni nel jukebox hanno accompagnato diversi periodi delle nostre vite, allora le cose mutavano maledettamente piano, era tutto diverso e noi ci siamo cresciuti con quei dischi che segnavano il nostro tempo.
Dall’infanzia all’adolescenza, il nostro tempo.
E una moneta in tasca, una sola piccola moneta.
Penso, penso e torno quella che ero, ragazzina, in estate.
Avrò avuto tredici o quattordici anni e prima di andare al mare sapete dove mi piaceva andare?
Dal giornalaio, sì.
Anche voi passavate interminabili minuti a sbirciare le copertine delle riviste e dei settimanali?
Io lo facevo, spesso senza comprare niente, questo è chiaro!
E poi dal giornalaio c’erano sacchetti con le biglie di vetro, pinze colorate per i capelli, l’espositore con le cartoline, file di bottigliette con le creme solari e gli oli profumati al cocco.
E c’erano i giornalini, Topolino in tedesco o in svedese per i tanti ragazzini stranieri in vacanza come me.
Ecco, io allora avrei voluto essere poliglotta solo per poter leggere tutti quei giornalini che esercitavano su di me un fascino incredibile.
Li prendevo tra le mani, sfogliavo qualche pagina e li rimettevo al loro posto.
In quegli anni alla musica che usciva da jukebox si mescolavano altri suoni.
La pallina che sbatte, il trillo, le lucette che si accendono, il ritmo delle nostre partite a flipper.
E poi ancora, un rumore più sordo, colpi ora quasi flebili, poi più potenti, a seconda dei giocatori.
Squadra rossa oppure blu?
Che dite, la facciamo una partita a calciobalilla?
Una, due, tre monete.
Per i nostri giochi e le nostre canzoni, per quello che siamo stati ed ancora siamo, ancora adesso.
E per ognuno di noi oggi ho una moneta, leggera e immaginaria, una moneta da cento lire.
Che canzone mettete nel jukebox?
Quale titolo scegliete fra i pezzi di quegli anni?
Io ho scelto, è’ un brano del 1979, allora ero molto giovane e le serate estive in discoteca erano ancora lontane per me.
Questa canzone però è rimasta per diverso tempo, ho perso il conto di quante monete ho messo nel jukebox per ascoltarla.
E’ lei, la mia canzone nel jukebox.

45 pensieri riguardo “La canzone nel jukebox

  1. Mi ci ritrovo completamente nel tuo avvincente racconto, solo avendo qualche anno più di te le mie canzoni erano altre… ma le emozioni sicuramente le stesse… <3

  2. La mia canzone nel juke box è “Dio è morto” dei Nomadi. Estate 1967, Bogliasco, ero piccola ma ascoltavo rapita quel testo così impegnato ; i ragazzi più grandi mi spiegavano che la Rai l’aveva censurata, ma la Radio Vaticana la trasmetteva. Misteri che ancora adesso sono rimasti tali!
    Che anni fantastici, quando le persone sapevano davvero cosa volevano cambiare !

  3. Io associo il juke box ad un’unica estate con la mia amica di sempre in un paesino sperduto nel pavese. Nulla da fare se non stare con gli amici, bighellonare e giocare a carte all’unico bar del paese. Ma il juke box, quello non aveva nulla da invidiare ai migliori delle località balneari più in voga 🙂 bacioni

    1. E infatti il luogo non conta, mare, campagna o montagna è lo stesso!
      Quel che conta è quella sensazione di libertà che tu descrivi così bene, eravamo così ed era bellissimo!
      Un bacione cara!

  4. ….sarò la più anziana qui…ma ho gli stessi ricordi del juke box…le canzoni sono …..Only you …poi anni dopo….Il re dei pagliacci, Chariot….poi sono cresciuta e ho cominciato un’altra vita….con i 33 giri….ma subito dopo…sono arrivati i miei figli e…la musica è …cambiata….quanti ricordi….

  5. Caio Grande Miss….cosa hai tirato fuori dal cilindro magico:)))) JUKE BOX dico a Gabriella chè non è la più anziana….. e lo dimostro primo disco nel J.BOX Tutti i Frutti Little Richard J.BOX esclusivamente a muro 1957 Bar pressi scuola Media Pascoli v.Cesare Battisti…..e anche Forever Joe Damiano…..Grazie un abbraccio!!!:)))

  6. Che bei tempi, avevo 15 anni e tutti i miei spiccioli finivano nel juke box, ricordo in particolare Only You cantata dai Platers e dal grande Presley.
    Grande Miss.

  7. Grazie Miss Tu sei ……veramente il Ns. mito…..ciao carissima buon sabato anche a TE!!!:)))

  8. Quanti ricordi tutti bellissimi legati al jukebox ma mi fai sentire vecchia….adoravo My Sharona. Avevo 13 anni…. ora non fare il conto eh?
    bacione

  9. che bello il juke box! con le lucine colorate…Non ricordo bene una canzone in particolare. Ce ne erano tante.Ora così su due piedi mi viene in mente “Ti amo ” di tozzi. La finivo 🙂

  10. Io il juke-box ho fatto giusto in tempo a vederlo, ma ero piccola e, sebbene catturasse il mio interesse, non osavo avvicinarmi. In gita scolastica (V elementare, credo) io e alcuni compagni di classe l’avevamo adocchiato in un minuscolo bar ed eravamo tentati di provare a mettere la monetina. Non ricordo se poi l’avessimo fatto davvero, ma è l’immagine più viva che ho di quell’oggetto mitico.
    Bel post, Miss, roba d’altri tempi!! 🙂

  11. Il jukebox era un momento speciale per noi ragazzi…tutti raccolti a scegliere la canzone preferita e insieme, col sorriso sulle labbra, l’ ascoltavamo…era una vera emozione!!!
    Riguardo l’edicola ancora oggi mi piace fermarmi a sbirciare le copertine…se sono al mare compro qualche rivista da sfogliare sotto l’ombrellone
    bel blog il tuo…passero’ ancora sempre se non ti dispiace

    1. Eh, il jukebox è uno di quei ricordi che rimane, bellissimi periodi per noi!
      Grazie di cuore, mi fa molto piacere che ti piaccia il mio blog, buona domenica a te!

  12. Mitico jukebox ,anni bellissimi, ai bagni San Pietro a Prà, Gianni Morandi, Rita Pavone cantava “CUORE” a squarcia gola, noi sotto al bar aspettavamo di sentirli non avevamo tante monetine,che bel ricordo, di anni felici spensierati di una bella gioventù , gelato o moneta………….facevamo la raccolta degli spiccioli, poi andavamo dal barista a cambiare…………….e poi si sceglieva……… Grazie , buona domenica.

  13. Ah! The Knack…ricordo ancora i giornali di allora. Parlavano di questo gruppo come i novelli Beatles e ci avevano trovato anche un sacco di analogie strane. Poi, puf, sono spariti.
    A me il pezzo piaceva fino a meta, fino a quando poi prendeva una piega diversa

  14. Ecco carissima, questi sono i post che mi fanno sentire tutte, ma proprio tutte le primavere che ho visto finora 🙂 Chettepòssìno, ma… che piacere però!
    Un abbraccio Susanna

  15. Ciao Miss Fletcher siamo state a Corniglia negli stessi anni e ti ho trovata perchè stavo cercando su google “Juke Box Corniglia”. Ci conosciamo?

    1. Benvenuta Patrizia! Per qualche mistero del web sono state associate le due parole, immagino che sia per il fatto che ho scritto un articolo sul juke boxe e due su Corniglia, io però non ho mai trascorso le vacanze lì, che posto magnifico!
      Ecco, metto qua per te uno degli articoli, sperando che ti faccia piacere vedere le immagini del tuo paesino, sul blog c’è anche un altro articolo dedicato alla scalinata
      https://dearmissfletcher.wordpress.com/2014/04/04/le-cinque-terre-la-luce-chiara-di-corniglia/
      Grazie Patrizia, ti auguro buona serata!

      1. Peccato! Per un attimo ho pensato di aver ritrovato qualche amica di allora. Comunque grazie!

  16. Miss, io ho avuto 12-13-14 anni, vent’anni prima di te e in un altro emisfero… a quei tempi e in quei luoghi il mio Yuke-Box era la radio… apparecchio che aveva il vantaggio di non funzionare a monetine, ma lo svantaggio che le canzoni che gradivo io le trasmetteva quando pareva e piaceva a lei… nell’Argentina degli anni 50 il Yuke-Box esisteva e si chiamava “Disquera”, ma per lo più conteneva Tangos che noi giovanissimi consideravamo roba da vecchi, quando era comparso il Rock… miei brani assolutamente preferiti, due ed entrambi cantati da Richard Penniman, in arte: Little Richard:
    Long Tall Sally e Lucille… del primo ero stato addirittura sul punto di comprare il disco, ma un cattivissimo voto in matematica aveva fatto sfumare il mio progetto… si può dire, per sempre, in quanto, voti belli in matematica non ne ho mai avuti…

    1. Anche io ho sempre odiato la matematica! I tuoi ricordi dell’Argentina sono semplicemente bellissimi, disquera non lo conoscevo proprio ma Little Richard sì, me lo ricordo.
      Buona domenica a te Sergio, grazie!

  17. in Lettere me la cavavo meglio, anche se mi è sfuggito per ben due volte Yuke al posto di Juke…

  18. Per un certo periodo,la domenica si pranzava in una trattoria di Fregoso,che faceva ravioli memorabili ed aveva un ricchissimo pergolato. Per me il momento più importante era quello in cui cento lire mi permettevano di scegliere tre canzoni al Juke box:una invariabilmente era “My preyer” dei Platters ,la canzone dei miei,poi noi sceglievamo tra la play list per il resto rigorosamente italiana della Luigina. Ricordo ancora la sorpresa quando trovammo tra i dischi un semiesotico Jesael dei Delirium

Rispondi a NikoAnnulla risposta