C’era l’antico tavolo rotondo, ampio, solido e robusto, di legno scuro, il tavolo della casa al mare.
Pranzi d’estate, nella sala con le finestre alte che davano sull’Aurelia.
E in cucina c’erano le due sorelle di mio papà e mia mamma, spesso e volentieri si cimentava anche mio padre che era un gran cuoco, la faccenda del pranzo era piuttosto complicata in quanto eravamo in tanti.
Una delle mie zie era molto mattiniera e non ci pensava proprio a perdersi la spiaggia, così ben prima delle nove aveva già predisposto i suoi deliziosi manicaretti per il pranzo ed era pronta per andare al mare.
L’altra zia a volte si complicava un po’ la vita, diciamocelo.
Un esempio?
Talvolta, all’epoca, nel bel paesino della riviera di ponente c’erano problemi con l’acqua che non veniva erogata con regolarità.
E in una di quelle circostanze la suddetta zia cosa pensò bene di cucinare?
Niente meno che il risotto con il nero di seppia, ero piccola ma ho memoria precisa della mia stupita ed ammirata perplessità, la zia per me era un’indomita eroina pronta a sfidare qualunque avversità!
E c’era l’antico tavolo rotondo, oggi con il senno di poi so che un tavolo del genere è perfetto: dovunque tu sia seduta puoi parlare con tutti e vedi tutti i commensali.
E allora davvero eravamo tanti in casa, ve l’ho detto.
E così quando si preparavano le cozze ognuno le cucinava a suo modo e c’erano questi enormi pentoloni con coperchi giganteschi.
E la casa era un universo di voci, rumori e confusione, come sempre accade nelle grandi famiglie.
C’era la nonna con i suoi lavori di cucito e con i suoi ritagli di giornale, c’era sua sorella, lei in genere si fermava un paio di giorni e poi se ne tornava a Genova.
La vedo, adesso, con il grembiule in vita davanti al lavandino di marmo che lava i piatti.
E mugugna perché si è bagnata il vestito, tutte le volte è la stessa storia!
In quella casa c’erano due frigoriferi.
E bisognava stare attenti a dove si mettevano il melone e l’anguria, uno dei miei zii non ne gradiva per niente l’odore!
Pranzi d’estate.
Vai via dalla spiaggia con i capelli bagnati e il copricostume che profuma di mare, sali le scale e sui gradini lasci le impronte delle ciabattine di plastica.
Allora avevo un piatto preferito e tale è rimasto, con la bella stagione questa per me è la pasta perfetta e così ho pensato di presentarvela anche se non si può nemmeno dire che si tratti di una vera e propria ricetta, è talmente semplice e veloce da preparare!
Innanzi tutto ci vuole del profumato basilico di Liguria.
Scegliete i bucatini o gli spaghetti, mentre la pasta cuoce preparate il vostro condimento.
In un’insalatiera tagliate dei pomodorini maturi e della mozzarella, aggiungete poi alcune foglie di basilico spezzettate e condite con abbondante olio extravergine di oliva.
Tutto qui? Sì, cari amici, proprio così.
Ora non dovete far altro che scolare la pasta, versarla sul vostro condimento, attendere che il calore sciolga i pezzetti di formaggio, dare una bella spolverata di parmigiano e quindi accomodarvi a tavola per gustare un piatto semplice e molto gustoso.
Una pasta tricolore che a me ricorda con nostalgia certi pranzi d’estate.


Ciao Miss e Buona domenica. Non farò la tua pasta tricolore perché non riesco a mangiare pomodori proprio no. Aspetto un’altra ricetta della casa al mare.
Ahia, se non puoi mangiare i pomodori questa ricetta proprio non va! Buona domenica a te cara, grazie!
Questa stessa ricetta io la utilizzo per la pasta fredda, ma a caldo credo sia ugualmente buona. Però devo dirtelo, io non so proprio come si cucini il risotto al nero di seppia anche se dalle tue parole intuisco che occorra molta acqua. 🙂 bellissimi ricordi che sanno di estate, di famiglia e di allegria! Bacioni
Sì, è buonissima, provala!
Ehm…riguardo al risotto, più che altro sai poi lavare i piatti e le pentole? Meglio prosciutto e melone, ecco!
Un bacione cara, grazie e buona domenica a te!
Che fame……………. è ora di pranzo ,buona buonissima sento il profumo.
Buona domenica ciao OTTAVIA
E buon pranzo a te Ottavia, grazie di cuore!
sapessi quante volte, d’estate, preparo la pasta in questo modo! Meravigliosa,spaghetti cotti al dente, la dolcezza dei pomodori maturi, il formaggio che fila, il profumo del basilico…..
…e le ciabattine di plastica? le mie, chissà perchè, erano sempre azzurre…
…ed i pranzi della domenica, d’estate, nella casa di nonna…..sempre in tanti, anche ora siamo in tanti, un sacco di cugini che, a nostra volta, abbiamo avuto un sacco di figli!
Ma che c’è di più bello, miss? Spaghetti per tutti, una famiglia numerosa e un pochino….rumorosa, la gioia di stare assieme.
Buona domenica ( un po’ …novembrina, a dire la verità!) Emanuela
Vero, un piatto di spaghetti in compagnia è una vera gioia.
Belle le famiglie rumorose e numerose, cara Emanuela.
Un bacione a te, buona domenica, sta anche spuntando il sole!
Che meravigliosi ricordi, cara Miss Fletcher e come sempre, riesci a rendere vividi i colori, i profumi, le persone ed i luoghi a te cari, ma che a me sembra di aver visitato personalmente e toccato con mano.
Anzi…sono certa di essere stata presente ad uno dei vostri pranzi d’estate!
Un bacino e buona serata Susanna
E certo che c’eri anche tu!
Un abbraccio Susanna, sei una vera amica, dico sul serio.
Estate, infanzia, mare, sole, spensieratezza e gioia di vivere ! Un piatto di spaghetti diventa la madeleine di Proust!
In un certo senso è proprio così cara Anna! Grazie e buona giornata a te.
il top
Una semplice bontà! Grazie Ugo, buona giornata!
Che meraviglia questi ricordi di mare e le ricette… profumo d’estate
Profumo e ricordi, cara Katia! Grazie!
Profumo di ricordi 🙂
Esatto, sì!
Uuuuuuuh! Che bell’articolo Miss! Bellissimo! Le tue zie erano proprio una sagoma e anche la tua nonna non scherzava. Che meraviglia. Raccontato benissimo….in quel di Ponente! 😀 Bello. E quella pasta lì…. quella pasta lì è ottima davvero. Un abbraccio.
Io ho sempre nostalgia di quei posti, di quella casa e di quell’atmosfera, non c’è c’è niente da fare.
Un bacione carissima!
Allora secondo me è bene che questa nostalgia venga appagata Miss 😀 Io sono qui eh!!!! 😀 😀 😀
Eh, prima o poi spero di tornare cara!
ohhhhhh, che meraviglia questo racconto. Da un pò non ti leggevo e ora che son tornata è ancora più bello ritrovare queste belle storie di famiglia e di infanzia. Le adoro, mi pare di rivivere quei bellissimi anni che anche per me sono stati spensierati e ricchi di gusto…eppure non lo sapevamo.
La pasta fatta così a freddo non l’ho mai fatta, io la faccio dandoci una girata veloce in padella, ma proverò anche così
Bentornata Annamaria!
Quegli anni bellissimi restano nei nostri dolci ricordi, anche io ci penso con nostalgia, sempre.
Questa pasta è di una semplicità assoluta ed è molto buona, adesso proverò il tuo metodo che sembra altrettanto gustoso.
Buona serata a te!
Miss, pure nel castello di Camelot c’era un tavolo rotondo e sono certo che degli spaghetti come quelli della foto sarebbero piaciuti anche a Re Artù…
Grazie carissimo!